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	<title>Altavilla Irpina</title>
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		<title>“Sulphur”: identità, radici, tradizioni. L’intervista all’autore Cesare Carpenito</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/sulphur-identita-radici-tradizioni-lintervista-allautore-cesare-carpenito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 18:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Irpina]]></category>
		<category><![CDATA[Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[miniera di zolfo]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Sulphur” è l’opera prima del giovane irpino Cesare Carpenito, è un romanzo di formazione, una miscela esplosiva di storia, mistero, folklore, leggende dal sapore mitico e popolare]]></description>
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<p><strong>“Sulphur”</strong> è <strong>l’opera prima del giovane irpino Cesare Carpenito</strong>, è un <strong>romanzo di formazione</strong>, una miscela esplosiva di storia, mistero, folklore, leggende dal sapore mitico e popolare che <strong>celebra l’identità e l’attaccamento alle radici</strong> attraverso un’originale ed avvincente trama che si sviluppa in prosa e poesia.</p>



<p>Lo scenario, lo sfondo “paesano”, il <em>“Borgo”</em>, il <em>“Palazzo”</em>, la <em>“Piazza”</em>, il <em>“Mulino”</em>, la <em>“Miniera”</em>, <em>“cuore pulsante” </em>del romanzo, il <em>“cerzone”</em>, lo <em>Stretto di Barba,</em> ricreano <strong>l’immaginario tipico dei paesini dell’Irpinia</strong> con le sue tradizioni popolari. Viene rievocata anche la <strong>festa della Madonna dell’Annunziata</strong>, patrona del comune di&nbsp;Prata di Principato Ultra, col popolare rito del <strong>Volo degli Angeli</strong>, ed immancabili i <em>“cunti dei vecchi antichi”</em>.</p>



<p>L’eclettico autore <a href="https://www.giornaledellirpinia.it/altavilla-irpina-sabato-2-ottobre-alle-ore-16-presso-le-miniere-di-zolfo-presentazione-di-sulphur-romanzo-di-cesare-carpenito/">Cesare Carpenito</a> che invita a <strong>riscoprire le radici</strong>, a coltivare la nostra <strong>memoria collettiva</strong> e ad apprezzare la nostra <strong>storia</strong>, si racconta al “Giornale dell’Irpinia”.</p>



<p></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Come mai hai scelto come titolo “Sulphur”? E il quadro in copertina?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Il titolo nasce dal profondo <strong>legame</strong> <strong>che lega i protagonisti alla loro terra</strong> e, in particolare, alla <strong>miniera di zolfo</strong>, che incarna il cuore pulsante di Borgo San Michele. Sfogliando le pagine del romanzo, ci si renderà conto di come la miniera, lo zolfo, rappresentino la <strong>metafora di un percorso interiore</strong> che i due protagonisti saranno chiamati ad assolvere.&#8221;</em></p>



<p>&#8220;<em>Il quadro di copertina è un lavoro di mia sorella <strong>Iris Carpenito</strong>, <strong>“Tramonti”</strong>: lo abbiamo scelto in quanto ben richiama gli scenari che fanno da sfondo alla trama e, soprattutto, il <strong>mito della Ripa Favella</strong>&#8220;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>“Sulphur” ricostruisce la storia personale di due ragazzi, ma anche il tessuto socio-economico e storico: un viaggio nell’Irpinia di un tempo, un viaggio dentro se stessi e i propri demoni?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Sicuramente il sostrato socio-culturale gioca un ruolo fondamentale, ma, come ben messo in luce dalla domanda, i <strong>veri protagonisti sono Enea e Ninetto</strong>, costretti a fare i conti con un <strong>destino inesorabile</strong>: si ritroveranno vittime inconsapevoli di <strong>una colpa</strong> che viene da lontano e dovranno diventare uomini troppo presto&#8221;.</em></p>



<p><strong>La miniera a ridosso del fiume Sabato, vera ricchezza di Tufo e Altavilla Irpina, fa da sfondo al romanzo, ne scandisce i ritmi, ma è affiancata anche dalla natura, dalle feste patronali, dalla banda, dai fuochi d’artificio, dalla leggenda della Ripa Favella. Quanto i racconti dei tuoi nonni e le tue radici hanno inciso sulla trama?</strong></p>



<p>&#8220;<em>L’apporto del nostro <strong>patrimonio culturale locale</strong> è stato fondamentale: non a caso ho deciso di dedicare Sulphur ai miei <strong>nonni</strong>. Tutti dovremmo portarci dentro <strong>il ricordo di ciò che siamo stati</strong>, per essere maggiormente consapevoli del nostro presente.</em>&#8220;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="400" height="509" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito-miniera-1.jpg" alt="“Sulphur”: identità, radici, tradizioni. L’intervista all’autore Cesare Carpenito" class="wp-image-95310" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito-miniera-1.jpg 400w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito-miniera-1-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p><strong>Ogni capitolo è preceduto da una poesia: emozioni, sentimenti, valori, musicalità, che calano il lettore nell’“atmosfera” della narrazione che va a dipanarsi. Perché hai scelto questo tipo di stile espressivo?</strong></p>



