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Avellino, domenica 15 aprile alle ore 19 presso la Sala Ripa del Carcere Borbonico al via la rassegna cinematografica “Zialidiasocialclub” con il film “L’insulto” di Ziad Doueiri

Avellino, domenica 15 aprile alle ore 19 presso la Sala Ripa del Carcere Borbonico al via la rassegna cinematografica “Zialidiasocialclub” con il film “L’insulto” di Ziad Doueiri

Domenica 15 aprile alle ore 19 presso la sala Ripa del Carcere borbonico di Avellino al via la rassegna classica dello Zialidasocialclub. Il primo appuntamento è con L’Insulto di Ziad Doueiri introdotto al pubblico avellinese dall’illustre critico de Il Manifesto Alberto Castellano.

Sorpresa dell’ultima edizione della Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, dove uno dei protagonisti, Kamel El Basha, si è aggiudicato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, il film libanese tratta con intelligenza e ritmo una delle questioni politiche più scottanti della storia. Un banale alterco tra due uomini allo stesso tempo così diversi e così simili porta a galla le contraddizioni di un’intera nazione. Tutti sono costretti a schierarsi anche se torto e ragione si mescolano e ogni motivazione sembra valida.

Candidato per il Libano agli Oscar come miglior film straniero, L’Insulto ha una sceneggiatura potentissima e coinvolgente che presenta al pubblico la situazione libanese e i continui conflitti con i palestinesi che qui hanno trovato rifugio. Il film ha sollevato molte polemiche in patria tanto che il regista al suo rientro da Venezia è stato arrestato con l’accusa di “collaborazionismo con il nemico israeliano”. È stato trattenuto per un’ora e mezza all’aeroporto di Beirut e poi rilasciato. Questo gesto dimostra quanto la libertà di espressione sia ancora una cosa riservata a pochi.

A proposito del film il critico Francesco Boille ha scritto: “È una lezione di memoria e di storia che si profila gradualmente, sugli eccidi noti e quelli dimenticati. Non ci può essere perdono e quindi riconciliazione senza assunzione di responsabilità reciproca – perché tutti hanno colpe e giustificazioni – e senza conoscenza storica e comprensione piena del dolore immenso che fa covare questa rabbia insensata e perenne dell’orgoglio, della frustrazione. Alla fine della guerra, l’amnistia diventò amnesia, dice il regista, e qui sta il nodo da affrontare e sciogliere per uscire dall’eterna e perenne grande faida, dal grande campo di prigionia interiore del passato, per una nuova alba dei rapporti interrazziali, religiosi, politici e più semplicemente umani. Non un insulto ma un messaggio di pace.”

L’Insulto rispecchia il principio fondamentale della rassegna, ovvero porre l’attenzione su film lontani dalle logiche delle grandi distribuzioni che vengono proposti al pubblico avellinese in anteprima. Dopo la proiezione seguirà il dibattito.

L’INSULTO di Ziad Doueiri

Con Adel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha, Christine Choueiri, Camille Salameh.

Drammatico, Libano 2017, durata 113 minuti.

A causa di un banale incidente, tra il libanese cristiano Tony e il rifugiato palestinese Yasser nasce un forte conflitto che li porta a scontrarsi in tribunale. Quella che poteva essere una semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto profondo che diventa un caso nazionale, dividendo un intero paese segnato da culture e religioni diverse.

 

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