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Salernitana – Avellino  2 – 0, Lupi troppo brutti ed inconcludenti per meritare di non perdere

Salernitana – Avellino 2 – 0, Lupi troppo brutti ed inconcludenti per meritare di non perdere

Salernitana – Avellino    2 – 0

Salernitana: Radunovic, Casasola, Tuia, Schiavi (dal 78′ Mantovani), Pucino, Minala, Ricci (dal 50′ Signorelli), Kiyine, Di Roberto, Bocalon, Sprocati (dal 61′ Zito). A disposizioneAdamonis, Vitale, Rosina, Della Rocca, Palombi, Odjer, Asmah, Monaco, Popescu. All.: Colantuono.

Avellino: Lezzerini, Laverone, Kresic, Morero (dal 46′ Falasco), Ngawa, De Risio, Di Tacchio (dal 63′  Wilmots), Molina, Gavazzi, Bidaoui (dal 38′ Asencio), Ardemagni. A disposizione: Casadei, Pecorini, Marchizza, Migliorini, Evangelista, Mentana, Rizzato. All.: Novellino.

Arbitro: Aureliano di Bologna. Assistenti: Galetto di Rovigo e Caliari di Legnago. Quarto uomo: Carella di Bari.

Marcatori: al 9′  Kiyine,  al 18′ Sprocati.

Espulsi: all’87’ Molina, al 93′ Asencio. Ammoniti: Di Tacchio, Schiavi (S), Wilmots. Al 70′ Lezzerini para un rigore a Zito. Angoli: 3-5. Rec.: 2′ pt, 5′ st.

 

Il derby dei Lupi all’Arechi dura appena 18 minuti, giusto il tempo di subire, anzi di regalare due reti ai cugini granata, e la sfida è già chiusa. Una gara brutta assai quella giocata dai Biancoverdi, che hanno palesato un approccio a dir poco molle, facendosi irretire e surclassare sul piano del carattere dagli avversari.

Quando si scende in campo senza carica agonistica, con l’aggiunta di una marcata deconcentrazione su palle e giocate comunque banali, non ci sono considerazioni tecnico-tattiche da fare. Il calcio è un gioco semplice, che richiede, oltre alla sapienza tecnica, una certa dose di generosità e spirito di sacrificio, unitamente ad esperienza e personalità. Tutti elementi che quest’oggi all’Arechi non “sono scese in campo” a supportare i ragazzi di mister Novellino. A proposito del quale, bisogna intendersi: il tecnico montemaranese non può essere esente da colpe, per questa debacle. E, se non per responsabilità sulle scelte essenzialmente tattiche, certamente sulle opzioni degli undici mandati inizialmente in campo.

A dire il vero, Monzon ha cercato di rimediare in corsa agli errori di “assemblaggio” della formazione, apportando i correttivi giusti: Asencio per Bidaoui già al 38′, poi Falasco dal 1′ del secondo tempo per un Morero incredibilmente negativo (che è riuscito a fare peggio della brutta prova di Empoli) e successivamente Wilmots (al 63′) in luogo di un De Risio che, nell’ora giocata all’Arechi (caratterizzata dall’assoluta povertà di fondamentali tecnici) ha dato la dimostrazione palmare del perchè non giocasse neppure in Lega Pro. Ma i correttivi di Novellino sono giunti quando ormai “i buoi erano abbondantemente fuggiti dalla stalla”.

E sì, perchè i Lupi, avevano già consentito ai Granata di chiuderla dopo poco più di un quarto d’ora di gioco. Al 9′ un tiro senza grossissime pretese di Kiyine dai venti metri è stato deviato dallo stinco di Laverone che ha inviato a sfera nell’angolino basso alla destra di Lezzerini colpevolmente distratto e scarsamente reattivo. Il gol, in qualche modo, anche  casuale e fortunoso, ha avuto il potere di entusiasmare i Granata e deprimere oltre misura i Lupi, che, ripetiamo, avevano già approcciato il derby nel modo peggiore.

Così, rispetto a ai timidi tentativi di reazione dei Lupi, i Salernitani incrementavano ulteriormente il già solido controllo della gara. La “frittata” che metteva, in pratica, assai prematuramente la parola fine su questo derby, la confezionava un Morero autolesionista che perdeva con inaccettabile disattenzione il pallone che finiva tra i piedi di Minala, che serviva Sprocati, che con un calibrato destro a giro, mandava la sfera sul secondo palo, beffando Lezzerini, inutilmente proteso in tuffo. L’entusiasmo dilagava su sponda granata, mentre i tifosi biancoverdi erano preda dello sconforto. A nulla servivano, come accennato in precedenza, i correttivi tecnico-tattici di Novellino, e soprattutto la commovente prestazione di alta qualità e generosità di un Gavazzi “formato serie A”, che si ritrovava a “predicare nel deserto”.

Di quel che è successo, o meglio no si è visto, nel secondo tempo (con i Lupi incapaci di portare la benchè minima minaccia all’ottimo assetto difensivo predisposto dall’esperto Colantuono, la cui squadra spreca, con l’ex Zito, anche il rigore di un umiliante 3-0) preferiamo tacere, stendendo un “velo pietoso” su questa “incolore” prestazione dei Lupi, che dovranno fare in fretta a leccarsi le ferite, a resettare tutto e a cominciare a mettere nel mirino già la sfida casalinga contro il Pescara. Quella sarà una gara da non fallire, se non si vorranno correre seri rischi di essere risucchiati nelle sabbie mobili della lotta per non retrocedere.

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