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Melillo, Presidente della Sandro Abate Avellino: “Forse è meglio che cada il silenzio….”

Melillo, Presidente della Sandro Abate Avellino: “Forse è meglio che cada il silenzio….”

Dopo il comunicato ufficiale del presidente Jean Philippe Melillo, in risposta alle dichiarazioni, in conferenza stampa, del Sindaco Festa, in ordine alla decisione (peraltro improvvisa, e comunque unilaterale, senza che, cioè,  fosse intercorsa alcuna interlocuzione con la società avellinese di Futsal) di far disputare le gare della Sandro Abate Avellino (che partecipa, è bene ricordarlo, nella massima serie nazionale di Calcio a 5) nella tendostruttura del Campo Coni, abbiamo cercato di interpellare il massimo dirigente della società irpina.
A Melillo abbiamo semplicemente chiesto come intenda muoversi la sua società all’indomani dell’incredibile diniego del Palazzetto dello Sport  “Giacomo Del Mauro” per la disputa delle partite di campionato. Un diniego che, evidentemente, dimostra solo una marcata insensibilità dell’Amministrazione comunale a non dare il giusto rilievo ad una società sportiva, vera e propria eccellenza di risonanza nazionale, che si chiama Sandro Abate AVELLINO, e che dà enorme lustro al nostro già bistrattato territorio.
Diniego che, è opportuno precisare, appare oltremodo incomprensibile, anche in ragione del fatto che a fine agosto, a Cesinali, allorquando la Sandro Abate Avellino presentò ufficialmente il proprio roster, il Sindaco Gianluca Festa dichiarò pubblicamente che la società irpina avrebbe giocato il prossimo campionato al Paladelmauro.
Il presidente Melillo, palesemente irritato e comprensibilmente stanco di questa vicenda che sta diventando incresciosa, rispondendo laconicamente alla nostra domanda, ha dichiarato:
“Credo sia arrivato il momento di far cadere definitivamente il silenzio su questa vicenda”.
Noi, al pari di tutti gli sportivi avellinesi, che hanno a cuore il buon nome ed il prestigio della nostra tanto vituperata città, auspichiamo che la vicenda non si chiuda qui, che si riesca a trovare un punto di dialogo e di incontro, perchè, altrimenti, sarebbe un’incomprensibile sconfitta per tutta l’Irpinia, per la sua immagine e per il suo buon nome.

 

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