Avellino, sarà inaugurata sabato 22 settembre alle ore 19 presso l’Axrt Contemporary Gallery la mostra collettiva “ECO”

Sabato 22 settembre alle ore 19, presso la AXRT Contemporary Gallery si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva dal titolo “ECO”.

La mostra, a cura di Stefano Forgione, prevede l’esposizione di una collettiva di 5 artisti che presenteranno lavori inediti, preparati in esclusiva per l’evento e attinenti al tema trattato. Durante il vernissage si svolgerà una performance live di Teresa Sarno, che preparerà i suoi lavori in sito, secondo le sue tecniche di writer.

 

Gli artisti presenti:

  • Davide Brioschi,
  • Emiliano Stella,
  • Gennaro Vallifuoco,
  • Luigi Grassia,
  • Teresa Sarno.

 

ECO – sostenibilità visionaria –

 

L’obiettivo è quello di avvicinare il mondo dell’arte, in tutte le sue espressioni, a quanto può essere inteso “sostenibile”. Argomento già ampiamente analizzato e affrontato dalla critica nel mondo dell’arte. Nessuna presunzione, nessun suggerimento, ma solo una visione tipicamente artistica, sognatrice, cromatica, estetica che avvicina inesorabilmente l’immagine, raccontata dal singolo artista, a qualcosa di intangibile che riporta il fruitore a fantasticare, associare quel colore o quell’immagine alla percezione soggettiva, lasciando libera ogni interpretazione. I 5 artisti, ognuno con le sue tecniche ed il suo percorso, esporranno le loro opere e le “racconteranno” ai visitatori, aggiungendo all’immagine pittorica un’accurata descrizione di ciò che la stessa nasconde. Dare una definizione universale di “sostenibilità” è un’impresa assai difficile, forse impossibile, poiché si tratta di un tema che abbraccia i significati più disparati, campi diversi, talvolta contraddittori. La collettiva è stata pensata senza considerare le varie tecniche rappresentative ed artistiche dei singoli, proprio perché il senso della stessa, è quello di dare l’opportunità all’osservatore di leggere in maniera soggettiva, secondo l’attrazione presso questo o quell’artista, apprezzando la bellezza dell’opera, l’attinenza con il tema della mostra, senza lasciarsi trasportare dalla grammatica espressiva. L’insieme delle opere, dopo un’attenta lettura, garantirà ad ognuno la possibilità di cogliere il tema della sostenibilità, non analizzando esclusivamente l’immagine rappresentata, ma leggendolo oltre il raffigurato e cogliendo ciò che si nasconde dietro ogni tela.

Davide biroschi:

Sostenibilità è un concetto da ricercare nella consapevolezza di essere parte di un ecosistema.

Significa concepire ogni cosa nella sua totalità,

abbattere i confini, dal proprio mondo interiore verso una più ampia identità universale, che tenga conto della relazione tra individuo e ambiente, tra psiche e natura.

 Le opere sono una sintesi creativa del lavoro iniziato in strada e proseguito in studio. Sono  frutto di un flusso di lavoro inconscio , sondano l’ignoto , interrogandosi , attraverso il segno e i simboli , sul destino ultimo dell’uomo.

 

Emiliano Stella:

Un paesaggio ambiguo, la dualità di un ambiente pulito, silenzioso, antico e perenne,  che vede la presenza di  secolari campi di grano insieme a simboli di un futuro sostenibile, in contrasto con la realtà di vecchie auto abbandonate, trasformate dalla ruggine in eterne e mostruose statue. Un paesaggio irpino: Bisaccia, una discarica di vecchie auto, carcasse meccaniche su un panorama bucolico, la realtà. 

Gennaro Vallifuoco:

L’ idea alla base delle mie opere parte da una citazione di un  tema ricorrente nella Architettura dei giardini del periodo rinascimentale  , ovvero:   i  teatri di verzura, che ho già trattato con delle opere nel 2007.

In questo ciclo di dipinti ed in quello attuale, ho ripercorso  il sogno di una reinvenzione e modifica della architettura delle piante e della loro collocazione scenografica, che nel Rinascimento caratterizzava i giardini detti: all’ italiana, attigui alle   grandi residenze ed alle  corti  di tutta l’ Europa.Alla base di tutto ciò   ci stava l’ idea della reinvenzione della natura da parte dell’ uomo – architetto, che ne teatralizzava le forme modificandola secondo criteri estetici e simboliciEra quindi una pratica di andare al di là del visibile che portava quegli uomini verso l’ idea della creazione di un mondo ideale,  di ricerca e di ipotetico  recupero di un Eden irrimediabilmente perduto.

Luigi Grassia:

Tutto si trasforma e tutto ricomincia.
Quello che appare ai nostri occhi come “rifiuti” può essere l’inizio  di un’altra vita e della sostenibilità dell’eco sistema .

 

Teresa Sarno:

Il mio segno distintivo è caratterizzato da linee nere  spesse e marcate, grazie alle quali  scandisco un ritmo fluido e astratto di pieni e vuoti, evocando  forme naturali o floreali.

E’ un segno sinusoidale, sintetico e grafico, che può adagiarsi  su ogni cosa, come una tessitura di cui non è visibile il punto di origine, che uniforma lo spazio e può estendersi all’infinito.

L’opera è concepita nel suo insieme ma pensata  per essere divisa in frammenti

La mostra termina Giovedi 18 ottobre 2018

 

Info mostra: axrtgallery.com

Info@axrtgallery.com

Tel: +393355819837

 

 

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