<p>&#8220;<em>Si tratta di una scelta abbastanza ardita nell’attuale panorama narrativo ed editoriale, ma, trattandosi del mio primo romanzo, ho voluto plasmarlo sul mio sentire più profondo e sincero. La <strong>poesia</strong>, ai miei occhi, resta <strong>un’impareggiabile chiave di lettura del mondo e del nostro essere</strong>.</em>&#8220;</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>In Sulphur affronti anche la questione delle donne nei paesini del Sud, assoggettate al volere di una mentalità e società maschilista: Annina la sartina, madre di Enea; Vesna, la zia di Ninetto; donna Annunziata, la madre di Fortuna, e come tutti i personaggi devono fare i conti con la colpa ed il destino. Come si intrecciano questi elementi e qual è il ruolo del destino?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Le <strong>donne</strong> diventano le vere <strong>figure cardine</strong> <strong>della storia</strong>, dimostrando una forza che le porta a superare le angherie di una <strong>società maschilista e patriarcale</strong>. Riflettere sulla condizione della donna della nostra terra del secolo scorso può condurci ad uno sguardo più complessivo riguardo alle attuali problematiche connesse alla dimensione femminile, sia in Italia che all’estero. Piuttosto che sconvolgerci vanamente, dovremmo comprendere dove e in cosa i rigurgiti della nostra mentalità contribuiscano al perpetrarsi di determinate drammatiche dinamiche&#8221;.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="400" height="500" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito..jpg" alt="" class="wp-image-95301" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito..jpg 400w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito.-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Quanto il legame con le proprie radici e le tradizioni popolari incidono sullo sviluppo e sul destino di un ragazzo, sulle nostre identità?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Fino a qualche decennio fa tale influsso era fortissimo: ognuno aveva una propria identità legata a filo doppio con un’identità territoriale e culturale specifica. Come brillantemente profetizzato da <strong>Pasolini</strong> nei suoi <strong>“Scritti Corsari”</strong>, tuttavia, <strong>il passaggio</strong> dalla civiltà contadina <strong>ad una civiltà industriale</strong> e, ad oggi, <strong>globalizzata</strong>, ha reso sempre più effimero tale influsso, tanto da <strong>sterilizzare fatalmente le nostre identità locali</strong>. Ovviamente, a mio avviso, ciò non è un bene…</em>&#8220;</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Tanti sono i riferimenti letterari: Pavese, Marquez, Montale, Verga, Manzoni,&nbsp; Lee Masters, l’Ulysses di Joyce con il flusso di coscienza, ma anche gli studi Lombroso. La formazione gioca un ruolo preponderante nella costruzione della propria personalità e visione di vita o influisce più l’ambiente in cui si cresce?</strong></h5>



<p>&#8220;<strong><em>Formazione e ambiente contribuiscono, influenzandosi vicendevolmente, alla costruzione della nostra personalità</em></strong><em>: basta rifarsi alla “Ecological systems theory” del Bronfenbrenner per rendersi conto di quanto inscindibili siano questi due fattori nella nostra crescita individuale&#8221;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>“Sulphur” ti ha portato al Salone del Libro di Torino, sei in lizza per il Premio Letterario Massarosa, sei stato ospite di RTL, di tante altre webradio ed eventi, ma per te la scrittura cosa rappresenta?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>I riconoscimenti che stanno accompagnando il mio romanzo sono sicuramente una <strong>bella soddisfazione</strong>: è innegabile che, nel momento in cui si pubblichi, si speri sempre di intercettare il favore del pubblico e della critica. Tuttavia, prima di ciò <strong>c’è un momento estremamente intimo</strong>: quello della scrittura vera e propria. Un momento di <strong>riflessione</strong> e <strong>autoanalisi</strong>, spesso anche molto forte, necessario a far emergere una storia e il sistema valoriale alla base di essa. <strong>Senza un messaggio</strong>, infatti, <strong>un romanzo è una scatola di parole vuota</strong>&#8220;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Su Instagram ti diletti pubblicando haiku, una particolare forma di poesia di origine giapponese. Come nasce questa tua passione?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Ho scoperto da qualche anno il genere dell’<strong>haiku</strong>. Mi ha profondamente colpito la cura necessaria alla trasmissione di un’immagine e di <strong>un’emozione attraverso poche sillabe, racchiuse in tre versi</strong>. Fondamentale, inoltre, è il legame con la <strong>natura</strong> e lo scorrere delle stagioni, quale metafora della nostra esistenza. Scrivere un haiku significa affrontare un <strong>viaggio interiore</strong> ed esplicarlo alla luce del mondo che ci circonda e nel quale non possiamo che essere calati totalmente&#8221;.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="400" height="594" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito...jpg" alt="" class="wp-image-95303" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito...jpg 400w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito..-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Perché acquistare e leggere “Sulphur”?</strong></h5>



