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	<title>cultura</title>
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		<title>“Sulphur”: identità, radici, tradizioni. L’intervista all’autore Cesare Carpenito</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/sulphur-identita-radici-tradizioni-lintervista-allautore-cesare-carpenito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 18:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Irpina]]></category>
		<category><![CDATA[Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[miniera di zolfo]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[tufo]]></category>
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					<description><![CDATA[“Sulphur” è l’opera prima del giovane irpino Cesare Carpenito, è un romanzo di formazione, una miscela esplosiva di storia, mistero, folklore, leggende dal sapore mitico e popolare]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>“Sulphur”</strong> è <strong>l’opera prima del giovane irpino Cesare Carpenito</strong>, è un <strong>romanzo di formazione</strong>, una miscela esplosiva di storia, mistero, folklore, leggende dal sapore mitico e popolare che <strong>celebra l’identità e l’attaccamento alle radici</strong> attraverso un’originale ed avvincente trama che si sviluppa in prosa e poesia.</p>



<p>Lo scenario, lo sfondo “paesano”, il <em>“Borgo”</em>, il <em>“Palazzo”</em>, la <em>“Piazza”</em>, il <em>“Mulino”</em>, la <em>“Miniera”</em>, <em>“cuore pulsante” </em>del romanzo, il <em>“cerzone”</em>, lo <em>Stretto di Barba,</em> ricreano <strong>l’immaginario tipico dei paesini dell’Irpinia</strong> con le sue tradizioni popolari. Viene rievocata anche la <strong>festa della Madonna dell’Annunziata</strong>, patrona del comune di&nbsp;Prata di Principato Ultra, col popolare rito del <strong>Volo degli Angeli</strong>, ed immancabili i <em>“cunti dei vecchi antichi”</em>.</p>



<p>L’eclettico autore <a href="https://www.giornaledellirpinia.it/altavilla-irpina-sabato-2-ottobre-alle-ore-16-presso-le-miniere-di-zolfo-presentazione-di-sulphur-romanzo-di-cesare-carpenito/">Cesare Carpenito</a> che invita a <strong>riscoprire le radici</strong>, a coltivare la nostra <strong>memoria collettiva</strong> e ad apprezzare la nostra <strong>storia</strong>, si racconta al “Giornale dell’Irpinia”.</p>



<p></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Come mai hai scelto come titolo “Sulphur”? E il quadro in copertina?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Il titolo nasce dal profondo <strong>legame</strong> <strong>che lega i protagonisti alla loro terra</strong> e, in particolare, alla <strong>miniera di zolfo</strong>, che incarna il cuore pulsante di Borgo San Michele. Sfogliando le pagine del romanzo, ci si renderà conto di come la miniera, lo zolfo, rappresentino la <strong>metafora di un percorso interiore</strong> che i due protagonisti saranno chiamati ad assolvere.&#8221;</em></p>



<p>&#8220;<em>Il quadro di copertina è un lavoro di mia sorella <strong>Iris Carpenito</strong>, <strong>“Tramonti”</strong>: lo abbiamo scelto in quanto ben richiama gli scenari che fanno da sfondo alla trama e, soprattutto, il <strong>mito della Ripa Favella</strong>&#8220;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>“Sulphur” ricostruisce la storia personale di due ragazzi, ma anche il tessuto socio-economico e storico: un viaggio nell’Irpinia di un tempo, un viaggio dentro se stessi e i propri demoni?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Sicuramente il sostrato socio-culturale gioca un ruolo fondamentale, ma, come ben messo in luce dalla domanda, i <strong>veri protagonisti sono Enea e Ninetto</strong>, costretti a fare i conti con un <strong>destino inesorabile</strong>: si ritroveranno vittime inconsapevoli di <strong>una colpa</strong> che viene da lontano e dovranno diventare uomini troppo presto&#8221;.</em></p>



<p><strong>La miniera a ridosso del fiume Sabato, vera ricchezza di Tufo e Altavilla Irpina, fa da sfondo al romanzo, ne scandisce i ritmi, ma è affiancata anche dalla natura, dalle feste patronali, dalla banda, dai fuochi d’artificio, dalla leggenda della Ripa Favella. Quanto i racconti dei tuoi nonni e le tue radici hanno inciso sulla trama?</strong></p>



