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Valle Ufita, con una lettera aperta gli operai della ex Irisbus chiedono un incontro ai Parlamentari irpini

Valle Ufita, con una lettera aperta gli operai della ex Irisbus chiedono un incontro ai Parlamentari irpini

E’ pervenuta in redazione una lettera aperta a firma degli operai dell’ex Irisbus, indirizzata ai cinque Parlamentari irpini, con la quale si chiede un incontro a breve per discutere del futuro dell’azienda ufitana. 
Ve la giriamo integralmente:
 
Cari onorevoli Gubitosa, Maraia, Pallini, Sibilia e Grassi, le feste sono finite e a voi tocca ritornare al vostro lavoro: risolvere i problemi della gente!
Come avrete certamente saputo in questi giorni si scrive, si parla e sparla molto sul futuro della ex Irisbus e dei suoi dipendenti paventando “spezzatini”, “riconversione”, riduzione di personale (PMI), “dispersione” dei lavoratori in tutte quelle fabbriche (ZES) che dovrebbero sorgere in Valle Ufita. Quindi, visto che siamo lavoratori di quella fabbrica, ci sentiamo in dovere di  precisare quanto segue: 
Il nostro stabilimento ed esattamente i tre capannoni che lo compongono,(Centrale, Verniciatura, Finizione) più la pista di collaudo, non devono in alcun modo essere spezzettati per favorire la nascita delle ZES , che, per le nostre terre, dovrebbero essere una aggiunta alla domanda di lavoro e non certo una sottrazione!
Noi riteniamo che in quei capannoni si debba continuare a lavorare per produrre gli autobus che servono al Paese e, continuiamo ad essere convinti che questo si possa fare solo con la Nazionalizzazione della fabbrica e non con “prenditori” farlocchi che vorrebbero continuare a sfruttare soldi di finanziamenti pubblici più per arricchirsi che per creare lavoro vero. E continuiamo ad essere sicuri che se davvero si vuole rinnovare un parco autobus fatiscente e fuori legge bisognerebbe addirittura mettere mano alle assunzioni altro che le 250 unità previste dalla Piccola e Media Impresa!
Pensiamo che la parte scoperta del terreno  mai utilizzata nemmeno da Fiat) che non serve ai fini della produzione di autobus, se occorre, può essere ceduta all’ASI per attirare i decantati nuovi investimenti che dovrebbero dare nuova occupazione e non riciclare vecchia mano d’opera da traghettare alla pensione!
Questo, in parole povere, è il nostro pensiero, gradiremmo conoscere finalmente anche il vostro, l’impegno impiegato su questa vertenza e “lo stato d’avanzamento” del vostro lavoro nel merito. Per questi motivi chiediamo di incontrarvi quanto prima per capire, chiarirci e decidere quale strada si intende percorrere.
 
7 gennaio 2019
 
Operai ex Irisbus

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