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Ariano Irpino, lettera aperta dei membri del Centro Europeo di Studi Normanni al Sindaco del Tricolle

Ariano Irpino, lettera aperta dei membri del Centro Europeo di Studi Normanni al Sindaco del Tricolle

Riceviamo e volentieri pubblichiamo copia della lettera aperta che i membri del Centro Europeo di Studi Normanni (21 docenti universitari) hanno inviato al Sindaco del Tricolle.

Ecco il testo integrale della lettera:

Signor Sindaco di Ariano Irpino,
non siamo cittadini arianesi, ma da trent’anni abbiamo voluto fondare nella Sua città un’importante
istituzione storica, il Centro europeo di studi normanni, in considerazione del grande rilievo che Ariano
ha avuto nelle vicende che portarono alla fondazione, da parte dei Normanni, del regno meridionale,
impostosi in Europa come una delle prime e più forti realtà protostatuali. In quel tempo, Ariano, da
non molto fondata, visse la sua autentica epopea, prima con le gesta dei suoi conti, divenuti potenti
signori in un ampio raggio d’azione, e poi, con la sua trasformazione in città regia, per volere di
Ruggero II, primo re del neonato regno. Di quest’epopea, il Castello è stato teatro principale e ne è
oggi prezioso testimone.
Tutte queste ragioni hanno spinto il Cesn a raccogliere nel tempo reperti della civiltà normanna e poi
ad acquisire un’importantissima collezione di 250 armi in asta, che oggi, spazi permettendo, potrebbe
arricchirsi di altre 70 unità e di un fondo librario interamante dedicato a tali armi.
Si tratta di un patrimonio museale che, per la sua rilevanza ed originalità, costituisce un qualcosa di
assolutamente eccezionale nel panorama museale nazionale ed internazionale.
Tutto ciò, il Centro europeo di studi normanni, in linea con i suoi scopi sociali, ha inteso offrire alla
libera e gratuita fruizione di tutti: cittadini arianesi, studiosi d’ogni provenienza e pubblico di ogni età.
Sede la più congeniale non poteva che essere il Castello normanno di Ariano. Fu prospettata questa
possibilità a passate Amministrazioni comunali, che accolsero ben volentieri la generosa offerta del
Cesn e così è nato il Museo della civiltà normanna.
Qualche anno fa un gruppo di nostri colleghi, guidati dal prof. Rotili archeologo e dal prof. Repola
architetto, hanno realizzato uno studio approfondito sul Castello, per svelarne finalmente i tanti
misteri (porta di accesso, struttura interna, organizzazione delle difese, modi di vita interna). Grazie a
rilievi archeologici, stratigrafici ed aerofotogrammetrici, con l’ausilio di consulenze storiche, si è
pervenuti così alla ricostruzione in 3D del Castello. Lo studio è stato poi trasfuso in progetto che, per
diventare esecutivo, aveva bisogno di pochi adempimenti tecnici. Sappiamo che l’offerta fattane dal
Cesn, in vista di un bando pubblico, da Lei inizialmente accolta, non si è poi concretizzata in atti
formali, con la conseguente perdita di un’occasione, forse irripetibile, per sistemare e valorizzare
l’importante monumento. Di ciò – senza entrare in valutazioni che non ci competono – ci doliamo
profondamente.
Le scriviamo però questa lettera aperta, per rivolgerle un appello.
Vogliamo augurarci che nella comunità arianese e nella sua classe politica, senza distinzione di ruoli,
ci sia piena consapevolezza del grande patrimonio museale – fatto di reperti e di armi evocatrici
dell’epopea normanna – dal Cesn messo a disposizione di tutti e del fatto che la sua collocazione nel
Castello aumenta esponenzialmente il valore di entrambi.
Vogliamo augurarci, infine, che questo modello di cooperazione tra l’istituzione pubblica comunale e
il Cesn, istituzione nata con la finalità pubblica di approfondire e diffondere la cultura storica, non sia
offuscato, o peggio annullato, in nome di speciose, miopi e improbabili alternative, perché da ciò, in
definitiva, deriverebbe un vulnus alla Cultura, senza aggettivazioni e confini, e un danno grave alla sua
Città!

Confidando che vorrà accogliere questo nostro appello nello spirito di una leale, disinteressata
collaborazione, animata da valori che riteniamo condivisi, La salutiamo cordialmente, con sinceri
auguri di buon lavoro.


Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, prof. emerito Università Bari
Mario Caravale, prof. emerito Università “La Sapienza” Roma
Mario D’Onofrio, prof. emerito Università “La Sapienza” Roma
Errico Cuozzo, prof. emerito Università “Suor Orsola Benincasa” Napoli
Aurelio Cernigliaro, prof. emerito Università “Federico II” Napoli
Marcello Rotili prof. emerito Università “Vanvitelli” della Campania
Anna Laura Trombetti Budriesi, prof.ssa emerita Università Bologna
Giancarlo Vallone, prof. emerito Università del Salento
Rosanna Alaggio, Università del Molise
Gabriele Archetti, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano
Pasquale Cordasco, Università “Aldo Moro “ Bari
Pietro D’Alena, Università della Calabria
Edoardo D’Angelo, Università̀ “Suor Orsola Benincasa” Napoli
Teofilo De Angelis, Università̀ Potenza
Francesco Di Donato, Università “Federico II” Napoli
Laura Esposito, Università “L’Orientale” Napoli
Leopoldo Repola, Università “Federico II” Napoli
Luigi Russo, Università Europea Roma
Sonia Scognamiglio, Università “Parthenope” Napoli
Gianfranco Stanco, Università LUM Bari
Andrea Verardi, Università “La Sapienza” Roma.

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