<p>&#8220;<em>L’apporto del nostro <strong>patrimonio culturale locale</strong> è stato fondamentale: non a caso ho deciso di dedicare Sulphur ai miei <strong>nonni</strong>. Tutti dovremmo portarci dentro <strong>il ricordo di ciò che siamo stati</strong>, per essere maggiormente consapevoli del nostro presente.</em>&#8220;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="400" height="509" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito-miniera-1.jpg" alt="“Sulphur”: identità, radici, tradizioni. L’intervista all’autore Cesare Carpenito" class="wp-image-95310" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito-miniera-1.jpg 400w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito-miniera-1-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p><strong>Ogni capitolo è preceduto da una poesia: emozioni, sentimenti, valori, musicalità, che calano il lettore nell’“atmosfera” della narrazione che va a dipanarsi. Perché hai scelto questo tipo di stile espressivo?</strong></p>



<p>&#8220;<em>Si tratta di una scelta abbastanza ardita nell’attuale panorama narrativo ed editoriale, ma, trattandosi del mio primo romanzo, ho voluto plasmarlo sul mio sentire più profondo e sincero. La <strong>poesia</strong>, ai miei occhi, resta <strong>un’impareggiabile chiave di lettura del mondo e del nostro essere</strong>.</em>&#8220;</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>In Sulphur affronti anche la questione delle donne nei paesini del Sud, assoggettate al volere di una mentalità e società maschilista: Annina la sartina, madre di Enea; Vesna, la zia di Ninetto; donna Annunziata, la madre di Fortuna, e come tutti i personaggi devono fare i conti con la colpa ed il destino. Come si intrecciano questi elementi e qual è il ruolo del destino?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Le <strong>donne</strong> diventano le vere <strong>figure cardine</strong> <strong>della storia</strong>, dimostrando una forza che le porta a superare le angherie di una <strong>società maschilista e patriarcale</strong>. Riflettere sulla condizione della donna della nostra terra del secolo scorso può condurci ad uno sguardo più complessivo riguardo alle attuali problematiche connesse alla dimensione femminile, sia in Italia che all’estero. Piuttosto che sconvolgerci vanamente, dovremmo comprendere dove e in cosa i rigurgiti della nostra mentalità contribuiscano al perpetrarsi di determinate drammatiche dinamiche&#8221;.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="400" height="500" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito..jpg" alt="" class="wp-image-95301" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito..jpg 400w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito.-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Quanto il legame con le proprie radici e le tradizioni popolari incidono sullo sviluppo e sul destino di un ragazzo, sulle nostre identità?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Fino a qualche decennio fa tale influsso era fortissimo: ognuno aveva una propria identità legata a filo doppio con un’identità territoriale e culturale specifica. Come brillantemente profetizzato da <strong>Pasolini</strong> nei suoi <strong>“Scritti Corsari”</strong>, tuttavia, <strong>il passaggio</strong> dalla civiltà contadina <strong>ad una civiltà industriale</strong> e, ad oggi, <strong>globalizzata</strong>, ha reso sempre più effimero tale influsso, tanto da <strong>sterilizzare fatalmente le nostre identità locali</strong>. Ovviamente, a mio avviso, ciò non è un bene…</em>&#8220;</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Tanti sono i riferimenti letterari: Pavese, Marquez, Montale, Verga, Manzoni,&nbsp; Lee Masters, l’Ulysses di Joyce con il flusso di coscienza, ma anche gli studi Lombroso. La formazione gioca un ruolo preponderante nella costruzione della propria personalità e visione di vita o influisce più l’ambiente in cui si cresce?</strong></h5>



