Avellino – Trastevere, le pagelle ai Lupi: dal naufragio non si salva nessuno

Lagomarsini    5 

Si deve inchinare quattro volte a raccogliere la sfera dentro la propria rete, e se non fosse  per un paio di parate, il giudizio su questo portiere, che sta restituendo più delusioni che soddisfazioni, sarebbe ancor più severo;

Patrignani     4 

Nella gara più importante del girone di andata sono emersi, inquietanti, tutti  i limiti di questo ragazzo, che sarà pure elegante nel suo incedere, ma in fase difensiva è un vero disastro;

(dal 60’ Nocerino  4 

Il suo ingresso in campo si rivela un rimedio peggiore del male: si fa sorprendere dall’avversario che è alle sue spalle, e non trova nulla di meglio che stenderlo, procurando il rigore per il poker dei Romani);

Morero    4.5

Anche il capitano si fa travolgere dallo tsunami targato Trastevere, che affonda nella difesa biancoverde come il coltello nel burro;

Capitanio   4 

Apparso nettamente in ritardo di condizione, si fa superare con irrisoria facilità dai velocissimi avversari;

Parisi    5

Alle prese nel primo tempo con un avversario agile e sgusciante, il giovanissimo serinese cerca di arrangiarsi alla meno peggio; nella ripresa avanza il proprio raggio di azione, ma risultati concreti non se ne vedono;

Tribuzzi   5 

Comincia a destra, poi Graziani lo sposta a sinistra, ma si vede lontano un miglio che anche l’estroso ex Latina non ha lo smalto dei giorni migliori; ha il pregio di non mollare mai e di servire l’assist a Sforzini per il gol della bandiera;

Gerbaudo  4

Delusione cocente quella che restituisce il centrocampista torinese ad una tifoseria biancoverde che comincia a rendersi conto che l’ex Primavera della Juve forse non è quel che si sperava: un valore aggiunto per la proposizione avellinese; abulico, inconsistente, praticamente un ectoplasma in mezzo al campo;

(dal 46′  Di Paolantonio   5.5

Entra ad inizio ripresa, a risultato ormai compromesso, e subito si nota qualche sua verticalizzazione, ma non riesce a prendere per mano una squadra con la quale gioca per la prima volta; sicuramente bisogna attendersi molto da lui, che ci pare abbia i numeri per fare davvero al caso dell’Avellino);

Matute    4.5 

E’  forse l’ex Casertana la delusione maggiore per i tifosi avellinesi che erano stati abituati fin troppo bene da Kevin; quest’oggi è apparso l’ombra di sè stesso: svagato, impreciso, lento, addirittura impacciato;

Carbonelli   5

Parte bene, rendendosi protagonista di una percussione irresistibile che lo porta a pochi passi dalla porta romana, ma nel momento topico, invece di indirizzare la sfera tra i pali, la scarica in maniera imprecisa al compagno defilato sulla destra; esce dal campo poco dopo la mezzora, sacrificato per mera scelta tattica;

(dal 33′ Pisano  5 

Il 17enne attaccante napoletano viene gettato nella mischia, quasi a sorpresa, da Graziani per assicurare maggiore profondità alle iniziative biancoverdi; gli capita l’occasione per accorciare subito le distanze, arrivando a tu per tu con il portiere avversario, ma l’emozione gli gioca un brutto scherzo perchè si fa parare il tiro; comunque il ragazzino è tosto ed ha personalità, siamo certi che si rifarà);

De Vena   4.5

Non era in forma per via di una forma influenzale che lo aveva colpito in settimana, ma questo non può essere un alibi per uno come lui che in genere non perdona sotto porta: oggi è apparso fin troppo “tenero” e spuntato;

(dal 65’  Acampora   S.V.

Ciotola    4.5 

Gioca inizialmente da seconda punta, poi, con l’ingresso di Pisano, va a fare l’esterno di centrocampo, ma la sua prestazione non cambia: insignificante, per non dire deludente;

(dal 46′  Sforzini  5.5 

Si batte come un leone, cercando disperatamente di far risalire la china ad una squadra apparsa sulle ginocchia; il gol che sigla nel finale vale solo per lo score personale, ma il suo impegno è quanto meno lodevole);

Graziani     5

Il calcio, si sa, ha regole non scritte: se una squadra, nella gara forse più importante del campionato, prende quattro sberle in casa, l’allenatore non può essere esente da responsabilità; Graziani ha certamente le sue colpe, legate alle scelte tecnico-tattiche, ma ci pare di poter dire che i calciatori scesi in campo possano sommare responsabilità, personali e/o collettive, ancora più gravi di quelle del tecnico toscano.

 

 

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