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Andy Warhol in “vetrina” a Napoli

Andy Warhol in “vetrina” a Napoli

 

Da domani venerdi 18 aprile fino al 20 luglio, 180 opere del maestro della Pop Art newyorkese, saranno in “vetrina” al Pan di Napoli. L’evento è ancor più eccezionale perché, udite udite, i primi tre giorni dall’apertura della mostra si potrà entrare gratuitamente, non pagando alcun biglietto, grazie alla sponsorizzazione di Ferrarelle.

La mostra “Andy Warhol. Vetrine” è curata da Achille Bonito Oliva e organizzata da Spirale d’idee in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Tele, disegni, fotografie, serigrafie che si ispirano alla società dei consumi, portano all’estremo il concetto di riproducibilità dell’opera d’arte che diviene un prodotto in serie, che si ripete ossessivamente con colori vivaci e intensi: questa la caratteristica peculiare del genio della Pop Art.

La mostra prende spunto dagli inizi della carriera di Warhol, quando nella metà degli anni ’50 lavora come vetrinista per i negozi di lusso a Madison Avenue, come grafico pubblicitario per riviste prestigiose e diverse furono le sue collaborazioni con le case discografiche. L’esposizione si articola nella serie Ladies and Gentlemen del 1975, nei disegni realizzati partendo dalle fotografie di Wilhelm von Gloeden che risalgono al 1978, nella storica serie Marilyn del 1967 e la successiva Marilyn this is not by me che risale al 1985, nelle serigrafie delle famose Campbell’s soup e le t-shirt realizzate dalla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.

Inoltre, la mostra sottolinea il rapporto di Warhol con la città di Napoli che l’artista amava particolarmente in quanto per tanti aspetti gli ricordava New York, e che risale alla metà degli anni ’70 grazie all’amicizia con il gallerista Lucio Amelio.

Le opere dedicate all’universo e alla cultura partenopea partono dalle vedute della città con Napoliroid, passando per i ritratti dei personaggi noti, che Warhol conobbe personalmente durante i suoi viaggi in Italia, come Graziella Lonardi Buontempo, Ernesto Esposito, Peppino di Bernardo e Joseph Beuys, fino a Vesuvius, la serie dedicata al Vesuvio che secondo l’artista “è molto più grande di un mito: è una cosa terribilmente reale”.

Ampio spazio è dedicato all’headline work di Warhol, gigantografia della prima pagina del Mattino del 23 novembre 1980, che riportava il titolo “Fate presto”, sconvolgente notizia del terremoto in Irpinia.

 

vesuviojpg               fate presto

 

 

 

 

 

 

 

Giovanna Di Troia

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