<p>&#8220;<strong><em>Formazione e ambiente contribuiscono, influenzandosi vicendevolmente, alla costruzione della nostra personalità</em></strong><em>: basta rifarsi alla “Ecological systems theory” del Bronfenbrenner per rendersi conto di quanto inscindibili siano questi due fattori nella nostra crescita individuale&#8221;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>“Sulphur” ti ha portato al Salone del Libro di Torino, sei in lizza per il Premio Letterario Massarosa, sei stato ospite di RTL, di tante altre webradio ed eventi, ma per te la scrittura cosa rappresenta?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>I riconoscimenti che stanno accompagnando il mio romanzo sono sicuramente una <strong>bella soddisfazione</strong>: è innegabile che, nel momento in cui si pubblichi, si speri sempre di intercettare il favore del pubblico e della critica. Tuttavia, prima di ciò <strong>c’è un momento estremamente intimo</strong>: quello della scrittura vera e propria. Un momento di <strong>riflessione</strong> e <strong>autoanalisi</strong>, spesso anche molto forte, necessario a far emergere una storia e il sistema valoriale alla base di essa. <strong>Senza un messaggio</strong>, infatti, <strong>un romanzo è una scatola di parole vuota</strong>&#8220;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Su Instagram ti diletti pubblicando haiku, una particolare forma di poesia di origine giapponese. Come nasce questa tua passione?</strong></h5>



<p>&#8220;<em>Ho scoperto da qualche anno il genere dell’<strong>haiku</strong>. Mi ha profondamente colpito la cura necessaria alla trasmissione di un’immagine e di <strong>un’emozione attraverso poche sillabe, racchiuse in tre versi</strong>. Fondamentale, inoltre, è il legame con la <strong>natura</strong> e lo scorrere delle stagioni, quale metafora della nostra esistenza. Scrivere un haiku significa affrontare un <strong>viaggio interiore</strong> ed esplicarlo alla luce del mondo che ci circonda e nel quale non possiamo che essere calati totalmente&#8221;.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="400" height="594" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito...jpg" alt="" class="wp-image-95303" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito...jpg 400w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2021/12/Sulphur-Cesare-Carpenito..-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Perché acquistare e leggere “Sulphur”?</strong></h5>



<p><em>“<strong>Sulphur</strong>” (Edizioni Il Papavero) ci invita a una <strong>riflessione sulle nostre origini</strong>, ma, al contempo, <strong>ci porta a fare i conti con alcuni dei cardini della nostra società</strong> e, conseguentemente, <strong>della nostra vita</strong>, a livello atavico: le radici, la genitorialità, la sessualità, la violenza. L’ingenuità spezzata dei due protagonisti è specchio di una crescita necessaria per ognuno di noi, una crescita che ci costringe ad abbandonare la dimensione utopica dell’infanzia per accettare i canoni di una maturità spesso crudele. Sotto il profilo stilistico, si tratta di un’occasione per confrontarsi con una <strong>sintesi di poesia e prosa</strong>, in <strong>un percorso umano e letterario</strong> <strong>che ci condurrà a una nuova consapevolezza, pagina dopo pagina</strong>&#8220;.</em></p>



<p><strong>Giovanna Di Troia</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fantastiche Visioni: la mostra sui bozzetti di Fellini a Roma</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/fantastiche-visioni-la-mostra-sui-bozzetti-di-fellini-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 15:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[federico Fellini]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[“Fantastiche Visioni” è la mostra tra sogno e realtà, dedicata ad un inedito Federico Fellini, allestita presso la Galleria Ars Perpetua, aperta al pubblico gratuitamente da oggi 21 aprile, in occasione del Natale di Roma che festeggia i 2.771 anni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Fantastiche Visioni” è la mostra tra sogno e realtà, dedicata ad un inedito Federico Fellini, allestita presso la <strong>Galleria Ars Perpetua</strong>, aperta al pubblico gratuitamente <strong>da oggi 21 aprile</strong>, in occasione del Natale di Roma che festeggia i 2.771 anni.</p>
