Processo sportivo “Money Gate”: la Procura Federale chiede la retrocessione dell’Avellino e tre punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione

E’ iniziato questa mattina a Roma presso il Tribunale Federale Nazionale il processo sportivo, denominato “Money Gate” , sulla presunta combine tra Catanzaro e Avellino nella gara del 5 maggio 2013 , penultima giornata del campionato di Lega Pro. 

Per l’Avellino è stata chiesta dal Procuratore federale la retrocessione e 3 punti di penalizzazione per la stagione sportiva 2018/2019. Per il massimo dirigente biancoverde, Walter Taccone, chiesti 5 anni di squalifica e 70 mila euro di multa; per il DS  Enzo De Vito, invece, 4 anni di squalifica e 60 mila euro di multa.

L’avvocato Chiacchio, difensore dell’Avellino, ha così argomentato:

Per richeste del genere è necessario avere prove concrete. Non è stato convocato un solo calciatore dell’Avellino. Non esistono riscontri oggettivi sull’accaduto e dei soggetti che avrebbero effettuato la combine. In riferimento al caso Doni dell’Atalanta, chiedo il proscioglimento dell’Avellino Calcio”. 

 La Procura federale  ha chiesto anche la retrocessione  del Catanzaro e tre punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. A carico del calciatore giallorosso, Andrea Russotto, il rappresentante dell’accusa ha chiesto ben tre anni di squalifica ed un’ammenda di 50mila euro.

La sentenza è prevista per mercoledi 20 dicembre. Ricordiamo che questo è soltato il primo grado di giudizio sportivo, a cui probablmente faranno seguito gli altri due gradi. Il processo sportivo dovrebbe chiudersi definitivamente prima dell’inizio del girone di ritorno del campionato di Serie B, fissato per il giorno 20 gennaio 2018.

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