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		<title>Fantastiche Visioni: la mostra sui bozzetti di Fellini a Roma</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/fantastiche-visioni-la-mostra-sui-bozzetti-di-fellini-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 15:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[federico Fellini]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[“Fantastiche Visioni” è la mostra tra sogno e realtà, dedicata ad un inedito Federico Fellini, allestita presso la Galleria Ars Perpetua, aperta al pubblico gratuitamente da oggi 21 aprile, in occasione del Natale di Roma che festeggia i 2.771 anni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Fantastiche Visioni” è la mostra tra sogno e realtà, dedicata ad un inedito Federico Fellini, allestita presso la <strong>Galleria Ars Perpetua</strong>, aperta al pubblico gratuitamente <strong>da oggi 21 aprile</strong>, in occasione del Natale di Roma che festeggia i 2.771 anni.</p>
<p>Sono esposti ben <strong>41 disegni</strong> originali, molti inediti, del Premio Oscar e maestro della cinematografia e autore della “Dolce Vita”, che affidava al suo truccatore storico, <strong>Rino Carboni </strong>che ha collaborato tra gli altri anche con Sergio Leone.</p>
<p>Questi bozzetti disegnati dal pugno del grande regista riminese, erano i modelli per realizzare il <strong>make up</strong> e gli <strong>effetti speciali</strong> ai personaggi dei suoi film. La maestria truccatrice di Rino Carbone permetteva ai bozzetti di di prendere vita, dando volto ai personaggi dei sogni e delle “visioni” nella mente del regista.</p>
<p>È nel 1968 che Carboni lavora per la prima volta con Fellini per <em>“Tre passi nel delirio, l’episodio Toby Dammit”</em> realizza gli effetti speciali, tra i quali la testa mozzata di Terence Stamp. Ha dato il suo contributo anche a film come <em>Fellini Satyricon</em>, <em>I Clowns</em>, <em>Roma, Amarcord,</em> <em>Il Casanova di&nbsp; Federico Fellini</em>, <em>Prova d’orchestra</em>, <em>La città delle donne</em>,&nbsp;<em>E la nave va</em>, <em>Ginger e Fred</em>.</p>
<p>Tra i disegni c’è il personaggio di <strong>Katzone</strong> del film “La città delle donne” personificato da Ettore Manni, la <strong>Gradisca</strong> di Amarcord che è interpretata dalla cantante e attrice francese Magali Noël e c’è anche <strong>Roberto Benigni</strong>&nbsp;per un film successivo in cui avrebbe dovuto&nbsp;interpretare Pinocchio, ma che non è stato mai realizzato. Anni&nbsp;dopo è stato lo stesso Benigni&nbsp;a dirigere&nbsp;e ad interpretare il film &#8220;Pinocchio&#8221; dichiarando che il progetto aveva avuto inizio proprio con Fellini.</p>
<p>https://www.instagram.com/p/Bhm0cMWlNn-/?taken-by=arsperpetuagallery</p>
<p>https://www.instagram.com/p/BhpJEtyFkTm/?taken-by=arsperpetuagallery</p>
<p>https://www.instagram.com/p/BhowktAl1fj/?taken-by=arsperpetuagallery</p>
<p>Ed oggi è Adriano, il figlio di Rino Carboni, che si recava sin da piccolo sui set e dietro le quinte dei film di Federico Fellini insieme al padre, che ha deciso di rendere pubblici i disegni di Fellini gelosamente e lungamente conservati e che mostrano il processo creativo della realizzazione di grandi film felliniani, rendendo possibile la mostra che condensa arte, cinematografia, cultura, <strong>&#8220;Fantastiche Visioni&#8221;</strong> alla Galleria Ars Perpetua in via dei Coronari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