<p>Sono esposti ben <strong>41 disegni</strong> originali, molti inediti, del Premio Oscar e maestro della cinematografia e autore della “Dolce Vita”, che affidava al suo truccatore storico, <strong>Rino Carboni </strong>che ha collaborato tra gli altri anche con Sergio Leone.</p>
<p>Questi bozzetti disegnati dal pugno del grande regista riminese, erano i modelli per realizzare il <strong>make up</strong> e gli <strong>effetti speciali</strong> ai personaggi dei suoi film. La maestria truccatrice di Rino Carbone permetteva ai bozzetti di di prendere vita, dando volto ai personaggi dei sogni e delle “visioni” nella mente del regista.</p>
<p>È nel 1968 che Carboni lavora per la prima volta con Fellini per <em>“Tre passi nel delirio, l’episodio Toby Dammit”</em> realizza gli effetti speciali, tra i quali la testa mozzata di Terence Stamp. Ha dato il suo contributo anche a film come <em>Fellini Satyricon</em>, <em>I Clowns</em>, <em>Roma, Amarcord,</em> <em>Il Casanova di&nbsp; Federico Fellini</em>, <em>Prova d’orchestra</em>, <em>La città delle donne</em>,&nbsp;<em>E la nave va</em>, <em>Ginger e Fred</em>.</p>
<p>Tra i disegni c’è il personaggio di <strong>Katzone</strong> del film “La città delle donne” personificato da Ettore Manni, la <strong>Gradisca</strong> di Amarcord che è interpretata dalla cantante e attrice francese Magali Noël e c’è anche <strong>Roberto Benigni</strong>&nbsp;per un film successivo in cui avrebbe dovuto&nbsp;interpretare Pinocchio, ma che non è stato mai realizzato. Anni&nbsp;dopo è stato lo stesso Benigni&nbsp;a dirigere&nbsp;e ad interpretare il film &#8220;Pinocchio&#8221; dichiarando che il progetto aveva avuto inizio proprio con Fellini.</p>
<p>https://www.instagram.com/p/Bhm0cMWlNn-/?taken-by=arsperpetuagallery</p>
<p>https://www.instagram.com/p/BhpJEtyFkTm/?taken-by=arsperpetuagallery</p>
<p>https://www.instagram.com/p/BhowktAl1fj/?taken-by=arsperpetuagallery</p>
<p>Ed oggi è Adriano, il figlio di Rino Carboni, che si recava sin da piccolo sui set e dietro le quinte dei film di Federico Fellini insieme al padre, che ha deciso di rendere pubblici i disegni di Fellini gelosamente e lungamente conservati e che mostrano il processo creativo della realizzazione di grandi film felliniani, rendendo possibile la mostra che condensa arte, cinematografia, cultura, <strong>&#8220;Fantastiche Visioni&#8221;</strong> alla Galleria Ars Perpetua in via dei Coronari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La settimana dei Musei su Twitter: #MuseumWeek</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/la-settimana-dei-musei-su-twitter-museumweek/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 13:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#MuseumWeek]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Parte oggi fino a domenica 30 marzo 2014, per la prima volta su Twitter,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Parte oggi fino a domenica 30 marzo 2014, per la prima volta su Twitter, <b>la settimana dei musei</b> con l’hashtag <b>#MuseumWeek</b>.</p>
<p>L’arte si fa social, avvicinando le istituzioni e il mondo della cultura a follower e agli internauti, alimentando una conversazione ad ampio raggio che va a costruire una vasta community. L’arte e la bellezza, l’antico e il moderno si fondono nel digitale, con il solo scopo di coinvolgere e far interagire il più vasto pubblico possibile, creando una comunicazione a tutto tondo, cercando anche di capire dal pubblico stesso come migliorare i servizi di fruizione dell’arte, e per migliorare allestimenti, mostre, cataloghi, in base alle loro esigenze.</p>