<p><em>“<strong>Sulphur</strong>” (Edizioni Il Papavero) ci invita a una <strong>riflessione sulle nostre origini</strong>, ma, al contempo, <strong>ci porta a fare i conti con alcuni dei cardini della nostra società</strong> e, conseguentemente, <strong>della nostra vita</strong>, a livello atavico: le radici, la genitorialità, la sessualità, la violenza. L’ingenuità spezzata dei due protagonisti è specchio di una crescita necessaria per ognuno di noi, una crescita che ci costringe ad abbandonare la dimensione utopica dell’infanzia per accettare i canoni di una maturità spesso crudele. Sotto il profilo stilistico, si tratta di un’occasione per confrontarsi con una <strong>sintesi di poesia e prosa</strong>, in <strong>un percorso umano e letterario</strong> <strong>che ci condurrà a una nuova consapevolezza, pagina dopo pagina</strong>&#8220;.</em></p>



<p><strong>Giovanna Di Troia</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Altavilla Irpina, Palio dell&#8217;Anguria: consueto successo di pubblico &#8211; L&#8217;asino Brio brucia sul filo di lana il campione uscente Tyson e Grottolella fa suo il palio</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/altavilla-irpina-palio-dellanguria-lasino-brio-brucia-sul-filo-di-lana-il-campione-uscente-tyson-e-grottolella-fa-suo-il-palio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2015 22:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Irpina]]></category>
		<category><![CDATA[Anguria]]></category>
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					<description><![CDATA[La 37esima edizione del Palio dell&#8217;Anguria non è venuta meno, neppure stavolta, alle promesse della...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial,sans-serif; font-size: small;">La 37esima edizione del Palio dell&#8217;Anguria non è venuta meno, neppure stavolta, alle promesse della vigilia: spettacolo e grande successo di pubblico, con la gente assiepata in ogni angolo dei duecento metri del bellissimo Corso Garibaldi, addobbato a festa con il giallo ed il verde, i due colori di Altavilla Irpina..Emozionante e combattuta la corsa finale che ha visto la vittoria dell’asino “Brio” montato dal fantino Paolo Macchia per il Comune di Grottolella, che ha battuto proprio sul filo di lana il campione uscente “Tyson”, cavalcato da Ettore D’Onofrio, a difendere il titolo conquistato lo scorso anno dal Comune di Altavilla Irpina. Al terzo posto si è classificata la somara “Angelina” con  Anastasio Spiniello per la frazione Taverna del Monaco sempre per il Comune di Grottolella.</span></p>
<p><span style="font-family: arial,sans-serif; font-size: small;"> Ad impersonare Costanza di Chiaromonte è stata la diciassettenne leccese Lilian Ruggio (che nella serata precendente aveva vinto la selezione organizzata per la scelta della regina), accompagnata dall&#8217;irpino Dario Bavaro (Direttore del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino) nei panni di Andrea De Capua. Il lungo ed intenso pomeriggio altavillese è stato aperto dallo spettacolo del corteo storico che quest&#8217;anno ha visto finalmente il &#8220;ritorno a casa&#8221; di Costanza di Chiaromonte, che (grazie al meritorio lavoro ed alla notevole caparbietà dell&#8217;attuale Amministrazione comunale, capeggiata dall&#8217;attivissimo Sindaco Mario Vanni, che, dopo mezzo secolo di oblìo ed abbandono, ha restituito alla fruizione dei paesani l&#8217;edificio storico di epoca rinascimentale) ha potuto riappropriarsi della sua antica dimora, vale a dire il Palazzo De Capua, meglio noto come Gran Comital Palazzo (ma per gli Altavillesi, semplicemente Palazzo Baronale). </span></p>
<p><span style="font-family: arial,sans-serif; font-size: small;">Notevole e suggestiva come sempre anche l&#8217;esibizione nel carosello medioevale dei Cavalieri della Pergamena Bianca (Associazione culturale di Cava de Tirreni) capeggiati, da par suo, dal maestro di equitazione Alfonso Salsano, che montavano splendidi cavalli di razza spagnola. Da notare, ma soltanto per dovere di cronaca, un piccolo fuori programma, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi: il pluricampione del Palio Angelo Romano, nel corso della terza batteria eliminatoria, è stato disarcionato dal suo asino. L&#8217;esperto fantino ha riportato soltanto una forte contusione al fianco ed alla schiena. Da segnalare l&#8217;immediatezza ed efficienza dei soccorsi.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torna l&#8217;appuntamento settimanale con &#8220;Sottorete&#8221; &#8211; La sconfitta di Novara e le possibilità di riscatto dei Lupi contro il Latina</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/torna-lappuntamento-con-sottorete-tanti-gli-argomenti-trattati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 15:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Irpina]]></category>