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		<title>Leonardo da Vinci al Museo di Pietrarsa</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/leonardo-da-vinci-al-museo-di-pietrarsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 15:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[EXPO 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie dello Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Uomo Vitruviano, uno dei disegni più famosi di Leonardo da Vinci, indica la centralità dell’uomo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Uomo Vitruviano, uno dei disegni più famosi di Leonardo da Vinci, indica la centralità dell’uomo che con le sue perfette proporzioni, coincide nelle due figure geometriche considerate perfette: il quadrato e il cerchio. Oltre sulla moneta da un euro è possibile ammirarlo nella sua totale bellezza a Napoli, all’interno del Centro Direzionale o al <a href="http://www.museodipietrarsa.it/">Museo di Pietrarsa</a> nella mostra dedicata al genio rinascimentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Leonardo da Vinci, il Genio del Bene”</strong> è la mostra–spettacolo in cui una guida in costume d’epoca accompagna i visitatori alla scoperta del mondo, dei segreti, della genialità, della vita e delle macchine di Leonardo da Vinci realizzate e riprodotte in scala ed alcune a grandezza naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è ospitata nel <strong>Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa</strong>, fondato nel lontano 1839 da Ferdinando II di Borbone come officina di riparazione all’istituzione della linea Napoli-Portici, prima ferrovia in Italia. E nel 1989 le Ferrovie dello Stato hanno avviato il museo che racconta 170 anni di storia della Ferrovia: locomotive a vapore, elettriche, a diesel, i preziosi interni dell’ex Treno Reale, la locomotiva Bayard che inaugurò la tratta, antiche rotaie, divise ferroviarie e utensili delle antiche officine.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/Foto4_Pietrarsa_G.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-21754" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/Foto4_Pietrarsa_G-300x223.jpg" alt="Museo Pietrarsa " width="300" height="223" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/Foto4_Pietrarsa_G-300x223.jpg 300w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/Foto4_Pietrarsa_G.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fino al 31 maggio 2015</strong> è possibile azionare e interagire in prima persone con le macchine di Leonardo da Vinci che fu un grande artista e un acuto scienziato, eccelleva in ogni campo di studio che intraprendeva: anatomia del corpo umano, meccanica, geologia, botanica, zoologia che hanno un eco nei suoi dipinti.<br />
Cinquanta riproduzioni di modelli in legno e metallo delle macchine del grande genio per altrettanti leggii. Un viaggio tra le grandi invenzioni della scienza e della tecnica moderna: il ponte mobile, il precursore del pedalò, la cloclea, l’aliante, il carrello mobile per stampare sullo stesso foglio più caratteri, il volano che viene applicato all’orologio, la meridiana che si basa sulla posizione del sole. Interessante la camera degli specchi per i suoi studi di prospettiva e per leggere i suoi scritti in cui la scrittura andava da destra a sinistra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/mostra.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-21755" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/mostra-300x232.jpg" alt="Leonardo da Vinci_Museo Pietrarsa" width="300" height="232" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/mostra-300x232.jpg 300w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/04/mostra.jpg 765w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono presenti anche riproduzioni di suoi <strong>famosi quadri</strong> come “Annunciazione”, “Vergine delle Rocce”, “Dama con l’ermellino”, “Monna Lisa del Giocondo”, nota come “La Gioconda”, “L’ultima cena” ed altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, in vista dell’Expo 2015, sarà allestita una mostra in onore al genio di tutti i tempi che dimorò alla corte degli Sforza per venti anni, e si aprirà non a caso il 15 aprile, giorno in cui ricorre la sua nascita, e sarà visitabile fino al 19 luglio, a Palazzo Reale di Milano: <strong>“Leonardo da Vinci: 1452- 1519”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
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		<item>
