Le atrocità dell’olocausto attraverso gli occhi innocenti dei bambini

 

A Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia da ieri 21 gennaio fino al 28 marzo 2014 è visitabile una mostra di disegni e poesie dei bambini prigionieri di Terezin, uno dei maggiori campi di sterminio nazista in Cecoslovacchia.

A Terezin, denominato il “ghetto dell’infanzia”, erano rinchiusi circa 15mila bambini, ma i prigionieri adulti cercarono di alleviare le tremende sofferenze quotidiane concentrandoli tutti nelle case dei bambini. E tutti i giorni clandestinamente, si tenevano lezioni e varie attività culturali preparate dai detenuti. Fu creata anche una classe di disegno sotto la guida dell’artista Friedl Dicker-Brandeis. Circa 4mila i disegni pervenuti e conservati presso il Museo Statale Ebraico di Praga.

Gli autori dei disegni sono per lo più bambini, utilizzavano pessima carta di guerra, carte assorbenti o formulari già stampati. E in calce ai disegni c’è la firma dei piccoli autori, a volte la data di nascita e di deportazione a Terezin e da Terezin.

A Terezin venivano deportati artisti, cantanti, pittori sottoposti ai lavori forzati prima di trasferirli a Auschwitz. Ma la propaganda tedesca presentava Terezin un campo dedito all’arte, alla cultura, un orgoglio da mostrare alle altre nazioni.

La mostra, inaugurata lunedì 20 gennaio 2014, è a cura di Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Roma ed è tratta dal catalogo degli enti promotori: Associazione versigliese Italia-Cecoslovacchia, Regione Toscana, Ammisnistrazione provinciale di Pisa. È promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica di Roma Capitale.

 

Giovanna Di Troia

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