Accadde oggi: “muore Martin Lutero”

La sua vita segna l’inizio dell’epoca moderna. Almeno secondo Karl Marx. Perchè Martin Lutero smantellò tutta l’impalcatura sulla quale poggiava la Chiesa Cattolica Romana. Oltre a porre le basi per la nascita della religione protestante, del soggettivismo e dell’individualismo. Ma era davvero così rivoluzionario Lutero? In realtà aveva una concezione ancora medievale dell’Onnipotente: visto come un giudice terribile e inflessibile più che misericordioso.  In base a ciò che egli stesso racconta, da giovane fu indotto a meditare sull’ira divina a causa della morte prematura di un compagno di studi. Secondo i critici, quindi, l’ansia e la paura costituirono un importante elemento nelle scelte di Lutero, e forse fecero maturare nella sua mente la scelta improvvisa di entrare nel convento agostiniano di Erfurt.

LE INDULGENZE- Il primo punto di frizione con la Chiesa riguardò la questione delle indulgenze. Secondo la dottrina romana, dopo la morte i peccatori scontavano per un certo periodo di tempo le loro colpe in Purgatorio. Tuttavia si diceva che questo periodo spazio temporale potesse essere abbreviato anche grazie alle indulgenze concesse con l’autorizzazione del papa in cambio di denaro, che avrebbe poi finanziato la ricostruzione della basilica di San Pietro. Lutero prese posizione contro questa pratica e il 31 ottobre 1517,  assieme ai suoi studenti, affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg, com’era uso a quel tempo, 95 tesi in latino riguardanti il valore e l’efficacia delle indulgenze. Lo scontro con le alte gerarchie ecclesiastiche fu inevitabile. La fama del monaco ribelle si diffuse in tutta la Sassonia. Due elementi, più di ogni altra cosa, contribuirono a questo rapido successo:  l’interesse generale che suscitava questa disputa, dal momento che trattava tematiche molto vicine alle esigenze materiali e spirituali della popolazione e la stampa a caratteri mobili, che consentì la stesura e la diffusione in migliaia di copie delle tesi luterane e dei successivi scritti 

LA SCOMUNICA– Le Risoluzioni furono inviate a Roma per essere esaminate da papa Leone X che volta autorizzò l’apertura di un processo nei confronti del monaco ribelle. Lutero ebbe sessanta giorni di tempo per presentarsi a Roma e contestare l’accusa di aver diffuso idee erronee. Tuttavia la paura di essere arrestato e condannato senza alcuna possibilità di spiegare le proprie ragioni, spinse Lutero a rivolgersi al principe Federico per ottenere garanzie e protezione. Va detto, infatti, che fino a quel momento il monaco agostiniano non aveva mai auspicato una frattura del mondo cristiano e tutti gli scritti di quel periodo dimostrano un chiaro intento di riformare dall’interno la dottrina della Chiesa che ai suoi occhi aveva smarrito la missione assegnatale da Cristo. Il 3 gennaio 1521 con la bolla Decet Romanum Pontificem, Leone X scomunicò Martin Lutero che aveva già spregiativamente bruciato in pubblico la bolla papale Exurge Domine con la quale era stato minacciato di scomunica se non avesse desistito dal proprio intento

LE RIVOLTE-  Thomas Müntzer, un teologo allievo di Lutero che aveva aderito alle tesi riformatrici, fu  protagonista di un aperto scontro col maestro. Il contrasto  lo portò ad abbandonare la causa moderata, per mettersi alla testa di una delle numerose bande armate che si stavano costituendo. L’intento era quello di affermare  un nuovo ordine cristiano, basato sull’eguaglianza di tutti gli uomini. Lutero si schierò contro  Müntzer e appoggiò la repressione dei principi. Le conseguenze furono  terribili conseguenze:  gli insorti lasciarono sul campo di battaglia oltre 5000 morti, mentre Müntzer  fu giustiziato. Un gesto estremo e tragico. Ma che garantì comunque la sopravvivenza della sua Riforma.

Mariano Messinese

Twitter:@MarianoWeltgeis

 

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