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Avellino, lettera aperta all’Autorità Giudiziarie da parte del Comitato dei Genitori degli Studenti del Liceo Scientifico Mancini

Avellino, lettera aperta all’Autorità Giudiziarie da parte del Comitato dei Genitori degli Studenti del Liceo Scientifico Mancini

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviata alle Autorità giudiziarie del Tribunale di Avellino da parte del Comitato dei Genitori degli studenti del Liceo Scientifico “P. S. Mancini” affinchè venga presa una sollecita decisione circa il destino dell’edificio di Via De Concilii.

Come noto le vicissitudini giudiziarie che hanno visto coinvolto l’edificio sede del Liceo Scientifico “P.S. Mancini” sito in Avellino alla Via De Conciliis n° 1, e che ne hanno inibito l’utilizzo a far data dal 3/11/2017, hanno generato un vero e proprio sconvolgimento nella vita quotidiana degli oltre 1.200 studenti iscritti, nelle loro famiglie e nel relativo intero corpo docente e non, comportando notevolissimi disagi, sacrifici e privazioni in tutti i soggetti coinvolti in tale vicenda.

Dopo circa 20 gg. di sospensione delle attività didattiche, le lezioni sono riprese in un contesto di totale emergenza il giorno 22/11 u.s. con orario esclusivamente pomeridiano (dalle 13,30 in poi) e con classi ripartite su ben quattro distinti edifici scolastici, adottando anche la riduzione dell’ora di lezione per l’intero istituto a 50 minuti per contenere i disagi indotti da tale emergenza su studenti e famiglie.

Ciò ha impedito a tutti gli iscritti di fruire delle attività legate all’ampliamento dell’offerta formativa e parte integrante del PTOF (Piano Triennale di Offerta Formativa), di svolgere regolarmente le loro attività di potenziamento culturale, e di partecipare, anche fuori dal contesto scolastico, ad attività sociali e sportive, in molti casi agonistiche, ancor di più per i tantissimi allievi provenienti dalla provincia in quanto i collegamenti pubblici con il capoluogo modulati esclusivamente in orari scolastici antimeridiani. L’impatto è stato devastante tanto che già nel giro di poco più di un mese dalla ripresa delle lezioni, attraverso domande di trasferimento, c’è stata una vera e propria emorragia di un centinaio di studenti verso altri istituti.

Soltanto dopo ulteriori 3 mesi dalla ripresa delle lezioni si è giunti ad una soluzione logistica che consentisse lo svolgimento delle lezioni esclusivamente in orario antimeridiano con decorrenza dal 15/02 u.s. Tale soluzione ha comportato la ricollocazione degli studenti su 6 diverse sedi disseminate sull’intera città ed in condizioni didattiche (totale assenza di strumentazione informatica e di laboratori) e logistiche assolutamente inadeguate a poter svolgere un programma formativo appena sufficiente o che abbia solo una parvenza di tale dignità, rispetto alla scuola frequentata e alle relative originarie aspettative riposte dagli iscritti, ed il profitto scolastico degli studenti ne ha risentito pesantemente. Ovviamente questa condizione di assoluta precarietà si protrarrà purtroppo fino alla fine dell’anno scolastico corrente con ripercussioni difficilmente quantificabili, ma del tutto immaginabili, sul percorso formativo dei singoli ragazzi.

In tale scenario complessivo è assolutamente fondamentale e quanto mai prioritario far sì che il prossimo anno scolastico veda assegnata al Liceo Scientifico “P.S. Mancini” una sede unica ed adeguata, dove possano essere svolte tutte le attività correlate al proprio piano formativo\didattico complessivo e dove gli studenti possano in qualche modo anche provare a recuperare ciò che quest’anno non è stato possibile conseguire. In questa ottica tutti i soggetti istituzionali coinvolti devono profondere il proprio massimo impegno e tutte le proprie energie per perseguire tale obiettivo, a prescindere dai ruoli ricoperti da ciascuno.

Già l’ente Provincia di Avellino ha in più occasioni dichiarato pubblicamente, attraverso i propri responsabili, che per il prossimo anno il Liceo Scientifico “P.S. Mancini” avrà una sede unica paventando anche la possibilità di recuperare la propria sede storica di via De Conciliis attraverso interventi di messa in sicurezza che si possano rendere necessari, all’esito delle ulteriori indagini in corso e compatibilmente con il procedimento giudiziario pendente, oltre alla possibilità di individuare un plesso scolastico alternativo da destinare esclusivamente a tale istituto.

Ed è proprio per tale ragione che ci rivolgiamo a Voi che rivestite ruoli di responsabilità presso il Tribunale di Avellino, proprio per cercare di provare a percorrere tutte le soluzioni possibili per perseguire tale obiettivo. Infatti è di dominio pubblico che il procedimento giudiziario in oggetto in corso presso codesto Tribunale, si sta svolgendo attraverso l’istituto dell’incidente probatorio richiesto al GIP dalla Procura della Repubblica. In tale ambito, scontata l’assoluta assenza di ingerenza alcuna nell’operato degli organi inquirenti e giudicanti da parte di tutti, ed ancor di più da parte di questo Comitato, sarebbe del tutto auspicabile poter giungere al termine di tale incidente probatorio, a perseguire, oltre quanto di stretta competenza di codesto Tribunale, anche l’effettivo stato di tenuta in sicurezza del fabbricato e definire da parte dei consulenti del Tribunale gli
eventuali interventi necessari a ricondurre lo stesso in uno stato di agibilità per la destinazione a cui è destinato.

Ci risulta che la prima udienza di tale incidente probatorio è già stata tenuta in data 24/01 u.s. e che, nella quale, oltre alla costituzione delle parti in causa, è stato nominato dal GIP il nuovo consulente tecnico d’ufficio, e fissata la data della prossima udienza per il 20/06 p.v., come riportato sugli organi di stampa locale. Da tale data però non ci risulta espletato più alcun sopralluogo presso l’edificio sede del Liceo Scientifico, né ad opera del nuovo perito nominato, né dei consulenti delle parti. Ciò lascia presagire ad un’incomprensibile stasi della procedura che, evidentemente, inizia proprio attraverso una visita collegiale del sito da periziare.

Questa circostanza di apparente ristagno, dopo 45 gg. dalla data della prima udienza, qualora fosse confermata, ci lascia piuttosto perplessi in quanto la decorrenza infruttuosa di un tale lasso di tempo risulta del tutto ingiustificata, a maggior ragione per una vicenda come questa, di evidente impatto sociale, che vede coinvolta un’intera comunità ed il futuro nebuloso di migliaia di studenti, ma anche quello dello stesso istituto scolastico, che ricordiamo essere uno dei più prestigiosi dell’intera provincia e non solo, e che in un contesto di tale totale incertezza non può pianificare alcuna attività futura se non quella della gestione della semplice ordinarietà, ancorché in piena e totale precarietà.

Riteniamo che la sensibilità, il senso di responsabilità e la ragionevolezza debbano spingere tutti i soggetti in campo, nessuno escluso, a stringere i tempi di tale procedura allo stretto indispensabile e quindi a giungere quanto prima possibile ad una conclusione, qualunque essa sia.

Lo si deve ai nostri figli, alla credibilità delle istituzioni e al futuro di questa città.

 

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