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Avellino – Paganese   1 – 0, minimo scarto appena per i Lupi che hanno surclassato gli avversari

Avellino – Paganese 1 – 0, minimo scarto appena per i Lupi che hanno surclassato gli avversari

Avellino – Paganese   1 – 0

Avellino: Dini, Laezza, Morero, Illanes, Celjak, De Marco (dal 54′ Garofalo), Di Paolantonio, Parisi, Micovschi (dal 77′ Rossetti), Albadoro, Sandomenico (dal 46′ Ferretti, dal 92′ Bertolo). A disposizione: Tonti, Pellecchia, Njie, Evangelista, Federico, Rizzo. All.: Capuano.

Paganese: Scevola, Sbampato, Stendardo (dall’83′ Schiavino), Panariello, Mattia (dall’83′ Acampora), Caccetta (dal 71′ Calil), Capece, Gaeta, Carotenuto (dal 57′  Scarpa), Guadagni (dall’83′ Alberti), Diop. A disposizione: Bovenzi, Campani, Bramati, Cavucci, Bonavolontà, Musso. All.: Erra.

Arbitro: Bitonti di Bologna. Assistenti: Massara di Reggio Calabria e Terenzio di Cosenza.

Marcatore: al 67′ Albadoro.

Ammoniti: Morero, Capece (P),  Albadoro, Panariello (P), Diop (P),  Sbampato (P), Calil (P), Bertolo, Scarpa (P) Angoli: 9-4, Rec.: 0′ pt; 6′ st.

 

 

Una vittoria ottenuta con il minimo scarto, ma al termine di un match nel quale la differenza di valori in campo (a favore dei Lupi) è stata di palmare evidenza. Se questo successo dell’Avellino fosse stato confortato da un punteggio tennistico, nessuno, neppure gli avversari avrebbero avuto da ridire.

Alla vigilia, nella conferenza stampa di Capuano, si era detto che questo derby, tra due squadre appaiate a quota 34, ad una distanza dalla zona play out abbastanza tranquillizzante, avrebbe potuto indicare la più forte, magari attraverso un confronto “vero”, scevro finalmente dalle “ansie” di classifica.

Ebbene il campo (giudice mai insindacabile come in questa circostanza) ha restituito una superiorità dell’Avellino sinceramente schiacciante, non solo e non tanto nelle occasioni da gol prodotte (almeno una dozzina), ma soprattutto nei valori delle singole individualità, che hanno sentenziato il rango superiore dei Lupi. E la circostanza che ci piace rimarcare è che, nel dopogara, mister Erra (allenatore di notevole spessore tecnico e morale) ha senza alcun problema confortato la nostra analisi, ritenendo che le tante importanti individualità dei ragazzi di Capuano hanno fatto la vera differenza a favore dell’Avellino, al di là delle peculiarità e delle alchimie tattiche proposte dal match.

Sin dalle prime battute, Di Paolantonio e compagni hanno preso in mano il pallino del gioco e chiuso, come in una gabbia, gli avversari negli ultimi trenta metri, senza dare il modo agli azzurrostellati di venire fuori dall’angusto perimetro entro il quale erano stati confinati. Le occasioni per i Lupi si sono sprecate in un tambureggiante assedio che non ha prodotto, purtroppo, nessun gol, vuoi per un pizzico di precipitazione da parte degli avanti biancoverdi, vuoi per la loro scarsa reattività nel momento topico della finalizzazione. Alla fine del primo tempo si sono contate almeno sei limpide palle gol non andate a buon fine da parte dei Biancoverdi.

L’avvio della ripresa non ha determinato modifiche nel canovaccio tattico del match, con i Lupi assoluti padroni del campo e con la Paganese a recitare il ruolo di “vittima sacrificale”. Ma di gol nemmeno l’ombra fino a metà della seconda frazione di gioco. Allorquando ( correva esattamente il 67′) Albadoro raccoglieva di testa un cross al bacio di Di Paolantonio e, con una torsione da grande centravanti, colpiva la sfera che andava a cozzare prima sul palo interno alla destra del portiere paganese, e poi finiva la sua corsa in rete a ridosso del palo opposto.

Il gol che finalmente sbloccava il risultato, invece di scuotere la Paganese, infondeva ulteriore trans agonistica ai Lupi, che continuavano a spingere per mettere al sicuro il successo. Ma la palla non voleva saperne di finire un’altra volta in rete, e cosi gli Azzurrostellati rimanevano incredibilmente in partita fino al triplice fischio dell’arbitro, giunto addirittura al 97′.

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