Avellino – Ternana 1 – 1, per i Lupi un pari che non frena la loro corsa

Avellino  – Ternana      1 – 1

 

Avellino: Gomis, Pisacane, Fabbro, Chiosa, Almici (dal 17′ st Regoli), D’Angelo, Kone, Sbaffo (dal 12′ st  Zito), Bittante (dal 36′ st Schiavon), Castaldo, Trotta. A disposizione: Frattali, Comi, Soumarè, Angeli, Filkor, Comentale, Mokulu. All.: Rastelli.
Ternana: Brignoli, Valjent, Bastrini, Popescu; Janse, Gavazzi, Viola, Eramo (34′ st Russo), Crecco, Avenatti, Ceravolo (25′ st Dugandzic). A disposizione: Sala, Ferronetti, Piredda, Fazio, Dianda, Palumbo, Milinkovic. All.: Tesser.
MARCATORI:  24′ pt Castaldo, 35′ pt Avenatti (T)
Arbitro: Ivano Pezzuto della sezione di Lecce
Guardalinee: Simone Di Francesco della sezione di Teramo e Tarcisio Villa sezione di Rimini.
Ammoniti: Crecco, Valient, Dugandzic(T), Kone e Bittante. Angoli 5-2 Avellino. Rec.: 1′ pt., 4′ st.

 

 

 

Alla fine i Lupi escono dal campo con un solo punto in tasca. Ma la partita contro la Ternana ha confermato che l’Avellino potrà lottare fino alla fine per conquistare un sogno. Da rimarcare, poi, che alla squadra biancoverde è stata negata una rete, al 21′ della ripresa (grande girata al volo di Castaldo), per un presunto fuorigioco di del capocannoniere biancoverde, che il replay di Sky ha dimostrato che non c’era. Ma, al di là della vittoria negata dall’arbitro Pezzuto di Lecce e dalle grandi parate di Brignoli, che ha salvato almeno in tre occasioni la porta ternana, i Lupi hanno confermato sul terreno di gioco quel trend di positività tecnica e di prestazione collettiva che ormai da cinque gare li sta portando in alto.  Peccato per la quinta vittoria consecutiva sfumata, ma i record lasciano il tempo che trovano: l’importante è non fermarsi e, gara dopo gara, portare a casa punti.

L’Avellino ha affrontato con intelligenza tattica una Ternana forte e ben messa in campo (non a caso, in trasferta la compagine umbra aveva già vinto ben 5 partite e ne aveva pareggiato 4),  presidiando con attenzione la zona nevralgica del campo, dove Kone giostrava da play e, ai suoi lati, a destra D’Angelo faceva legna, tamponava e riproponeva, mentre a sinistra  Sbaffo cercava il cambio di passo e la giocata di qualità. Gli Umbri appaiono votati alla velocizzazione e verticalizzazione immediata che rende pericolosa la loro azione offensiva. I Lupi cercavano molto le fasce, specie sulla destra dove agiva un Almici assai propositivo. Ed era proprio da una sua percussione sulla destra, al 23′, che l’Avellino creava i presupposti per portarsi in vantaggio: l’ex Latina, appena entrato in area, veniva spintonato da dietro dal giovane ternano Crecco; l’arbitro concedeva il penalty, che Castaldo trasformava da par suo. Sembrava tutto in discesa per i Lupi, ma i ragazzi di Rastelli, dopo un paio di ripartenze che avrebbero potuto far male nuovamente alla Ternana, subivano inopinatamente il gol del pari da Avenatti (al 35′) che metteva dentro di testa (forse anche commettendo fallo su Fabbro) con un Gomis apparso nettamente sorpreso dalla parabola della palla che era andata ad insaccarsi quasi a pallonetto. Il pari dei Rossoblu portava un minimo di “tregua” al match che si incamminava senza grossi scossoni verso l’intervallo.

Dagli spogliatoi usciva una squadra biancoverde arrabbiata e desiderosa di rimettere nuovamente le cose a posto. Ma la Ternana faceva buona guardia, aspettava e ripartiva velocemente. Per i Lupi gli spazi erano pochi e cosi Rastelli decideva di dare il cambio ad un paio di suoi ragazzi che stavano mostrando un pò di appesantimento. Cosi  intorno al quarto d’ora, entrava prima Zito per Sbaffo (calato un pò dopo un primo tempo sui suoi livelli), e Regoli per un Almici, che dopo un’ora di gioco aveva bisogno di rifiatare, considerato anche che non giocava una partita intera da tempo immemore. Le due sostituzioni effettuate mostravano di essere produttive, tanto che l’Avellino, proprio dalle fasce, riusciva ad impensierire con maggiore continuità gli ospiti. Che, dal canto loro, non rinunciavano alle ripartenze pericolosissime, anche perchè sulla trequarti stazionava un Avenatti che sapeva fare i movimenti giusti e riusciva a mettere in difficoltà l’attento reparto arretrato avellinese. Due clamorose occasioni proprio di Zito, nella stessa azione, al 20′, (prima un colpo di testa ravvicinato con Brignoli che compiva un miracolo e poi un sinistro sulla respinta dell’estremo difensore umbro, che si stampava sul palo esterno) facevano sfiorare il vantaggio ai Lupi. Un paio di giri di lancette e l’Avellino andava finalmente in gol con una girata al volo spettacolare di Gigi Castaldo, che finiva alle spalle di Brignoli, ma il secondo assistente, Tarcisio Villa di Rimini, alzava la bandierina, segnalando un fuorigioco, che il replay televisivo ha dimostrato che non c’era.

Gli ultimi minuti di gioco erano un vero e proprio arrembaggio dei ragazzi di Rastelli, che non riuscivano a segnare per le grandi parate di Brignoli (una davvero miracolosa su tiro ravvicinato di D’Angelo). La partita finiva uno a uno, con una mancata vittoria dei Lupi, che, come dicevamo sopra, non deve assolutamente preoccupare i tifosi biancoverdi. Anzi, proprio la prestazione odierna contro la coriacea formazione umbra, deve infondere ulteriore fiducia ai supporters irpini. Martedi 3 marzo l’Avellino sarà chiamata, nel turno infrasettimanale, a misurarsi contro la capolista Carpi. Quella sarà una sfida da non toppare dei Lupi. Se Castaldo e soci dovessero tornare dalla trasferta in terra emiliana con altri punti in tasca, allora per l’Avellino i sogni di gloria non sarebbero piu’ “vietati”.

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