Pescara – Avellino 0 – 0, per i Lupi un buon punto che fa morale

Pescara – Avellino  0-0


Pescara: Aresti; Cosic (16′ st Vitturini), Pesoli, Salamon, Bunoza (6′ pt Zampano); Politano, Memushaj, Appelt, Bjarnason (35′ st Da Silva); Melchiorri,   Maniero. A disposizione: Fiorillo, Zuparic, Sowe, Selasi, Pasquato,Torreira. All.: Baroni.
Avellino: Gomis (42′ pt Frattali); Vergara, Ely, Chiosa; Pisacane, D’Angelo, Kone, Schiavon Zito; Castaldo, Comi (13’st Arrighini).
A disposizione: Petricciuolo, Arini, Fabbro, Pozzebon, Visconti, Soumarè, Angeli. All.: Rastelli.
Arbitro: Francesco Paolo Saia di Palermo.
Guardalinee: Emanuele Prenna di Molfetta e Tarcisio Villa di Rimini.
Note: Ammoniti: Schiavon, D’Angelo, Melchiorri, Appelt, Pesoli (P). Espulsi: Ely  e Salamon (P). Angoli: 4-2 per il Pescara . Rec.: 5′ pt, 4′ st.

 

 

 

I Lupi tengono duro e portano via un punto prezioso dall’Adriatico di Pescara. Alla vigilia, questa gara era temuta soprattutto per lo splendido stato di forma della compagine abruzzese che veniva da dieci punti nelle ultime 5 gare, e soprattutto da una messe di reti realizzate. Insomma, per i Lupi non si preannunciata certo una passeggiata in riva all’Adriatico. Al tirar delle somme, il responso del campo ci è apparso equo per ciò che sono riuscite a dare sul rettangolo di gioco le due contendenti. La compagine di Baroni, com’era prevedibile ha cercato di fare la gara, e per lunghi tratti è riuscita a tenere in pugno il match. Ma dall’altra parte, i ragazzi di Rastelli hanno giocato una gara molto accorta, chiudendo tutti gli sapzi agli avanti biancazzurri, anche in ragione di una fase di non possesso interpretata in maniera impeccabile. I Biancoverdi, sono rimasti corti e compatti e, con tanta attenzione e cattiveria agonistica, hanno creato una diga insormontabile davanti a Gomis. Ed anche quando il portierone nero dei Lupi ha dovuto alzare bandiera bianca per una fortissima contusione all’anca destra, i Lupi sono stati bravi a proteggere con maggiore attenzione la propria porta, difesa dal dodicesimo Frattali. Il secondo tempo ha visto lo stesso canovaccio tattico della prima frazione di gioco. Anzi il possesso palla e la spinta offensiva dei padroni di casa sono stati messi in condizione di crescere uteriormente dopo il primo quarto d’ora della ripresa, per via dell’espulsione cui è andato incontro Ely per un banale fallo da dietro a centrocampo, del tutto gratuito e malaccorto. Per forza di cose, l’Avellino, ha dovuto serrare le proprie fila e si è naturalmente votato alla sofferenza, scavando una trincea nella propria trequarti, che ha tenuto magnificamente. Anche perchè gli avanti pescaresi sono stati imbrigliati a dovere dall’ottima difesa avellinese, protetta proficuamente dai vari D’Angelo, Schiavone Konè, cui è andato a dare man forte anche Arrighini (che era subentato a Comi).

Alla fine, è stato oltremodo meritato il punto conquistato dai ragazzi di Rastelli, che hanno rischiato solo in occasione di una bella e rapida sforbiciata di Maniero, magnificamente smanacciata oltre la traversa da Frattali. Con questo punto prezioso preso in riva all’Adriatico, i Lupi muovono la classifica e fanno un buon “rifornimento” di fiducia ed autostima.

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