Avellino, evento imperdibile domenica 25 ottobre alle ore 20: il Conservatorio Cimarosa porta “La Traviata” di Giuseppe Verdi al Teatro Gesualdo
Redazione 20 Ottobre 2026
Si è tenuta questa mattina presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino la conferenza stampa di presentazione de “La Traviata” di Giuseppe Verdi (libretto di Francesco Maria Piave), che andrà in scena domenica 25 ottobre 2026 alle ore 20:00 sul palcoscenico del Teatro Comunale Carlo Gesualdo di Avellino. L’evento, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, rappresenta un appuntamento di grande rilievo culturale e si inserisce nelle celebrazioni per il quarantesimo anniversario del Conservatorio irpino.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il Presidente del Conservatorio, Giuliana Franciosa, il Direttore uscente, Maria Gabriella Della Sala, il neo Direttore Massimo Testa, il regista e curatore dello spazio scenico Giuseppe Sollazzo e il Direttore di produzione Alfonso Todisco.
L’allestimento vede protagonisti gli allievi, i docenti e le eccellenze del “Cimarosa” affiancati da professionisti di chiara fama: la direzione d’orchestra è affidata al Maestro Carlo Goldstein, gli elementi scenici e le maschere sono firmati da Gennaro Vallifuoco, i costumi da Maddalena Marciano, i movimenti coreografici da Simona Barattolo e la direzione del coro dal Maestro Luciano Branno. L’Orchestra, il Coro e il Cast vocale sono interamente a cura del Conservatorio “Domenico Cimarosa”.
LE DICHIARAZIONI
Giuliana Franciosa, Presidente del Conservatorio «Domenico Cimarosa»:
«La rappresentazione de La Traviata, in programma il 25 ottobre al Teatro Carlo Gesualdo, è un appuntamento di grande valore artistico e un segnale concreto della direzione che abbiamo scelto per il Conservatorio Domenico Cimarosa: aprire sempre di più l’istituzione, portare la musica fuori dalle aule e renderla parte integrante della vita culturale della città e dell’intera provincia.
Sin dall’inizio del mio mandato ho voluto imprimere un nuovo impulso, puntando sulla valorizzazione delle nostre eccellenze, sul talento degli studenti e dei docenti e su collaborazioni capaci di rafforzare il ruolo del Conservatorio nel panorama culturale nazionale ed oltre.
Il bilancio di questi mesi è quello di un lavoro intenso, orientato a dare maggiore visibilità e nuove prospettive a un’istituzione che rappresenta un patrimonio straordinario. Il Cimarosa deve essere non soltanto un luogo di alta formazione musicale, ma anche un motore di crescita culturale e una risorsa per la comunità.
La Traviata incarna questa visione, offrendo l’occasione di avvicinare nuovi pubblici alla musica e rafforzare il legame con la città. Il quarantesimo anniversario rappresenta un momento importante per celebrare la nostra storia, ma soprattutto per guardare al futuro con nuove ambizioni. Vogliamo un Cimarosa sempre più autorevole, attrattivo e capace di sviluppare progetti di ampio respiro.
Restano sfide importanti, a partire dalla necessità di garantire spazi adeguati alle potenzialità dell’istituzione, una priorità sulla quale continueremo a lavorare con determinazione. Questo percorso è frutto dell’impegno condiviso con la Direzione, i docenti, il personale e gli studenti, veri protagonisti della nostra istituzione.
La nostra sfida è trasformare la qualità e il prestigio del Cimarosa in un valore condiviso, perché un Conservatorio non deve soltanto formare musicisti, ma lasciare un segno nella vita culturale e sociale della comunità».
Maria Gabriella Della Sala, Direttore uscente del Conservatorio:
«Al termine del mio mandato di sei anni alla Direzione del Conservatorio di Avellino, posso affermare che la nostra Istituzione ha compiuto un significativo percorso di crescita: 800 studenti, un’offerta didattica ampliata nei settori della musica antica, della musica applicata, della musicoterapia e della musica vocale da camera, un’intensa attività di produzione artistica e un rinnovato impegno nella ricerca, attraverso dottorati, convegni e masterclass.
In questo percorso ho voluto dedicare particolare attenzione al Laboratorio lirico, un progetto che considero tra le espressioni più concrete del valore formativo e sociale del Conservatorio. Nel laboratorio gli studenti di canto, strumento, direzione d’orchestra, maestro collaboratore e di tecnologie del suono lavorano insieme alla realizzazione di uno spettacolo completo, confrontandosi con le responsabilità e le dinamiche di un autentico contesto professionale. Non si tratta soltanto di studiare l’opera, ma di produrla, portandola sul palcoscenico di un teatro e trasformando la formazione in esperienza concreta.
Le quattro opere realizzate per il Teatro Comunale Carlo Gesualdo — Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e La Traviata di Giuseppe Verdi — testimoniano la continuità e la solidità di questo progetto. Cast vocali, orchestra, coro e tecnici del suono sono espressione del lavoro e delle competenze maturate all’interno del Conservatorio.
È questa, a mio avviso, una delle forme più efficaci di realizzazione della Terza missione: restituire alla città, attraverso la produzione artistica, il risultato concreto delle risorse umane, didattiche e finanziarie investite nella formazione. Il Conservatorio non si limita a preparare musicisti: contribuisce a costruire professionalità, alimentare la vita culturale e creare opportunità per il territorio.