		<title>Eduardo De Filippo in mostra a Napoli</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/eduardo-de-filippo-in-mostra-a-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 12:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[caffè napoletano]]></category>
		<category><![CDATA[Castel dell'Ovo]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo de Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[immaginario collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Molino]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro San Ferdinando]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; C’è tempo fino a lunedi 2 febbraio per ammirare la mostra, ad ingresso gratuito,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">C’è tempo fino a <strong>lunedi 2 febbraio</strong> per ammirare la mostra, ad ingresso gratuito, dedicata ad <strong>Eduardo De Filippo</strong> nella Sala delle Terrazze nella splendida cornice di <strong>Castel dell’Ovo</strong> a <strong>Napoli</strong>. Una <strong>mostra</strong> firmata dal <strong>pittore Luciano Molino </strong>e a cura dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e della <a href="https://www.giornaledellirpinia.it/larchivio-di-eduardo-de-filippo-va-ad-arricchire-la-biblioteca-nazionale-di-napoli/">Fondazione De Filippo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo i graffiti dello street artist italo-olandese Jorit Agoch che immortalano la profondità del volto di Eduardo sulle saracinesche del Teatro San Ferdinando, la mostra è la prima tappa dell’esposizione di Molino, e si pone a conclusione del vasto calendario di eventi organizzati per celebrare il genio napoletano, uno dei più grandi drammaturghi del Novecento, <strong>a trent’anni dalla sua scomparsa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Street-artist.-Teatro-San-Ferdinando.-Eduardo-De-Filippo.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19415 aligncenter" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Street-artist.-Teatro-San-Ferdinando.-Eduardo-De-Filippo-300x138.jpg" alt="Street art. Teatro San Ferdinando. Eduardo De Filippo" width="300" height="138" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Street-artist.-Teatro-San-Ferdinando.-Eduardo-De-Filippo-300x138.jpg 300w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Street-artist.-Teatro-San-Ferdinando.-Eduardo-De-Filippo.jpg 657w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra <strong>“Eduardo filosofo di Napoli”</strong>, attraverso l’uso di diverse tecniche pittoriche, coglie ed esamina il volto di Eduardo, raccontandoci attraverso la sua espressività le pieghe più recondite del suo animo, facendo emergere i suoi pensieri, le perplessità, gli stati d’animo. Così il pittore Luciano Molino ci restituisce un “ritratto” unico del grande ed immortale Eduardo, condensando tutte le sue sfaccettature: un Eduardo <strong>politico, moralista e filosofo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Eduardo-De-Filippo-disegnato-da-Luciano-Molino.-Castel-dellOvo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19416" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Eduardo-De-Filippo-disegnato-da-Luciano-Molino.-Castel-dellOvo.jpg" alt="Eduardo De Filippo disegnato da Luciano Molino. Castel dell'Ovo. Napoli" width="290" height="293" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Eduardo-De-Filippo-disegnato-da-Luciano-Molino.-Castel-dellOvo.jpg 290w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Eduardo-De-Filippo-disegnato-da-Luciano-Molino.-Castel-dellOvo-70x70.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eduardo De Filippo</strong> ha saputo dar voce alla sua Napoli, e nello stesso tempo attingere l’ispirazione proprio dalla sua città, facendo suoi e riproponendo nei copioni e sulla scena il dialetto, le storie, i caratteri, creando quel giusto ed inconfondibile mix partenopeo che lo incorona drammaturgo d’eccellenza del Novecento, oltre ad essere considerato da sempre uno dei più grandi geni della drammaturgia. D’altronde sosteneva:<em>“Non c’è che uno scrigno, un forziere a cui attingere a piene mani ed è la vita stessa, ma accanto alla vita deve esserci sempre un vaglio lucente, un setaccio d’oro che filtra la realtà e la trasforma in teatro: la fantasia”. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Come dimenticare <strong>“Napoli Milionaria” </strong>in cui racconta il dramma della seconda guerra mondiale, più sentita da tutti e ben diversa dalla prima vissuta solo al fronte. Nella commedia da lui scritta e diretta, dipinge proprio il crollo di un sistema di riferimento e di tutte quelle certezze che sono sparite con la fine del regime ed ancora la necessità che la famiglia ritorni alla sua struttura tradizionale. Molto forte è il parallelismo tra Rituccia, la figlia malata di <strong>Gennaro Jovine</strong>, reduce della guerra, con l’Italia e Napoli, un paese ed una città corrotti perché si è lacerato il tessuto sociale, erano spariti quei valori e quei sentimenti, compresa la solidarietà, che li avevano contraddistinti prima, ma dopotutto c’è una visione rosea del futuro:<em>“Ama’, nun saccio pecché, ma chella criatura ca sta llà dinto me fa penza o paese nuosto”…</em><em>“S’ha da aspettà, Ama’.</em><em>Adda passà ‘a nuttata”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E che Natale sarebbe senza l’immancabile <strong>“Natale in Casa Cupiello”</strong> e il tragicomico <strong>Luca Cupiello</strong> con suo amore maniacale per il presepe e l’ossessiva frase <em>“Te piace’o presebbio?”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>“Questi fantasmi!”</strong> invece, Eduardo impersona <strong>Pasquale Lojacono</strong> e resta indelebile la famosa scena del caffè e della sua dettagliata preparazione: <em>“la poesia della vita”</em>. É seduto fuori al balcone per sorseggiare beatamente un caffè fatto rigorosamente con la macchinetta napoletana e parla con il vicino e gli spiega l’arte del caffè partenopeo, con il caratteristico <em>“coppitello di carta”</em> sul <em>“becco della caffettiera”,</em> con tanto di tostatura, che è la più difficile, <em>“a color manto di monaco”.</em></p>
<p><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Questi-fantasmi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19417 aligncenter" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Questi-fantasmi-300x221.jpg" alt="Questi fantasmi!" width="300" height="221" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Questi-fantasmi-300x221.jpg 300w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2015/01/Questi-fantasmi.jpg 466w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Eduardo recita anche nel film a episodi firmato da Vittorio De Sica: <strong>“L’oro di Napoli”</strong>. Una ricca antologia di “personaggi” napoletani: il “pazzariello” che subisce le angherie del “guappo”, la bella pizzaiola, il nobile con il vizio del gioco, la prostituta con la sua melodrammatica storia ed il <strong>“professore”</strong>, <strong>Don Ersilio Miccio</strong> che è impersonato magistralmente da un Eduardo che “vende la sua saggezza”, dispensando consigli e firma la famosa “ricetta” de <em>“o’ pennacchio”</em> che <em>“può fare una rivoluzione”</em>, da somministrare due volte al giorno, quando il ricco duca della zona, esce e quando rientra a bordo della sua auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso le sue opere Eduardo De Filippo ha un ruolo fondamentale nella costruzione dell’immaginario collettivo conferendo identità ad una comunità, all’interno di un territorio non solo determinato da confini territoriali e fisici, ma soprattutto mentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che ammirare la mostra a Castel dell’Ovo di Molino che pennella sotto una nuova luce questo grande artista napoletano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marc Chagall in mostra a Milano</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/marc-chagall-in-mostra-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 22:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; “Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà, se invece uso la testa...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà, se invece uso la testa sarà molto difficile”</em> soleva ripetere il visionario artista Marc Chagall che andava al di là del reale apparente, rendendo visibili sulle tele i propri sogni e le proprie fantasie.</p>