<p>Ma come si articolerà la “Museum Week”? Ogni giorno per l’intera settimana sarà dedicato ad un tema specifico, anche se per tenersi aggiornati sull’intera conversazione occorre seguire sempre l’hashtag #MuseumWeek. Oggi si ci focalizza su cosa succede nei musei quando sono chiusi al pubblico <i>#DayInTheLife</i>, domani si potrà mettere alla prova la propria conoscenza attraverso quesiti ed indovinelli <i>#MuseumMastermind</i>, mercoledì si potranno raccontare i propri ricordi sui vari luoghi d’arte visitati e i musei preferiti <i>#MuseumMemories</i>, giovedì si potranno scoprire i segreti dei musei con <i>#BehindTheArt,</i> venerdì largo spazio alle domande più disparate da fare agli esperti con <i>#AskTheCurator</i>, sabato selfie con le opere d’arte a tutto spiano <i>#MuseumSelfies</i> e si chiude domenica all’insegna della creatività con <i>#GetCreative</i>.</p>
<p>Tra le tante adesioni, anche il <b>Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo</b> partecipa alla settimana dei Musei su Twitter, con l’account istituzionale @Mi_BACT. Per visionare la lista completa dei <b>Musei italiani ed europei</b> che partecipano all’iniziativa cliccare sul seguente link <a href="https://discover.twitter.com/arts/museumweek">discover.twitter.com/arts/museumweek</a>.<a href="https://discover.twitter.com/arts/museum-week/museumweek-italia"><br />
</a></p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornate FAI di Primavera: un weekend alla scoperta della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/giornate-fai-di-primavera-un-weekend-alla-scoperta-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 11:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Sabato 22 e domenica 23 ritornano le Giornate FAI di Primavera. Oltre 750 saranno...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b>Sabato 22 e domenica 23</b> ritornano <b>le Giornate FAI di Primavera</b>. <b>Oltre 750 saranno i luoghi di arte e cultura</b> in tutta Italia che il Fondo Ambiente Italiano apre per questa <b>ventiduesima edizione</b>. E ben 120, tra cui molte straordinarie aperture, racconteranno la storia <b>del poliedrico imperatore Augusto </b>nel secondo millenario dalla sua morte. Infatti, proprio all’imperatore Augusto è dedicata questa nuova edizione delle Giornate FAI di Primavera.</p>
<p>Da nord a sud della penisola tanti i musei, le aree archeologiche, i castelli, le chiese, le biblioteche, i parchi nazionali, i giardini che resteranno aperti per cercare di far conoscere e soprattutto valorizzare <b>il</b> <b>prezioso patrimonio artistico, culturale, storico e ambientale dell’Italia.</b></p>
<p>In provincia di Avellino domina l’Alta Irpinia. A <b>Sant’Angelo dei Lombardi</b> si può visitare il <b>Castello e Museo Storico</b> che risale alla prima metà del X secolo, la <b>Cattedrale</b> dell’XI secolo e <b>l’Abbazia Benedettina di San Guglielmo al Goleto</b> che è considerata una delle più importanti opere architettoniche del Meridione. A <b>Bisaccia</b> il <b>Castello ducale</b> con annesso <b>Museo Civico Archeologico</b> che è ubicato in quella area del castello in cui una volta c’erano le scuderie. Ad <b>Avellino,</b> <a href="https://www.giornaledellirpinia.it/domani-10-gennaio-linaugurazione-del-museo-civico-a-villa-amendola/">il <b>Museo Civico di Villa Amendola</b></a> resterà aperto domenica 23 marzo dalle 16:30 alle 19:30.</p>
<p>Spostandosi sul beneventano è possibile accedere alla <b>Torre Normanna</b> di <b>Telese</b> <b>Terme</b> e al <b>Castello medievale</b> di <b>Ceppaloni</b>.</p>
<p>Nel casertano invece fa da protagonista <b>Maddaloni</b> con le sue chiese e confraternite: <b>Chiesa Santa Maria Assunta con annessa Congrega De Commendatis</b>, <b>Chiesa Santa Maria</b>, <b>Congrega della Concezione</b>, <b>Congrega di San Giovanni Battista</b>, <b>Convento dei Carmelitani</b>, <b>Chiesa dell’Annunziata</b> e <b>Congrega del Soccorso</b>, ed infine il <b>Convitto nazionale “G. Bruno” e la Chiesa di San Francesco</b>. Mentre nell’alto casertano si può fare un tuffo nel verde all’insegna della natura e del territorio con <b>l’Oasi Ferarrelle FAI </b>di <b>Riardo</b>, e scoprire all’interno di essa una casa rurale che risale all’ottocento.</p>