Per questo rivolgo alla cittadinanza l’invito a confermare, anche il prossimo 25 ottobre, la grande partecipazione degli anni passati. Essa dimostra quanto Avellino sia sensibile alla musica operistica e quanto sia forte l’attesa per una piena ripresa della programmazione del Teatro Carlo Gesualdo.
Una programmazione teatrale stabile può e deve essere anche un’opportunità per valorizzare i talenti formati in città. Oggi molti musicisti e professionisti dello spettacolo cresciuti nel nostro Conservatorio sono costretti a cercare altrove occasioni di lavoro continuative. È auspicabile che possano trovare opportunità anche nel territorio che ha contribuito alla loro formazione, grazie all’investimento del Conservatorio e al sostegno delle loro famiglie.
Il rapporto tra Conservatorio e Teatro può diventare, dunque, una risorsa strategica per Avellino: significa offrire cultura ai cittadini, lavoro ai giovani professionisti e un futuro alle competenze che la nostra comunità ha contribuito a far crescere. Investire nella produzione artistica e nella programmazione teatrale significa investire nella città stessa».
Massimo Testa, Neo Direttore del Conservatorio:
«La realizzazione de La Traviata corona un percorso virtuoso che ha portato il Cimarosa, grazie alla guida lungimirante di Maria Gabriella Della Sala, a consolidare la proposta operistica dell’Istituzione in un’ottica di crescita qualitativa ed emozionale. Per il futuro conto di proseguire sulla strada faticosamente intrapresa, consolidando il progetto Opera con uno sguardo al nostro Teatro Carlo Gesualdo e, perché no, puntando a portarlo all’esterno in ulteriori e più suggestive dimensioni artistiche».
Giuseppe Sollazzo, Regista e curatore dello spazio scenico:
«Violetta Valery: una donna senza tempo. Con La Traviata Giuseppe Verdi irrompe nella realtà. In scena non più regine o figure mitiche, ma una prostituta: Violetta Valery nel pentagramma, Alphonsine Plessis nella Parigi ipocrita del 1850. Come Caravaggio ne La morte della Vergine prende come modella una prostituta, suscitando scandalo e ire, così Verdi si trova a combattere contro l’ipocrisia della società che non tollera un simile personaggio vestito negli stessi abiti degli spettatori.
Gli storici raccontano che il maestro di Busseto dopo aver visto a Parigi La dama delle camelie, si innamora del soggetto, e insieme a Francesco Maria Piave, danno vita a La Traviata, suscitando anche l’entusiasmo di Proust: “Verdi ha dato alla Signora delle camelie lo stile che le mancava nel dramma di Dumas”. Tratto dal romanzo omonimo, in cui l’autore racconta, ma senza essere fedele alla realtà dei fatti, la sua storia d’amore con Alphonsine, giunta a Parigi all’età di 14 anni, e destinata a diventare – con il nome di Marie Duplessis – una celebre cortigiana, contesa da personaggi illustri dell’intellighenzia parigina, e morta all’età di 23 anni.
Nella nostra visione riannodiamo il destino di Violetta al suo modello originario. Con la storia dell’emarginata cortigiana, Verdi e Piave lanciano una sonda nel cuore della doppia morale degli uomini. Di giorno condannano ciò che di notte amano. La malattia di Violetta è lo specchio della malattia di una società incapace di perdonare. Violetta inizia a morire quando inizia ad amare, “amami quanto io t’amo” grida ad Alfredo. Ma il decoro e la rispettabilità dei borghesi non tollerano che una mantenuta possa redimersi. Violetta limits è una donna senza tempo, perché è di tutti i tempi: una donna bisognosa d’amore».
Alfonso Todisco, Direttore di Produzione:
«La produzione de La Traviata è il frutto di un grande lavoro di squadra che coinvolge circa cento studenti, dieci docenti, il personale degli uffici, i coadiutori e le maestranze. Il lavoro inizia almeno un mese prima, con le prove d’orchestra e quelle di regia, per arrivare alla settimana conclusiva, quando in teatro si entra nel vivo della costruzione dello spettacolo e l’opera prende vita. È una macchina organizzativa complessa, resa possibile dalla collaborazione e dall’impegno di tutti. L’obiettivo è portare in scena una produzione all’altezza del prestigio del Conservatorio “Domenico Cimarosa” e offrire agli studenti un’importante esperienza didattica e formativa. Da quattro anni il Conservatorio promuove produzioni operistiche, tutte accolte con grande successo: un risultato significativo, che testimonia la vitalità del nostro istituto».
SCHEDA INFORMATIVA DELLO SPETTACOLO
- Titolo: La Traviata
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Musica: Giuseppe Verdi
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Libretto: Francesco Maria Piave
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Data e Ora: Domenica 25 ottobre 2026 – Ore 20.00
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Luogo: Teatro Comunale “Carlo Gesualdo” di Avellino
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Modalità d’ingresso: Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Ricorrenza: 40° Anniversario del Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa”
CAST E TEAM ARTISTICO:
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Direttore d’Orchestra: Carlo Goldstein
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Regia e Spazio Scenico: Giuseppe Sollazzo
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Elementi Scenici e Maschere: Gennaro Vallifuoco
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Costumi: Maddalena Marciano
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Movimenti Coreografici: Simona Barattolo
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Maestro del Coro: Luciano Branno
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Orchestra e Coro: Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino
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Cast Vocale: A cura del Conservatorio “Domenico Cimarosa”
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Presidente: Giuliana Franciosa
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Direttore: Maria Gabriella Della Sala