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Eduardo De Filippo in mostra a Napoli

Eduardo De Filippo in mostra a Napoli

 

C’è tempo fino a lunedi 2 febbraio per ammirare la mostra, ad ingresso gratuito, dedicata ad Eduardo De Filippo nella Sala delle Terrazze nella splendida cornice di Castel dell’Ovo a Napoli. Una mostra firmata dal pittore Luciano Molino e a cura dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e della Fondazione De Filippo.

Dopo i graffiti dello street artist italo-olandese Jorit Agoch che immortalano la profondità del volto di Eduardo sulle saracinesche del Teatro San Ferdinando, la mostra è la prima tappa dell’esposizione di Molino, e si pone a conclusione del vasto calendario di eventi organizzati per celebrare il genio napoletano, uno dei più grandi drammaturghi del Novecento, a trent’anni dalla sua scomparsa.

Street art. Teatro San Ferdinando. Eduardo De Filippo

La mostra “Eduardo filosofo di Napoli”, attraverso l’uso di diverse tecniche pittoriche, coglie ed esamina il volto di Eduardo, raccontandoci attraverso la sua espressività le pieghe più recondite del suo animo, facendo emergere i suoi pensieri, le perplessità, gli stati d’animo. Così il pittore Luciano Molino ci restituisce un “ritratto” unico del grande ed immortale Eduardo, condensando tutte le sue sfaccettature: un Eduardo politico, moralista e filosofo.

 

 Eduardo De Filippo disegnato da Luciano Molino. Castel dell'Ovo. Napoli

Eduardo De Filippo ha saputo dar voce alla sua Napoli, e nello stesso tempo attingere l’ispirazione proprio dalla sua città, facendo suoi e riproponendo nei copioni e sulla scena il dialetto, le storie, i caratteri, creando quel giusto ed inconfondibile mix partenopeo che lo incorona drammaturgo d’eccellenza del Novecento, oltre ad essere considerato da sempre uno dei più grandi geni della drammaturgia. D’altronde sosteneva:“Non c’è che uno scrigno, un forziere a cui attingere a piene mani ed è la vita stessa, ma accanto alla vita deve esserci sempre un vaglio lucente, un setaccio d’oro che filtra la realtà e la trasforma in teatro: la fantasia”.

Come dimenticare “Napoli Milionaria” in cui racconta il dramma della seconda guerra mondiale, più sentita da tutti e ben diversa dalla prima vissuta solo al fronte. Nella commedia da lui scritta e diretta, dipinge proprio il crollo di un sistema di riferimento e di tutte quelle certezze che sono sparite con la fine del regime ed ancora la necessità che la famiglia ritorni alla sua struttura tradizionale. Molto forte è il parallelismo tra Rituccia, la figlia malata di Gennaro Jovine, reduce della guerra, con l’Italia e Napoli, un paese ed una città corrotti perché si è lacerato il tessuto sociale, erano spariti quei valori e quei sentimenti, compresa la solidarietà, che li avevano contraddistinti prima, ma dopotutto c’è una visione rosea del futuro:“Ama’, nun saccio pecché, ma chella criatura ca sta llà dinto me fa penza o paese nuosto”…“S’ha da aspettà, Ama’.Adda passà ‘a nuttata”.

E che Natale sarebbe senza l’immancabile “Natale in Casa Cupiello” e il tragicomico Luca Cupiello con suo amore maniacale per il presepe e l’ossessiva frase “Te piace’o presebbio?”.

In “Questi fantasmi!” invece, Eduardo impersona Pasquale Lojacono e resta indelebile la famosa scena del caffè e della sua dettagliata preparazione: “la poesia della vita”. É seduto fuori al balcone per sorseggiare beatamente un caffè fatto rigorosamente con la macchinetta napoletana e parla con il vicino e gli spiega l’arte del caffè partenopeo, con il caratteristico “coppitello di carta” sul “becco della caffettiera”, con tanto di tostatura, che è la più difficile, “a color manto di monaco”.

Questi fantasmi!

Eduardo recita anche nel film a episodi firmato da Vittorio De Sica: “L’oro di Napoli”. Una ricca antologia di “personaggi” napoletani: il “pazzariello” che subisce le angherie del “guappo”, la bella pizzaiola, il nobile con il vizio del gioco, la prostituta con la sua melodrammatica storia ed il “professore”, Don Ersilio Miccio che è impersonato magistralmente da un Eduardo che “vende la sua saggezza”, dispensando consigli e firma la famosa “ricetta” de “o’ pennacchio” che “può fare una rivoluzione”, da somministrare due volte al giorno, quando il ricco duca della zona, esce e quando rientra a bordo della sua auto.

Attraverso le sue opere Eduardo De Filippo ha un ruolo fondamentale nella costruzione dell’immaginario collettivo conferendo identità ad una comunità, all’interno di un territorio non solo determinato da confini territoriali e fisici, ma soprattutto mentali.

Non resta che ammirare la mostra a Castel dell’Ovo di Molino che pennella sotto una nuova luce questo grande artista napoletano.

 

Giovanna Di Troia

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