<p>La mostra <a href="http://www.mostrachagall.it/"><strong>“Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985”</strong></a>, nella splendida cornice di <strong>Palazzo Reale a Milano</strong>, si articola in diverse sezioni cronologiche per ripercorrerne la vita artistica e biografica, partendo dalla sua prima opera <strong>“Le petit Salon”</strong> fino alle ultime opere degli anni ottanta.</p>
<p>I colori accesi e suggestivi, la leggerezza, le atmosfere fiabesche, la bellezza del sogno e dell’amore, lo stupore dinanzi alla natura, i forti legami con le radici russe e la tradizione ebraica, e le influenze delle avanguardie francesi: questi gli ingredienti magici che contraddistinguono <strong>l’arte di Marc Chagall</strong>.</p>
<p><strong>Oltre 220 le opere</strong> di uno degli artisti più importanti del secolo scorso che ha vissuto sulle propria pelle la guerra, il nazismo e l’esilio, esposte nella più grande retrospettiva mai allestita in Italia e che potrà essere ammirata fino al <strong>primo febbraio 2015.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Marc-Chagall.-Gli-amanti-in-blu.-1914.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-15268" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Marc-Chagall.-Gli-amanti-in-blu.-1914-268x300.jpg" alt="Marc Chagall. Gli amanti in blu. 1914" width="147" height="165" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Marc-Chagall.-Gli-amanti-in-blu.-1914-268x300.jpg 268w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Marc-Chagall.-Gli-amanti-in-blu.-1914.jpg 520w" sizes="auto, (max-width: 147px) 100vw, 147px" /></a><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.-Il-compleanno.-JPG.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-15275" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.-Il-compleanno.-JPG-300x240.jpg" alt="Chagall. Il compleanno. " width="208" height="166" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.-Il-compleanno.-JPG-300x240.jpg 300w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.-Il-compleanno.-JPG.jpg 318w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></a><a href="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.Io-e-il-mio-villaggiojpg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-15269" src="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.Io-e-il-mio-villaggiojpg-235x300.jpg" alt="Chagall. Io e il mio villaggio" width="130" height="166" srcset="https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.Io-e-il-mio-villaggiojpg-235x300.jpg 235w, https://www.giornaledellirpinia.it/wp-content/uploads/2014/09/Chagall.Io-e-il-mio-villaggiojpg.jpg 376w" sizes="auto, (max-width: 130px) 100vw, 130px" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L’esposizione sarà affiancata da una serie di <strong>eventi speciali</strong>: il 2 ottobre, in occasione della festa dei nonni sono previste visite guidate per nonni e bambini dai 6 ai 10 anni, mentre il 12 ottobre, in concomitanza con la seconda giornata nazionale delle famiglie al museo (FAMU) è organizzata una caccia al tesoro con indovinelli e enigmi lungo le varie sezioni della mostra. Sono previste anche attività didattiche suddivise per fasce d’età, per scoprire i percorsi clicca <a href="http://www.newyorkmilano.com/service/chagall/visite-guidate-e-didattica/">qui</a>.</p>
<p>Inoltre nel <strong>Museo Diocesano di Milano</strong>, a cura di Paolo Biscottini, è allestita la mostra <a href="http://www.museodiocesano.it/exhibitions/chagall-e-la-bibbia/"><strong>“Chagall e la Bibbia”</strong> </a> dove sono esposte per la prima volta una sessantina di opere e una ventina di <em>gouaches</em> preparatorie, dedicate alla Bibbia e al suo messaggio.</p>
