Castel Baronia, Agricoltura, territorio e comunità per uno sviluppo sostenibile dell’Alta Irpinia
Domenica 20 settembre 2026, presso l’area PIP del Comune di Castel Baronia, in Alta Irpinia, si è svolto un interessantissimo convegno, dedicato all’agricoltura del territorio, organizzato dalla locale Pro Loco Castellese, come :“ AGRIFEST 2026 “. Vi hanno preso parte, i rappresentanti degli agricoltori non solo di Castel Baronia, ma anche provenienti dall’interland ufitano, e autorità istituzionali e del mondo del terzo settore, per una sinergia comune.
Come relatori erano presenti:
- Maria Carmela Serluca – Assessore all’Agricoltura della Regione Campania.
- Fausto Picone – Presidente della Provincia di Avellino.
- Raffaele Amore – Presidente CSV Irpinia Sannio ETS ( Cesvolab ).
- Giuseppe Sivestri – Presidente UNPLI provincia di Avellino.
- Pina Lungarella – Presidente Pro Loco di Castel Baronia.
- Alberto Raggi – Presidente Nazionale delle Guardie Ambientali.
Ha moderato il dibattito e commenti:
- Francesco Giacobbe – Direttivo CSV Irpinia Sannio ETS e Presidente Protezione Civile Flumerese , che ha moderato i vari interventi.
I relatori, nei loro discorsi, tutti lunghi ed esaustivi, nell’affrontare l’atavico problema dell’agricoltura delle aree interne, come quelle: ufitana e Alta Irpinia. Ma, anche alla luce dell’ormai inarrestabile spopolamento e della crisi industriale, pre e post sisma del 1980. Per cui, non potendoli riportarli tutti, ci siamo soffermati su due aspetti degli interventi succedutisi: agricoltura – terzo settore e agricoltura – sviluppo finanziato.
Appunto, dopo i saluti di rito ai presenti, portati da, Fabio Montalberti ( vice Sindaco di Castel Baronia ) e da Pina Lungarella ( Presidente della Pro Loco ), sono iniziati gli interventi tra i quali quello del Presidente CSV Irpinia Sannio ETS (Cesvolab), di cui ne riportiamo una breve sintesi.
Raffaele Amore “ l’agricoltura nelle aree interne, per un Assessore all’agricoltura della Regione Campania, è una cosa molto impegnativa. Badate, io ho vissuto ruoli molto importanti nel mondo agricolo, e so, come funzionano certe cose. So quanto è, la pressione di un mondo agricolo ricco, e , di un mondo agricolo fatto di aree interne. So quante volte e in quanti momenti, tutti i giorni ci vengono rinfacciati i soldi che arrivano in queste aree e che molto probabilmente noi spendiamo male. E che c’è, una altra parte della regione, che produce, ma tutto questo è un paradigma non vero. Però, scardinare tutti questi paradigma, vi posso assicurare, che è molto complicato in qualsiasi ruolo che si stà. Perciò, l’unico modo per scardinarlo, è quello di stare vicini. E oggi, abbiamo la fortuna e la possibilità di avere una persona, che in qualche modo può rappresentare tutto questo ed è l’ Assessore Serluca. Ma, non è l’uomo solo al comando per mantenere tantissimi equilibri e se noi siamo capaci di mettere insieme proposte vere, proposte valide lei ce la potrà fare e le aree interne potranno farcela, ma solo in questo modo. Il ruolo del terzo settore in tutto questo, relativo alle province di Avellino e Benevento sconta in tutti i suoi comparti, compreso quello dell’agricoltura, la mancanza adeguata di fondi. Le Fondazioni bancarie dei tre milioni di euro stanziati per il sud, relativi a iniziative, culturali, sociali ed economiche, noi percepiamo solo il 7% e sono pochi quelli che in questo momento affrontano questa dura realtà. Bisogna cambiare la governance tra nord e sud dell’Italia. Noi, se vogliamo effettivamente riuscire a mettere in pratica dei ragionamenti, che possano dare del valore aggiunto alle nostre aree interne, per invertirne lo spopolamento, dobbiamo essere uniti. Dobbiamo, avere degli obiettivi comuni, solo in questo modo si può cambiare questo trend “.