<p>Per chi ama l’aria aperta sono previste anche nel salernitano <b>tre escursioni</b>: da Ottati <b>alla Grotta Santuario di San Michele Arcangelo a Sant’Angelo a Fasanella </b>e a<b> Minori, </b>sostando per<b> Villa Amena, </b>fino alla <b>Villa Marittima Romana, </b>e queste ultime restano aperte e sono visitabili da tutti i turisti e i curiosi, al di là del percorso previsto dalle escursioni. A <b>Salerno</b> ci saranno visite guidate al <b>Museo Archeologico Provinciale</b> e un <b>concerto della famiglia Gibboni nella Chiesa di San Michele</b>.</p>
<p>Spostandosi nell’area delle province di Napoli, a <b>Massa Lubrense</b> oltre al <b>Convento delle Immacolatine e la Chiesa del SS. Rosario</b>, per gli amanti del trekking e non solo, escursioni e visite guidate nella <b>Baia di Ieranto</b>. Mentre <b>Napoli</b> fa bella mostra di sé aprendo uno dei primi palazzi costruito alla Riviera di Chiaia, <b>l’Appartamento storico di Palazzo Ischitella, </b>uno degli esempi principali del neoclassicismo, <b>Villa Rosebery</b>, <b>Villa Lucia</b> con l’annesso magnifico parco sul golfo, <b>l’Archivio di Stato</b> nato nel periodo napoleonico. Ma ancora il <b>Complesso Monumentale di Carminiello</b> <b>ai Mannesi</b>, <b>il Complesso di Santa Caterina da Siena</b>, sede dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, <b>la Chiesa dei SS. Apostoli</b>, magnifico esempio di barocco, <b>Palazzo Marigliano</b> e la <b>Stazione Zoologica Anton Dohrn</b>. A <b>Pollena Trocchia</b> sono possibile visite guidate a <b>Villa Cappelli</b> e al <b>Castello di Santa Caterina</b>, a cui si va ad aggiungere la passeggiata naturalistica sul <b>Monte Somma</b>. A <b>Pozzuoli</b> resteranno aperti <b>l’Anfiteatro Flavio</b> e lo <b>Stadio</b> <b>Antonio Pio</b>, mentre a <b>Torre del Greco</b> si può visitare <b>Villa delle Ginestre</b> che ospitò Giacomo Leopardi.</p>
<p>L’elenco completo delle aperture straordinarie a cura del FAI sono disponibili sul sito <a href="http://www.giornatefai.it/">www.giornatefai.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La cultura, la bellezza, la politica: Presentazione di “Machina Mundi” &#038; Intervista ad Antimo Cesaro</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/la-cultura-la-bellezza-la-politica-presentazione-di-machina-mundi-intervista-ad-antimo-cesaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 22:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antimo Cesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Federico II]]></category>
		<category><![CDATA[Machina Mundi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Una splendida location in cui si fondono una duplice cultura (una del territorio e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una splendida <i>location</i> in cui si fondono una duplice cultura (una del territorio e delle sue viti e l’altra dei libri) tra una bottiglia di buon vino e libri di cucina, tra i dizionari Garzanti e le ultime novità editoriali, un sabato prenatalizio ad Avellino, un aperitivo innaffiato dall’immancabile vino, tanti i giovani tra i presenti. Questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la presentazione del libro di Antimo Cesaro, deputato e professore universitario, <b>“Machina Mundi. Incursioni simbolico-politiche nell’arte federiciana”, </b>edito FrancoAngeli.</p>
<p>Presso il Calafé Books&amp;Wines di Benito Petrillo, al tavolo dei relatori ad aprire l’incontro è l’<b>onorevole</b> <b>Angelo Antonio D’Agostino </b>che<b> </b>presenta l’autore, con cui sta condividendo un’esperienza politica, a seguire il <b>professore Umberto Petitto</b> che inizia ad entrare nel vivo dell’opera soffermandosi sulla poliedrica figura di <b>Federico II</b>, sovrano illuminato che promuove la cultura e che si rivela essere di grande attualità. A far da eco al Prof. Petitto è il <b>professore Sergio Barile</b>, sottolineando come Federico II sia in realtà un espediente per rivelare che occorre cambiare approccio politico e va poi ad introdurre un ulteriore elemento del libro: la tensione tra <i>machina</i> e <i>mundi</i>, aggiungendo l’importanza delle <i>dicotomie</i> all&#8217;interno dell&#8217;opera. Inoltre il professore Barile si sofferma sulla crisi di modelli fino a quando non si rivela a tutti noi <b>Papa Francesco</b> che ci dice che per imboccare la strada della serenità bisogna allargare lo sguardo. Ad innescare la miccia è <b>Luigi Pedata</b> che pone due quesiti fondamentali: perché la scelta sia ricaduta su Federico II e se è possibile un parallelo con i politici di oggi.</p>