<p>La retrospettiva su Chagall, curata da Claudia Zevi e da Meret Meyer, nipote del celebre artista russo, è promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, Arthemisia Group e GAmm Giunti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanna Di Troia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Salerno la quarta edizione di VinArte</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/a-salerno-la-quarte-edizione-di-vinarte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 13:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[VinArte 2014 per la prima volta, sbarca nell’area ex Salid, presso la Fornace, a Salerno....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>VinArte 2014</b> per la prima volta, sbarca nell’area ex Salid, presso la Fornace, a Salerno. La quarta edizione della kermesse, partita ufficialmente ieri giovedi 27 marzo con l’attesissimo taglio del nastro, si concluderà domenica 30 marzo.</p>
<p>VinArte mescola <b>la passione per il vino</b>, considerato sin dall’antichità il nettare degli dei, nonché bevanda cara a Bacco e decantato da poeti e scrittori, <b>con l’arte e le opere d’arte</b>, risultando un connubio vincente. Le più rinomate <b>cantine</b> presenti sul territorio che partecipano all’evento sono: Albamarina (Famiglia Notaroberto, Centola), Cantine Barone (Rutino), Terra di Vento (di Roberto Nicodemo e Maria Luisa Zottola, Montecorvino Pugliano), Cantine Giuseppe Apicella (Famiglia Apicella, Tramonti). Mentre gli <b>artisti</b> che espongono nella mostra collettiva di arte visiva contemporanea sono: Nadia Miglino (Pittura- Arte figurativa),Pasquale Ciao (Scultura –Legno), Valerio Design (Designer), Piero Mastroberardino (olio su tela), Alessandra Forte (Grafica), Annarita Viscido (ceramica), Alfonso Nappo (Pittura),Teresa Serriello (Pittura), Alfonso Escoffier-Teresa Siano (Designer), Gaetano De Martino (Fotografie ass.MrPhotoclub), Eleonora Di Carlo (Scultura), Paolo Sersente (Ceramica), Simona Proto (Mosaico), Gino Favero (Pannelli in ottone). Sono previste <strong>visite guidate</strong> alle opere esposte a cura dei professionisti dell’Associazione Salerno Attiva Activa.</p>
<p><b>Oggi</b> alle 19.00 è prevista la presentazione del romanzo giallo “Le notti della macumba”, della giornalista e scrittrice salernitana Piera Carlomagno. A seguire, Bernardo Tafuri metterà in scena una rappresentazione del suo teatro sperimentale: &#8220;La Leggenda del Grande Inquisitore&#8221;.</p>
<p><b>Sabato 29 marzo</b> si sarà un seminario che coniuga gastronomia e tecnologia, a cura dell’Istituto Professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di Salerno. Mentre <b>domenica pomeriggio,</b> dopo la presentazione delle singole cantine che hanno partecipato alla manifestazione VinArte 2014, ci sarà il laboratorio di degustazione vini, a cura della Scuola Europea Sommelier, ed infine il Gran Galà di chiusura con consegna di attestati.</p>
<p>L’evento, patrocinato dal Comune di Salerno e dall’Enoteca Provinciale di Salerno, vanta la partecipazione del Museo Città Creativa, della Fondazione Salerno Contemporanea e della Scuola Europea Sommelier, partner istituzionali della manifestazione</p>
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<p>Giovanna Di Troia</p>
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		<title>Al Caffè Letterario di Avellino la mostra “The Colour and the Shape”</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/al-caffe-letterario-di-avellino-la-mostra-the-colour-and-the-shape/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 13:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Caffè Letterario]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Mercoledì 19 marzo apre i battenti la mostra del giovane artista irpino Davide Pallino,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b>Mercoledì 19 marzo</b> apre i battenti la mostra del giovane artista irpino Davide Pallino, in arte Capo d’Oglio.</p>
