Avellino – Bari 2 – 2, gran bella prestazione dei Lupi rigenerati dalla efficacissima cura Capuano

Avellino – Bari  2 – 2

Avellino: Tonti, Zullo (dal 21′ Illanes), Morero (dal 49′ De Marco), Laezza (dal 67′ Palmisano), Celjak, Rossetti (dal 67′ Karic), Di Paolantonio, Micovschi, Parisi, Charpentier, Albadoro (dal 67′ Alfageme). A disposizione: Pizzella, Abibi, Njie, Carbonelli, Evangelista, Silvestri, Petrucci. All.: Capuano.

Bari: Frattali, Sabbione, Di Cesare, Perrotta, Kupisz (dal 46′ Berra), Awua (dal 58′ Terrani), Schiavone (dal 70′  Folorunsho), Bianco, Costa (dal 70′ Corsinelli), Neglia (dal 76′ Ferrari), Simeri. A disposizione: Liso, Marfella, Esposito, Floriano, Cascione. All.: Vivarini.

Arbitro: Marcenaro di Genova. Assistenti: Zampese di Bassano del Grappa e Moro di Schio.

Marcatori: al 9′ Charpentier, al 46′ e 63′ Simeri (B), al 73′ Illanes.

Ammoniti: Perrotta (B), Illanes, Schiavone (B), Celjak, Rossetti, Di Cesare (B), Charpentier.  Angoli: 3-4. Rec.: 4′ pt; 4′ st.

 

 

Era dai tempi dell’Avellino di Rastelli, quello del primo anno di serie B (2013-2014) che non si vedeva una squadra biancoverde così concreta ed al contempo così temeraria, così prorompente e così autoritaria. Un Avellino inconfondibilmente targato Capuano, che nel giro di soli quattro giorni ha saputo mutuare dall’istrionico ed estroso tecnico lucano tutto ciò che di positivo poteva trasmettergli, sia sul piano tattico, sia soprattutto su quello temperamentale.

Non era facile presentarsi al cospetto di una delle più forti squadre del campionato, e tenere testa con spavalderia e fierezza ad avversari più capaci tecnicamente. Invece, i ragazzi di Capuano sono scesi in campo con la faccia e l’atteggiamento giusto, con la voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo, per sopperire con la grinta e la determinazione al gap tecnico. Insomma, sin dai primissimi minuti si è visto che le promesse indicate alla vigilia da Capuano, si stavano riscontrando sul campo. I Lupi hanno da subito dato netta la sensazione che per il Bari non sarebbe stata una passeggiata.

Al primo vero affondo, i Biancoverdi sono passati in vantaggio: correva appena il 9′, quando Zullo lanciava lungo per Charpentier, che sulla trequarti si beveva in velocità Di Cesare e da posizione defilata sulla destra, entrava in area e scoccava un rasoterra forte e preciso sul quale Frattali, pur intercettando il tiro del centravanti francese, non era impeccabile, perchè la sfera lo superava e finiva in fondo al sacco. La reazione degli uomini di Vivarini era decisa ma non produttiva perchè l’Avellino di Capuano era molto ordinato nel non possesso e, un po’ con il pressing alto, un po’ con l’attesa e le chiusure attente, vanificava tutta la proposizione pugliese. Il primo tempo si chiudeva con l’Avellino meritatamente in vantaggio.

L’inizio della ripresa, però, era tremendo per i Lupi che, al primissimo affondo dei Baresi, si facevano cogliere impreparati, con Simeri che, sul filo del fuorigioco, si presentava in area tutto solo davanti a Tonti e lo passava con un rasoterra inesorabile. Uno a uno e  tutto da rifare, già al primo minuto del secondo tempo. Per l’Avellino pioveva sul bagnato perchè neppure un paio di minuti dopo era costretto a fare a meno del suo capitano, Morero che doveva abbandonare la sfida per un risentimento muscolare. Capuano non si perdeva d’animo e, invece di rimpiazzare l’esperto difensore argentino con l’acerbo Nje, con la spavalderia che lo contraddistingue, faceva entrare il centrocampista De Marco, ridisegnando l’assetto tattico dei Lupi, spostando Celjak nei tre centrali e sostituendo l’ex Alessandria nel ruolo di esterno con Micovschi. A quel punto, in pratica, il neo tecnico biancoverde arrivava a proporre un coraggiosissimo 3-5-2 (composto da due esterni veri!), non curandosi del fatto che di fronte aveva la più forte compagine del girone C di Lega Pro.

Con questa mossa la partita veniva gestita quasi sempre dai Lupi, che non davano modo ai Baresi di sviluppare il proprio gioco. Ma un lampo dei Pugliesi al 63′, su azione susseguente a calcio piazzato, determinava il sorpasso degli ospiti, grazie a Simeri, che, dopo aver raccolto uno scarico di Schiavone, da pochi passi faceva secco Tonti. Il secondo gol dei Galletti avrebbe mandato in ginocchio qualsiasi squadra, ma non quella di Eziolino Capuano, che, dopo qualche minuto, effettuava addirittura tre cambi, due tattici ed uno necessitato: fuori Albadoro, Rossetti e Laezza (quest’ultimo per infortunio) e dentro Alfageme, Karic e Palmisano (nell’inedito ruolo di terzo difensore a sinistra). La triplice mossa si rivelava azzeccata perchè, pur con una difesa senza i tre centrali che avevano iniziato la gara, l’Avellino prendeva a martellare sulla propria trequarti un Bari che, forse, troppo presto aveva cercato di tirare i remi in barca, pensando ad Avellino quasi rassegnato.

Invece i Lupi di Capuano quest’oggi avevano fame e voglia di combattere fino allo stremo delle proprie forze. Così, dieci minuti dopo il gol del Bari, arrivava anche il secondo dei Lupi: Di Paolantonio, su calcio piazzato dalla trequarti sinistra, scodellava una palla sul secondo palo che veniva raccolta di testa da Illanes, che metteva una palombella sul palo più lontano, la sfera scavalcava Frattali e si depositava nell’angolo alto della porta pugliese. Due a due e grande entusiasmo da parte dei tifosi biancoverdi. L’Avellino aveva la determinazione, la forza e la voglia di non accontentarsi del pareggio, e si gettava addirittura alla conquista del gol vittoria, che però (anche se con Parisi ci andava vicinissimo) non arrivava.

Il match si chiudeva con un rocambolesco pareggio, che lasciava un pizzico di amaro in bocca più ai padroni di casa che agli uomini di Vivarini. Migliore biglietto da visita Capuano non poteva consegnare ai suoi nuovi tifosi.

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