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L’amichevole di lusso a Frosinone: l’Avellino tiene testa alla Roma e pareggia allo scadere, ma quanta tristezza in casa biancoverde

L’amichevole di lusso a Frosinone: l’Avellino tiene testa alla Roma e pareggia allo scadere, ma quanta tristezza in casa biancoverde

Roma – Avellino:     1 – 1

 

Roma primo tempo: Mirante, Karsdorp, Manolas, Marcano, Santon, Cristante, De Rossi, Strootman, El Shaarawy, Dzeko, Kluivert.

Roma secondo tempo: Mirante (18′ Fuzato), Karsdorp, Juan Jesus, Marcano, Santon (18′ Bianda), Coric, Gonalons, Pastore, Under, Schick, Perotti. A disp.: Greco, Cardinali, Bouah, Riccardi, Defrel. All.: Di Francesco.

Avellino primo tempo: Di Gregorio, Morero, Migliorini, Pecorini, Laverone, Wilmots M., Di Tacchio, D’Angelo, Kawaya (17′ Curado), Castaldo, Mokulu.

Avellino secondo tempo: Di Gregorio (34′ Bastianello), Ngawa, Curado, Houdret, Pecorini (39′ Molinaro), Paghera, Moretti, Wilmots R., Laverone (34′ Evangelista); Ardemagni, Bidaoui. A disp.: Pizzella, Camarà, Siciliano, Moreschini. All.Marcolini.

Arbitro: Paterna di Teramo.

Marcatori: al 12′ st Schick, al 47′ st Paghera.

 

In un clima davvero surreale, almeno su sponda biancoverde, è andata in scena al Benito Stirpe di Frosinone l’amichevole di lusso tra Lupi romani e Lupi avellinesi. Quella che avrebbe dovuto essere una vera e propria festa del calcio, si è trasformata, giocoforza, in un’esibizione quasi d’addio per l’Avellino. La squadra irpina, infatti, ha affrontato quest’evento eccezionale con la morte nel cuore per via della decisione della FIGC di escluderla dal campionato di serie B per problematiche di carattere amministrativo in fase di iscrizione: la presentazione di una fidejussione non corretta, o quanto meno non conforme alla vigente normativa federale.

Tante centinaia i tifosi dell’Avellino presenti in curva nord a testimoniare il viscerale amore per i colori biancoverdi, in una giornata di ansia, paura, e forse anche disperazione per le sorti del loro amato lupo.

E commovente e coinvolgente è stato il saluto in lacrime che i calciatori dell’Avellino, già al termine del primo tempo, hanno voluto porgere ai loro tifosi, che li acclamavano e li chiamavano in un unico abbraccio ideale.

In questo contesto di mestizia e di grande preoccupazione, i calciatori di Michele Marcolini hanno affrontato la grande Roma di De Francesco, composta da tantissimi campioni celebrati in tutta Europa.

Il campo, per la verità,  non ha evidenziato quella differenza di valori tecnici che sulla carta avrebbe fatto pensare ad una sfida impari.E sì, perchè l’Avellino, sia quello visto nel primo tempo, sia quello che ha disputato la ripresa, ha mostrato orgoglio e ottima tenuta tecnico-tattica, rivaleggiando in tanti frangenti della gara amichevole quasi alla pari con i Giallorossi.

Ad un primo tempo più compassato e sostanzialmente equilibrato, chiusosi a reti bianche, ha fatto seguito una seconda frazione forse maggiormente dinamica e volitiva, da ambo le parti. La Roma, che ha tenuto maggiormente la sfera, finendo inevitabilmente per comandare la gara, ha affondato i propri colpi nell’area irpina, pervenendo al vantaggio al 12′ con Schick, che, sotto misura, ha messo dentro di testa, anticipando il difensore argentino Curado. 

Ma l’Avellino, che ha giocato un match attento e tatticamente quasi irreprensibile, con un assetto difensivo assai efficace, e con buone trame per ripartenze veloci, non è stato certamente a guardare, e si è fatto ammirare per avere saputo costruire numerose azioni dalle parti del portiere Mirante.

Il pareggio di Paghera (fantastico tiro rasoterra dai 22 metri, con la sfera che si è insaccata dopo avere colpito il palo interno alla destra del portiere giallorosso) , sebbene giunto proprio in chiusura di match, al 92′, è stato il giusto premio alla gara coraggiosa dei biancoverdi.

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