Dopo cinquant’anni riaperto al culto il Duomo di Pozzuoli

Il Duomo del Rione Terra di Pozzuoli ha finalmente riaperto le proprie porte al culto dei suoi fedeli, ma anche dei turisti e visitatori forestieri, dopo cinquant’anni dall’incendio che lo devastò. In circa 3mila hanno voluto partecipare a quello che per la terra flegrea, e non solo, ha rappresentato un vero e proprio evento. A celebrare il primo rito – messa pontificale in onore del patrono, San Procolo – nel restaurato tempio-duomo, è stato il vescovo della diocesi di Pozzuoli, Gennaro Pascarella. Il presule nel ricordare i vecchi residenti della rocca, i vescovi che lo hanno preceduto e quanti hanno lavorato per la riapertura del duomo, ha sottolineato che “questo è un evento bello e significativo per la Chiesa diocesana, per la città e per il territorio flegreo”. “Questo luogo rappresenta un ‘unicum’ dove si coniugano il tempio romano e la basilica cattedrale. Per noi la cattedrale è il nucleo dove si vive e si professa la propria fede intorno al vescovo – ha aggiunto – Ora le reliquie del patrono e dei santi martiri puteolani potranno essere custodite nel luogo a loro deputato”. Al rito hanno partecipato il vescovo emerito di Pozzuoli, Padoin, il vescovo di Pompei, Caputo ed il vescovo emerito di Aversa, Milano. Presenti tra gli altri il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, l’assessore regionale al Turismo, Mario Sommese ed il consigliere regionale ed ex sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe. Proprio su questa rocca fu ospitato san Paolo in viaggio verso Roma nel 61 d.C. (Atti degli Apostoli 28,13-15), a testimonianza della presenza di una comunità cristiana. Nel VI secolo circa il tempio di età augustea, esempio di architettura romana insieme alla ‘Maison Carrèe’ di Nimes e al tempio di Apollo sul Palatino, fu convertito in cattedrale. Nel 18mo secolo fu restaurato con i principi del barocco, dal vescovo spagnolo Cardenas. Dopo l’incendio, nella notte tra il 16 e il 17 maggio 1964, varie vicissitudini ne hanno bloccato il restauro. Lo sblocco nel 2003 con il concorso internazionale per il restauro vinto dall’équipes di Dezzi Bardeschi. I lavori iniziati nel 2004 dovevano concludersi nel 2008, si sono trascinati fino ad oggi. Nel sottosuolo della rocca puteolana scoperta una ‘Pompei flegrea’.

 

 

 

Da Ansa.it

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