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Su Facebook impazzano i ricordi. Ed è boom anche per il gruppo “Non sei Irpino se …”

Su Facebook impazzano i ricordi. Ed è boom anche per il gruppo “Non sei Irpino se …”

 

Ormai è ufficiale: su Facebook impazza il revival. Dopo il viaggio “Look Back” in concomitanza coi dieci anni di Facebook, è boom di adesioni, con like e commenti che fioccano, ai gruppi “Sei di (nome del paese) se …”.

Foto storiche, personaggi indimenticabili, soprannomi vari, i luoghi più caratteristici, i locali storici, i punti di ritrovo, le espressioni più bizzarre senza trascurare le espressioni dialettali, questi gli ingredienti del successo dei gruppi “Sei di … se”. Il risultato è un collage di citazioni, di ricordi del tempo che fu, il più delle volte non così tanto remoto, che riecheggia un intenso affetto e una inguaribile nostalgia. È un viaggio alla riscoperta delle proprie radici che genera un forte senso di appartenenza ad una comunità.

Anche la verde Irpinia è contagiata da questa colorata memoria di aneddoti, curiosità, luoghi e persone. Il gruppo tradisce anche la formula tradizionale del fenomeno virale aggiungendo una negazione nel suo titolo: “Non sei Irpino se…”.

Riaprendo lo scrigno dei ricordi, il gruppo chiuso “Non sei Irpino se …” ha raggiunto in una manciata di giorni ben 2.546 iscritti.

Tanti i commiati e gli ultimi saluti al vigile dal pugno di ferro Luigi Tangredi, uno dei simboli del capoluogo irpino. Ma altro personaggio irpino che compare costantemente è il professore Luongo con la sua intramontabile massima: “È colpa tua se i figli non ti obbediscono”.

Infiniti i modi di dire tipicamente irpini: va ti corca, storta va deritta vene, scarti fruscio e pigli primera, piglia tre quarti e tuzze e mbancone, ‘a carn’ sott e i maccaruni ncopp, puozzi sta bbuono, fino ai superclassici mazz’ e panell fann e figl’ bell e adda’ veni’ Baffone … Sono davvero innumerevoli, ma per leggerli tutti basta iscriversi al gruppo.

I luoghi rievocati sono molti, per citarne alcuni: u ponte ra Ferrer, o rione Mazzin, abbasc ’o stritto, ‘a fontana re tre cannuoli, le amatissime fontane i Piazza Libertà, e non può mai mancare na’ passiat (oppure ‘o struscio) po’ corso. Ricorre molto spesso anche il Santuario di Montevergine.

E chi non ha mai detto ci verimmo terra ‘o Frap’s? E ritornano anche il Caffè Vecchia Napoli e il bar Vittoria in Piazza Libertà, le pizzette del bar Guarino, l’hot-dog all’Happy Chef e le pastarelle da De Pascale. E chi non comprava i cd da Ananas e Bananas? Indimenticabile resta anche la Standa che era al corso.

Capitolo a parte merita il calcio: la serie B, il famoso gioco con le sciarpe bianco-verdi, la cosiddetta “sciarpata” e le amatissime strofe dell’inno dei Lupi.

 

Giovanna Di Troia

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