<p><b>La mostra d’arte digitale “The Colour and the Shape” </b>di Capo d’Oglio sarà visitabile presso <b>il Caffè Letterario di Avellino</b> fino al 2 aprile. I suoi quadri che ricordano le stampe giapponesi, nonchè i manga e le anime giapponesi, sono il risultato di un mix di disegno a mano libera, arte digitale attraverso l’uso di software di grafica e fotografie scattate stesso dall’artista. Le opere una volta ultimate, sono stampate in alta risoluzione su tele di grandi dimensioni, montate su telaio in legno e contrassegnate da un timbro di autenticità. Un mix incredibile che attraverso <span style="line-height: 1.5em;">o</span><span style="line-height: 1.5em;">mbre che si contrappongono a spiragli di luce o a colori dalle tonalità per lo più pastello e </span><span style="line-height: 1.5em;">tratti leggeri</span><span style="line-height: 1.5em;">, crea un effetto suggestivo, surreale e onirico.</span></p>
<p>L’inaugurazione prevista per mercoledi 19 alle ore 19, sarà introdotta da un <i>reading</i> di presentazione curato dall’attrice Grazia D’Arienzo.</p>
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<p>Giovanna Di Troia</p>
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		<title>Mostra Rock! al Pan di Napoli</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/mostra-rock-al-pan-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 11:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Elvis Presley]]></category>
		<category><![CDATA[Lou Reed]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Troisi]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pan]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<category><![CDATA[Uli Jon Roth]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Al Palazzo delle Arti di Napoli dal 22 febbraio al 6 aprile 2014 è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b>Al Palazzo delle Arti di Napoli dal 22 febbraio al 6 aprile 2014</b> è possibile vistare gratuitamente <b>la quarta edizione della mostra internazionale del rock</b>. Nelle precedenti edizioni ha registrato un clamoroso successo in termini di visitatori e di pubblico sia per quanto riguarda gli appuntamenti tematici che gli incontri e gli spettacoli con i grandi della musica internazionale.</p>
<p>La mostra ideata e diretta dai giornalisti e critici musicali <b>Carmine Aymone e Michelangelo Iossa</b>, in collaborazione con tanti partner eccellenti tra i quali l’<i>Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli</i> e il <i>Consolato degli Stati Uniti</i>, il <i>Consolato e l’Ambasciata Britannica</i>, l’<i>Hard Rock Cafè International</i>, è stata presentata in una conferenza stampa tenutasi sabato 22 febbraio, allietata da tanta musica live.</p>
<p>Ben 12 le sezioni per festeggiare il compleanno del rock. Infatti, il tema di questa quarta edizione è <b>“1954-2014:Rock’n’roll Birthday” </b>e va a<b> </b>celebrare <b>i 60 anni</b> dall’uscita del <b>primo singolo di Elvis Presley</b>, “That’s all right, Mama”,ma anche l’incisione della <b>leggendaria Rock Around the Cloch</b> da parte di Bill Haley &amp; his Comets.</p>
<p>Si parte con <b>USA Rocks!</b> che celebra i padri del rock’n’roll. Esclusiva l’area dedicata a <b>Elvis Presley</b>, The King che con il suo carisma ha reso questo genere rivoluzionario. Tra le rarità un cappello che è arrivato da una collezione privata direttamente dagli Stati Uniti ed è esposto perfino il biglietto del suo concerto a Savannah del 28 settembre 1977, che non ha mai avuto luogo per la morte di Elvis avvenuta nel mese precedente dello stesso anno, precisamente il 16 agosto.</p>
<p>Si potrà <b>scoprire la storia del basso elettrico e della radio</b> con apparecchi d’epoca e contemporanei. E per celebrare il 140esimo anniversario della nascita di Guglielmo Marconi, interverrà anche la figlia Elena.</p>
<p>Ma ci sono anche i <b>fumetti</b> a raccontare i grandi miti del rock, oltre <b>video-documenti</b>, <b>le foto</b> della ultradecennale carriera del fotografo del rock, <b>Henry Ruggeri</b>, le grandi copertine della storia del rock del britannico <b>Mark Wilkinson </b>che presenzierà il 15 marzo all’incontro con Fish, voce solista dei Mariollion. Ma è prevista anche la  <b>rivisitazione di copertine di LP</b> <b>di artisti famosi</b> degli anni ’60- ’70, da Lep Zeppelin a Jimi Hendrix, da John Lenon a Bob Dylan fino agli Osanna.</p>
