SFF Atletico – Avellino 4 – 1, i Lupi affondano nel mare di Fregene

SFF Atletico-Avellino  4 – 1

SFF Atletico: Macci, Donnarumma (dall’87’ Giustini), Campanella, Esposito (dal 18′ Di Emma), Rizzi, Sevieri, Ortenzi (dal 62′ Papaserio), Pompei, Tortolano (dall’83’ Santarelli), Nanni, Tornatore (dal 76′ D’Andrea). A disposizione: Galantini, Karas, Formilli, Cotani. All.: Scudieri.

Avellino: Lagomarsini, Nocerino (dal 54′ Mithra), Morero, Mikhaylovkiy (dal 62′ Ventre), Parisi, Tribuzzi, Gerbaudo, Acampora (dal 52′ Buono), Ciotola (dal 51′ De Vena); Mentana (dal 46′ Carbonelli), Sforzini. A disposizione: Pizzella, Matute, Scarf, Dondoni. All.: Graziani.

Arbitro: Giaccaglia di Jesi. Assistenti: Toce e De Cristofaro. 

Marcatori: all’11’ Tortolano (At, rig.), al 19′ Tribuzzi, al 27′ Tortolano (At, rig.), al 49′ Nanni (At),  al 77′ D’Andrea (At)

Ammoniti: Gerbaudo, Ortenzi (At), Tornatore (At), Sforzini, Lagomarsini. Angoli: 2-3 per l’Avellino. Rec.: 3′ pt, 6′ st.  

 

I Lupi prendono quattro scoppole sul campo di Fregene e tornano a casa con la coda fra le gambe, e soprattutto con la consapevolezza che questa Serie D è molto più dura di quanto era sembrata dalle prime vittorie. I ragazzi di Graziani hanno approcciato molto male questa sfida e, complice anche la mancanza di spazi (dove far valere la propria superiorità tecnica) in un campo molto stretto, ai limiti del regolamentare, sono stati presi di infilata dai padroni di casa, che si sono mostrati avversari grintosi e tenaci.

Sceso in campo senza il suo centrocampista più importante (Matute), l’Avellino ha stentato sin dall’inizio, non solo a prendere le misure all’angusto rettangolo di gioco, ma anche e soprattutto alla velocità ed intraprendenza degli avversari, che sgusciavano da tutte le parti.

Probabilmente ha inciso su questo pomeriggio negativo sul litorale romano anche la giornata decisamente no dei difensori irpini, ed in particolare di un ragazzo, Nocerino, che appena sette giorni prima aveva disputato una grande gara contro il Cassino. E questo è il chiaro segno che con i giovani bisogna andare sempre con i piedi di piombo, perchè troppo discontinui anche sul piano della concentrazione.

La gara è stata sbloccata all’11’ da un calcio di rigore per l’Atletico, concesso perchè Nocerino ha fermato un cross dalla destra degli avversari con un fallo di mano in area. Sulla sfera è andato una vecchia conoscenza dei Lupi, Tortolano, che aveva già castigato l’Avellino in passato, con la maglia del Latina. La trasformazione del penalty è stata impeccabile, e l’Atletico si è portato meritatamente in vantaggio.

Dopo il primo svantaggio, a dire il vero, l’Avellino ha abbozzato una reazione convincente ed è riuscito a pareggiare al 19′ con un gran gol di Tribuzzi. Ma il pareggio ottenuto, anzichè galvanizzare gli uomini di Graziani, ha finito per “istigare” la grinta e la cattiveria agonistica della compagine romana, che ha preso nuovamente ad imperversare nella metà campo avellinese. Così, al 27′, una percussione in area biancoverde di Nanni è stata fermata fallosamente, in maniera ingenua, da Parisi. Sul dischetto si è ripresentata la “bestia nera” Tortolano, che ha fatto il bis, ridando il nuovo vantaggio all’Atletico. La ricerca del nuovo pareggio da parte dei Lupi è risultata sterile ed improduttiva. Così i padroni di casa sono potuti andare al riposo meritatamente in vantaggio.

Ad inizio ripresa, Graziani ha subito tolto dal campo l’ectoplasma Mentana, rimpiazzandolo con Carbonelli. Ma poco dopo, al 49′ è arrivato il colpo del ko per i Lupi: il solito Nanni ha fatto fuori Parisi ed ha sferrato un gran rasoterra alla sinistra di Lagomarsini, che è stato inesorabilmente superato dalla sfera. Il tris dell’Atletico è suonato quasi come una condanna inappellabile. Graziani ha cercato di cambiare assetto, dando maggiore nerbo al fronte d’attacco biancoverde, inserendo nella contesa anche il bomber De Vena, che ha preso il posto di un evanescente Ciotola. Ma nulla è cambiato per l’Avellino.

Il tecnico toscano poco dopo il quarto d’ora della ripresa ha tentato anche la carta della disperazione, mandando sotto la doccia il difensore centrale Mikhaylovkiy, e gettando nella mischia l’attaccante Ventre. Ma il risultato è stato che i tanti attaccanti biancoverdi, negli spazi strettissimi delle maglie avversarie, hanno finito con il “pestarsi” i piedi, e non sono riusciti a combinare niente di buono. Anzi, gli ampi spazi lasciati nella propria trequarti hanno consentito ai calciatori dell’Atletico di inserirsi in rapidi e pericolosi contropiede. Cosi, poco dopo la mezzora della ripresa è arrivato addirittura anche il quarto gol dei padroni di casa con il neo entrato D’Andrea che da pochi passi ha messo dentro sotto gli occhi degli impacciati Morero e Lagomarsini.

Questa sonora sconfitta dei Lupi  è stata tanto inopinata (almeno alla vigilia) quanto indiscutibile. Ora un serio bagno di umiltà ed una profonda analisi di tutte le cose che non hanno funzionato, appare irrinunciabile per l’Avellino, che deve fare tesoro di questa “mazzata”, per ripartire con rinnovato vigore. 

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