		<category><![CDATA[Divina Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Footballweb tv giornaledellirpina Cleo Murino]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano Messinese]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Scioscia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Visto il grande successo di pubblico, sarà nuovamente registrata presso il pub &#8220;Divina commedia&#8221; di Altavilla Irpina la seguitissima trasmissione sportiva &#8220;Sottorete&#8221;, che va in onda su JusTv e sul web, con i giornalisti Cleo Murino e Rino Scioscia (direttore del nostro giornale), che saranno affiancati da Salvatore Marzullo, redattore di Tuttoavellino.it e da Mariano Messinese, redattore del Giornale dell&#8217;Irpinia  e opinionista della trasmissione sportiva napoletana &#8220;Footballweb&#8221;. Le riprese saranno affidate all&#8217;alta professionalita&#8217; di Franco Cavaliere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mariano Messinese</p>
<p>Twitter: @MarianoWeltgeis</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La VI edizione del Presepe Vivente ad Altavilla Irpina</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/la-vi-edizione-del-presepe-vivente-ad-altavilla-irpina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 21:29:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dalla Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Irpina]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[Presepe Vivente]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Dopo l’enorme successo degli scorsi anni, ad Altavilla Irpina ritorna il Presepe Vivente, con...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo l’enorme successo degli scorsi anni, ad Altavilla Irpina ritorna il <b>Presepe Vivente</b>, con una nuova edizione. Questa <b>VI edizione</b> è organizzata dalla <b>Parrocchia Santa Maria Assunta</b> <b>con il patrocinio del Comune</b> e si svolgerà il <b>5 e 6 gennaio</b> con inizio alle ore 17:30 fino alle 21:00.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cornice in cui si svolgerà il Presepe Vivente è il suggestivo <b>centro storico di Altavilla Irpina</b>. Si farà un salto nel passato per rivivere scene della tradizione cristiana legate alla natività e gli antichi mestieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bambini, adulti, anziani con costumi dell’epoca animeranno le stradine del caratteristico centro storico, tra portali seicenteschi e reperti longobardi incastonati nelle case. La rappresentazione con <b>circa 150 comparse</b>, si concluderà con l’arrivo dei Re Magi per l’Epifania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo appuntamento annuale che ritorna puntuale dal 2008, può essere l’occasione anche per visitare <b>Altavilla Irpina</b> che si divide tra modernità e storia. Si potrà visitare il Santuario di San Pellegrino e Sant’Alberico, la Chiesa dell’Annunziata del 1400 ed il museo nella casa che ha dato i natali a Sant’Alberico Crescitelli, al Corso Garibaldi. E così dopo i paesaggi suggestivi del centro storico, si potrà far tappa al lungo Corso Garibaldi per trascorrere ore piacevoli tra una passeggiata, <i>shopping</i> e un aperitivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Fortuna con la F maiuscola: la prima teatrale questa sera ad Altavilla Irpina</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/la-fortuna-con-la-f-maiuscola-la-prima-teatrale-questa-sera-ad-altavilla-irpina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 16:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dalla Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Irpina]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo de Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[La Fortuna con la F maiuscola]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; La compagnia teatrale di Altavilla Irpina “Qui rido io” questa sera debutterà con la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La compagnia teatrale di Altavilla Irpina <b>“Qui rido io” </b>questa sera debutterà con la celebre commedia <b>“La Fortuna con la F maiuscola”</b>,<b> </b>scritta dal mitico Eduardo De Filippo in collaborazione con Armando Curcio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grande trepidazione ed emozione per i 14 attori: <b>Mery De Luca, Daniele Antoniello, Angela Luciano, Elvira De Luca, Massimo Rossi, Francesco La Bella, Italo Luciano, Christian Zollo, Salvatore Formato, Carmine Bruno, Francesco Severino, AnnaMaria Matarazzo e Annamaria Amendola</b>, e per il regista e attore <b>Vittorio Usai</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E grande attesa da parte di tutti gli abitanti della ridente cittadina di Altavilla Irpina per <b>la prima di tre serate</b> (<b>3-4-5 gennaio 2014</b>) de <b>“La Fortuna con la F maiuscola” </b>in scena presso il <b>Teatro Sardone</b>, con inizio previsto alle ore 21.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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