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Avella, Piano di Zona A6: lettera aperta dei genitori dei bambini esclusi dal Tutoraggio Educativo

Avella, Piano di Zona A6: lettera aperta dei genitori dei bambini esclusi dal Tutoraggio Educativo

La reazione dei genitori dei bambini del Tutoraggio educativo a seguito dell’interruzione improvvisa del Servizio si è sostanziata in una lettera aperta che è stata fatta recapitare ai vertici del Piano di Zona A6. 

“Noi genitori – si legge nella missiva – apprendiamo in maniera del tutto improvvisa e anomala la sospensione del Progetto di Tutoraggio Educativo a carico di bambini e ragazzi con disabilità e problematiche relazionali e sociali. Siamo fortemente amareggiati per il trattamento riservato ai nostri figli, trattati come oggetti, come numero, per bilanciare i vostri conti! È ora di dire basta: questi bambini hanno un nome e soprattutto un’anima e sta a noi tutelarla. Non si può spiegare ad un disabile che torna a sorridere che dall’oggi al domani non potrà più farlo perché i fondi destinati a lui sono finiti. Sapevamo che il progetto avesse un inizio e una fine – proseguono i genitori – , ma la superficialità con cui si è deciso di interrompere il servizio improvvisamente causerà inevitabilmente in noi e soprattutto nei nostri figli frustrazione e malessere. Chi prende queste decisioni non vive le nostre difficoltà e non sa quanto sia complicato trovare l’armonia. Spiegateglielo voi che è tutto finito, che l’umore da domani sarà di nuovo ballerino. Umanità, gente, umanità”, chiude la missiva. 

“Le parole così accorate di questi genitori – afferma il vicesindaco di Avella, Anna Alaia – la dicono lunga sul livello di approssimazione e insensibilità di chi ha deciso di interrompere dall’oggi al domani un servizio fondamentale per il benessere dei bambini che vivono una condizione di disabilità o che hanno problematiche relazionali e sociali. Ribadisco l’invito ai vertici del Piano di Zona a rivedere questa decisione e, nel contempo, a dare una spiegazione chiara su come vengono impiegate le risorse che i comuni trasferiscono al Consorzio e quelle che ricevono da altre fonti di finanziamento. Per quanto mi riguarda – chiude Alaia – non mi rassegnerò all’idea che i nostri bambini vengano lasciati privi di assistenza con una noncuranza che crea sconcerto in chiunque abbia un minimo di sensibilità.”

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