Manocalzati, domenica 13 settembre alle ore 11.30 presso la Sala delle Arti matinée con l’attore Enzo De Caro
Domenica 13 settembre alle ore 11.30 presso la Sala delle Arti l’Associazione Igor Stravinsky nell’ambito della stagione concertistica Innamorati della Musica proporrà un imperdibile matinée con Enzo Decaro, attore, sceneggiatore e cabarettista, esponente della nuova comicità napoletana portata alla ribalta dal gruppo teatrale La Smorfia assieme a Massimo Troisi e Lello Arena.
Decaro sarà impegnato nella lettura teatralizzata di alcune pagine tratte da “La filosofia della Musica” scritta da Giuseppe Mazzini dove il pensatore ligure evoca un “Ignoto numini”, ovvero l’attesa di un genio nascosto in Italia che avrebbe incarnato il segreto di una nuova epoca musicale: ruolo che in seguito lo stesso Mazzini riconobbe proprio in Verdi quale “genio” italiano capace di rinnovare il melodramma in senso civile e patriottico.
Giuseppe Mazzini scrisse la Filosofia della musica nel 1836 quando era ancora molto giovane ma aveva già attraversato la fase della Carboneria ed aveva da poco fondato la Giovine Italia.
Deluso dal nuovo re Carlo Alberto, riparò a Londra, dove troverà nuove prospettive di azione e di pensiero. La Filosofia della musica nacque proprio in questo periodo.
Non è un trattato di filosofia, né di tecnica musicale, pur essendo Mazzini ottimo dilettante, buon suonatore di chitarra ed eccellente cantante: le pagine mazziniane esprimono l’esigenza di trasformare la musica in quell’arte sociale già adombrata dalla nuova pittura e dalla nuova letteratura. Individua in Gioachino Rossini l’eroe della musica di quegli anni, dedito a riformulare le finalità del teatro musicale. Per il ligure la capacità di esprimere l’invincibile forza di un destino giusto e fatale è latente nel linguaggio musicale più che in ogni altra tecnica artistica ed in quest’ottica Rossini rappresenta il compimento di un lungo e travagliato cammino verso la nascita di una musica civile e progressista sia nei contenuti che nelle forme espressive, contribuendo a rifondare la nuova Italia attraverso una sintesi delle tradizioni musicali italiana, francese e tedesca.
Nel 1836 Verdi e Wagner sono esordienti ancora sconosciuti e Karl Marx era uno studente universitario che sognava una sintesi rivoluzionaria tra pensiero e politica. Mazzini, in questa sua visionaria e appassionata profezia, sembra prevedere quelle che, di lì a pochissimi anni, sarebbero state le vere svolte del teatro musicale italiano” e probabilmente aveva intravisto proprio il genio di Verdi in quell’ignoto numini, al quale aveva dedicato la sua Filosofia della Musica, e del quale predicava l’avvento.
Il reading dello spettacolo dal titolo “Mazzini e Verdi…dall’idillio alla rottura”, sarà arricchito dalla performance musicale dell’ensemble Stravinsky formata dal soprano Samantha Sapienza, il tenore Francesco Ciotola, il violino di Massimo Testa ed il pianoforte di Nadia Testa: musiche di G. Verdi, V. Bellini, G. Donizetti, G. Rossini.
La direzione artistica è stata curata dalla pianista Nadia Testa, mentre la comunicazione è a cura del Dott. Michele Aquino.