Avellino, una nota del Presidente dell’ordine degli Architetti Fulvio Fraternali “Il verde: fonte primaria di qualità di vita e generatore di benessere”

Già Orazio, il celebre poeta latino, ha definito la nostra provincia “la verde Irpinia”.
Anche per questo Avellino è, da sempre, identificata con il colore verde e come un luogo ameno.
Infatti, le squadre di calcio e basket della città, hanno da sempre avuto il verde nei loro colori sociali.
La città di Avellino nelle sue molteplici contraddizioni e promiscuità d’usi, genera spazi incerti, sporadici, marginali e, spesso, gli spazi delle successive zonizzazioni verranno probabilmente etichettati come spazi verdi ma in realtà incolti.
Resta comunque utile ricordare come, nelle nostre città, abbia preso sempre più il sopravvento la cementificazione pressochè totale delle superfici, ma ancor peggio, delle aree spesso definite come pedonali, generalmente sprovviste di zone verdi e piantumate.
Tanto è vero che nelle nuove piazze messe in essere dall’amministrazione comunale, il verde risulta solo come un elemento decorativo ed accessorio e non sostanziale.
Il verde è fonte primaria di qualità della vità e generatore di benessere ed è alla base del perseguimento nella nuova pianificazione del Ri.U.So, elemento fondamentale nell’ottica di una pianificazione moderna.
Per capire appieno questo concetto non basta vedere quanto sia verde un’area antropizzata ma bisogna esaltarla quando essa viene percepita come verde.
Una pianificazione mirata del verde genera non solo una percezione positiva di un luogo, ma soprattutto, un sentimento di amenità per i suoi fruitori.
Il perseguimento di tale auspicato obiettivo, non solo passa attraverso iniziative di innesto vegetazionale, instese come arredo, ma soprattutto attraverso la creazione di vere e proprie isole di salubrità, anche capaci di contribuire alla riduzione mirata e cosciente delle risorse energetiche.
Ma quali vantaggi può generare per Avellino una città più verde?
Sviluppando una classificazione dei molteplici vantaggi, alcuni dei quali più o meno intuibili, è possibile individuare due macro sfaccettature: vantaggi diretti e vantaggi indiretti investono un luogo, beneficiato da nuovi e mirati interventi a matrice verde, ad esempio migliorano la qualità dell’aria abbattendo le emissioni di CO2, favoriscono la dispersione e l’afflusso idrico a carico delle reti fognarie soprattutto in seguito a importanti eventi metereologici, influiscono positivamente sul dispendio di risorse energetiche, regolano il microclima urbano, mitigando l’eccesso di temperatura al suolo dovuta al fenomeno dell’irraggiamento solare soprattutto nei mesi estivi, favorendo così una situazione di equilibrio microclimatico soprattutto in prossimità di superfici fortemente impermeabilizzate della cementificazione selvaggia.
I vantaggi indiretti che apparentemente possono sembrare slegati o lontani dalla presenza della componente vegetazionale nei centri abitati, sono imporanti tanto quanto i primi, e agiscono in maniera indiretta e sottile al miglioramente delle condizioni urbane.
Di fatto, interagento sulla “percezione del verde” all’interno di un centro urbano, si modifica così, in maniera prodonda il rapporto uomo-città, trasformando i molti luoghi di solo attraversamento, che attualmente compondono la maggior parte dei nostri centri abitati, in nuovi spazi di scambio e di vita collettiva.

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