Maria Carmela Serluca – Assessore all’agricoltura della Regione Campania nel suo intervento ha parlato di portare avanti le eccellenze locali, di uscire dal palazzo e conoscere il territorio e avere la forza di farsi sentire e che bisogna fare sistema locale e anche tra le varie aree del Sud Italia. E proprio su questo, al termine del convegno gli abbiamo posto delle domande.
Assessore, Lei nel corso del suo intervento ha parlato di sistema, ci può spiegarne il metodo: “ E’ necessario, fare sistema tra tutti. Tra istituzioni, quindi, la Regione, la Provincia, il Comune e gli enti locali, che devono accompagnare i produttori. Ma, devono fare sistema anche i produttori tra loro. Perché, se ogniuno ha una singola attività e forse anche delle difficoltà, se si mettono insieme agli altri, il valore diventa maggiore. Stavamo dicendo prima, dello Zafferano , che viene prodotto in questo territorio. Portare avanti il discorso dello Zafferano Irpino, significa, che questo prodotto può diventare da traino, da locomotiva per gli altri e quindi, perciò fare sistema. Se io, lavoro per conto mio e vendo il prodotto non avendo bisogno di niente, magari un’altra persona che sta in questo territorio non lo sa, allora fare sistema significa mettere tutti insieme, verso lo sviluppo di questo territorio. Perché, da sole le istituzioni non possono fare niente. Magari i singoli agricoltori da soli non possono anche loro fare niente. Allora organizzarsi come sta facendo la Pro Loco qui, in una ottica di organizzazione di agricoltori, per valorizzare un prodotto del territorio , e che può, essere da locomotiva anche per gli altri. E quindi, in questo modo riusciamo a creare valore sistema per tutto il territorio “.
Cosa può fare l’Assessorato all’Agricoltura per supportare gli agricoltori delle aree interne ? “ Il supporto è duplice. Da una parte noi facciamo dei bandi che sono pubblicizzati ovviamente sul sito della regione e sul sito dell’agricoltura, che derivano da quello che è la politica agricola, comunitaria soprattutto. Quindi, parlare di determinati aiuti all’agricoltura come può essere l’integrazione che viene data agli agricoltori per ettaro. Oppure, per gli allevamenti di animali, ma, anche per tanti altri bandi. Adesso è in scadenza, il 30 settembre ’26 ad esempio, il bando per l’insediamento dei giovani fino a 40 anni. E solo in questa zona, fino a 50.000 Euro. Quindi, questo è un aiuto che viene dato a chi vuole iniziare una attività agricola. Non solo, per chi l’ha fatto l’anno scorso, quindi, per quelli che quest’anno partecipano al bando, c’è una ulteriore integrazione che viene da fondi ministeriali che abbiamo deciso da estradare a quei ragazzi che l’anno scorso hanno fatto il primo insediamento, perché, deve essere un accompagnamento. Accompagnamento, perché se un giovane ha 50.000 Euro, poi non può essere lasciato completamente solo, ma dobbiamo cercare di accompagnarlo, nei primi anni che possa fare la produzione e possono cominciare a vendere. Altri bandi noi possiamo mettere in campo. Come può essere quello dell’innovazione, ci sono periodicamente pubblicazioni di bandi, che possono mettere gli agricoltori avendone le caratteristiche. Come per esempio, domani uscirà la graduatoria per sostenere la produzione vino-viticola per due milioni e mezzo di euro, con fondi europei per quelli che vi hanno partecipato. Inoltre, abbiamo un folto programma, per la valorizzazione dei nostri prodotti attraverso delle fiere e manifestazioni sia in Campania, in Italia e anche all’estero”.
Ha anche portato il suo contributo alla discussione, un giovane agricoltore Raffaele Genua, che con la sua azienda opera in Valle Ufita, lanciando una proposta “ Purtroppo le problematiche sono tante e se vogliamo fermarci solo sui singoli problemi non ne usciamo più. E quindi, lancio una idea concreta, cioè, la creazione di qualcosa , che dia opportunità alle aziende che ci sono di rimanere , e a qualcuno, che volesse cimentarsi in questo lavoro per fare aumentare magari da quattro aziende che siamo, di diventare 8/9 o 10 e oltre, per fare qualcosa di concreto sul nostro territorio.
Carmine Martino