<p>Ad intervenire per ultimo è l’autore del libro <b>Antimo Cesaro </b>con una riflessione tra presente e passato in cui le dicotomie fanno da padrone a partire dal titolo costituito da un ossimoro, quel<b><i>“Machina mundi”</i></b>, il contrasto e la tensione tra l’artificio e la natura. L’intervento scorre velocemente spaziando da <i>“Il Cantico dei Cantici”</i> di San Francesco a <i>“S’i’fossi foco”</i> di Cecco Angiolieri (di nuovo la contrapposizione machina/ mundi) fino a Machiavelli che va <i>“a dialogare con i classici”</i> e a <i>“La Grande Bellezza”</i>, film di Sorrentino, invogliando ad apprezzare, interpretare e migliorare la grande bellezza che ci è stata donata. Poi, come nel libro, attraverso un’ermeneutica interpretativa, Cesaro introduce all’universo federiciano. <b>Federico II</b> è un po’ luciferino, considerato l’Anticristo, sebbene alla morte del padre e successivamente a quella della madre Costanza d’Altavilla, sia stato affidato a Papa Innocenzo III e fu addirittura scomunicato. Federico II crea il primo stato moderno, propone un codice legislativo e la nascita di una cultura, egli stesso era solito leggere almeno qualche pagina ogni giorno. Inoltre introduce nel regno italico le cifre arabe.</p>
<p>Viene sottolineato più volte durante la mattinata che la <b>politica</b> deve avere uno sguardo prospettico, ragionando per decenni ed emerge che l’operato del politico non deve essere solo materialistico e utilitaristico ma umanistico e che <i>“l’Italia ha bisogno di una classe politica degna della sua cultura”</i> come ha affermato lo stesso Cesaro.</p>
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<p><strong>INTERVISTA AD ANTIMO CESARO</strong></p>
<p><i>Tommaso Campanella ricorre molto spesso nella sua produzione, dai primi scritti (“Tommaso Campanella. Aforismi Politici”, “Tommaso Campanella. De Politica”), fino al penultimo libro,“Tommaso Campanella. La Repubblica delle Bananab” che risale al 2011. Cosa l’affascina di questo filosofo?</i></p>
<p><b>Mi piacciono i pensatori e gli autori un po’ eretici perché solo chi è folle può cambiare veramente il mondo, con la loro visione e il loro pensiero divergente. Spesso pagano anche con la vita, ma sono pietre miliari, citando Steve Jobs <i>“I pioli rotondi nei fori quadrati”.</i></b></p>
<p><i>“La Repubblica di Bananab” è vincitore della Sezione “Giancarlo Siani”del Premio Com&amp;te</i>. <i>Cosa pensa a proposito della legalità?</i></p>
<p><b>La legalità penso sia espressione di una riforma culturale e non un atteggiamento dello Stato repressivo. Occorrerebbe un recupero della legalità a partire dalla scuola. É auspicabile un’educazione alla legalità, dovrebbe essere un modo d’essere, una mentalità e mai imposta.</b></p>
<p><i>Come vede il futuro degli Atenei del Sud alla luce dell’ultimo incontro del ministro Carrozza coi rappresentanti del Consiglio degli Studenti e i Rettori degli Atenei del Sud?</i></p>
<p><b>Gli Atenei del Sud hanno un futuro per la creatività e la genialità dei giovani. Occorre indubbiamente una perequazione delle risorse tra tutti gli Atenei d’Italia, con una straordinaria attenzione al Mezzogiorno. Questa perequazione delle risorse deve andare a confluire da un lato nella ricerca industriale e dall’altro nella valorizzazione dei percorsi umanistici e storico-artistici, anche in chiave turistica.</b></p>
<p><i>Dal 2007 è Presidente del Centro di Ricerca sull’Ermenueutica Simbolica dell’Opera d’arte. Ce ne parli brevemente.</i></p>
<p><b>Il C.R.E.S.O. è stato creato con i giovani per riscoprire e guardare in maniera pluriversa il nostro patrimonio storico-artistico. Un bene culturale diviene volano per lo sviluppo del territorio. La sede principale è situata a Napoli, ma è presente anche una sede a Capua. Ed è</b><b> pensabile anche una presenza in Irpinia perché merita un’attenzione che fino ad ora non c’è stata.</b></p>
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<p>Giovanna Di Troia</p>
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