Scandone, inammissibile il crollo di Reggio Emilia: indispensabile ricercarne le cause e tentare di rimuovere i problemi

Un crollo verticale quello della Scandone, addirittura già nei primissimi minuti del match, che pure era decisivo ai fini della qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. L’approccio deciso e la grande concentrazione di Reggio Emilia hanno messo a nudo, tutti insieme e contemporaneamente, i tanti problemi che affliggono il roster di Frank Vitucci. Il quale, al termine della grave figuraccia rimediata contro la Grissin Bon, è apparso delusissimo e molto amareggiato, arrivando a dichiarare di sentirsi tradito dai suoi uomini. Parole gravi, pesanti come macigni nei confronti di una squadra, anzi di un insieme di atleti senza anima e senza cuore. La delusione e la stizza degli Original Fans presenti alla disfatta sono state tali da indurli a lasciare il palazzetto reggiano ancor prima che la partita finisse. Del resto, l’orrendo parziale  del meno 31 della Scandone dopo soli 12 minuti di gioco (40-9 per il team di Menetti) non è stato solo e soltanto l’indice di un passivo numericamente quasi irripetibile, ma anche, a nostro sommesso avviso, l’ovvio effetto di un approccio al match da parte degli “strapagati” cestisti biancoverdi da autentici liceali in gita scolastica.

E’ evidente che urga a questo punto (attesa anche la circostanza negativa che, al termine del girone di andata, la compagine di Vitucci ha già fallito il primo traguardo della stagione)  in casa Sidigas un confronto chiaro, franco e deciso tra i massimi livelli dirigenziali ed i responsabili tecnici. E se il complesso dellle problematiche tecniche, caratteriali e comportamentali dei cestisti biancoverdi richiederà l’adozione di provvedimenti drastici, la proprietà, e per essa la dirigenza non dovrà esitare un istante. Inutile dire che i tifosi sono  in ansiosa attesa che possa arrivare, ad horas,  la “sterzata” giusta.

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