Avellino, la Corte di Cassazione dà ragione ai genitori adottivi di un 24enne che pretendeva con atteggiamenti estorsivi di essere mantenuto

La Suprema Corte di Cassazione (sentenza n.30899, Seconda Sezione Penale) ha accolto il ricorso di una coppia di genitori adottivi che si erano opposti all’archiviazione della denuncia per estorsione nei confronti del figlio adottivo 24enne, disposta circa un anno fa dal GUP del Tribunale di Avellino. La coppia di genitori si era vista costretta a denunciare il loro figlio adottivo, di orgine ucraina, perchè quest’ultimo, benchè ormai già da alcuni anni maggiorenne, pretendeva, addirittura con fare minaccioso ed estorsivo, di essere mantenuto:  Mi dovete dare i soldi, non vado a lavorare e siete voi che mi dovete mantenere, avete sbagliato ad adottarmi e adesso pagate, vedrete cosa vi succederà se non mi date soldi e casa”. Il giudizio del GUP di Avellino aveva sottolineato che i genitori non potessero ” recedere dagli obblighi di assistenza e mantenimento assunti con l’adozione”. Però questo giudizio non aveva tenuto conto della portata intimidatoria della pretesa del ragazzo, e dunque della configurazione di un possibile reato di estorsione da parte del figlio adottivo, che, ovviamente, non poteva pretendere di essere mantenuto a vita.  Per la Cassazione,  la denuncia dei genitori aveva una sua consistenza giuridica perchè certi atteggiamenti e certe frasi del figlio adottivo andavano ad incidere sulla configurazione di un reato estorsivo, e quindi penalmente perseguibile.

 

 

 

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