<p>La mostra ricorda anche <b>Lou Reed</b>, recentemente scomparso, attraverso foto, locandine, dischi rari, la sua tracolla in pelle per chitarra realizzata da Tramontano e molto altro.</p>
<p>Inoltre una sezione speciale è dedicata ai 20 anni della scomparsa del celebre attore e regista napoletano, <b>Massimo Troisi. </b>Costumi di scena del trio La Smorfia, i ciak di “No grazie il caffè mi rende nervoso” e “Il Postino”, locandine dei suoi film, album, CD riguardanti testi musicali scritti proprio dal grande attore.</p>
<p>Da segnalare anche la sezione <b>Baby ROCK!</b>, in collaborazione con il <i>Suor Orsola Benincasa </i>e il <i>British Council</i> di Napoli. Ogni sabato è possibile far avvicinare i bambini al mondo del rock e far imparare loro anche l’inglese con le canzoni rock che hanno fatto epoca.</p>
<p>Infine, il primo marzo ci sarà il concerto, al teatro Trianon, del chitarrista <b>Uli Jon Roth</b>, che nel suo background annovera gli Scorpions, UFO, G3, Electric Sun</p>
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<p>Giovanna Di Troia</p>
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		<title>Baci Perugina: Un amore italiano per San Valentino</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/baci-perugina-un-amore-italiano-per-san-valentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 11:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Baci Perugina]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Catullo voleva dalla sua amata Lesbia “mille baci, poi cento poi altri mille…”, Adriano...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Catullo voleva dalla sua amata Lesbia <i>“mille baci, poi cento poi altri mille…”</i>, Adriano Celentano fa clamore a Sanremo con i suoi <i>“24.000 baci”</i> e <b>Baci Perugina</b>, il <b>longevo <i>brand</i> italiano,</b> <b>famoso in tutto il mondo, </b>produce altrettanti baci da capogiro. 1.500 i Baci prodotti ogni minuto, 300 milioni quelli venduti ogni anno in 55 paesi nel mondo, 18 mila chilometri di cartiglio usato per le frasi d’amore.</p>
<p>E nel mese dell’amore per eccellenza, nel giorno precedente a San Valentino, il 13 febbraio, che da qualche anno è diventato il giorno degli amanti, <i>“mistress day”</i> a New York, non poteva non essere inaugurata <b>la mostra “Baci Perugina. Un amore italiano”. </b></p>
<p><b>La mostra dedicata ai 90 anni dei Baci Perugina</b>, nati nel lontano 1922 dall’idea di <b>Luisa Spagnoli</b> per “riciclare” la granella di nocciola ottenuta dalla lavorazione di altri prodotti, nell’intento di contenere i costi di produzione. Successivamente è <b>Giovanni Buitoni</b> a battezzare i cioccolatini “Baci Perugina”. Mentre <b>Federico</b> <b>Seneca</b>, rielaborando <b>“Il Bacio” del pittore italiano Francesco Hayez</b>, creò l’immagine dei due innamorati, ma anche l’inconfondibile incarto argento e blu e il cartiglio con la frase d’amore.</p>
<p>E quel cioccolatino ricoperto di cioccolato fondente, con un cuore di gianduia che si scontra con una croccante nocciola intera, è divenuto <b>il simbolo dell’amore e dell’affetto</b> <b>ed è una delle poche eccellenze realmente <i>made in Italy</i> che restano</b>, la cui storia si intreccia con la storia del nostro Paese.</p>
<p><b>Fino al 23 marzo 2014, a Roma presso il Complesso Vittoriano</b> <b>è possibile visitare la mostra più dolce che ci sia</b>, passando in rassegna foto, dediche, disegni, documenti, manufatti, video, immagine storiche e tutte le pubblicità e la comunicazione dei Baci Perugina, dai manifesti ai <i>gadget</i> passando per <a href="https://www.giornaledellirpinia.it/la-rai-compie-60-anni-il-compleanno-della-televisione-italiana/">Carosello</a>.</p>
<p>E non c’è battuta più riuscita per i Baci Perugina di quella di Forrest Gump: <i>“La vita è come una scatola di cioccolatini non sai mai quello che ti capita”</i>. Infatti Baci Perugina riserva un’ulteriore sorpresa che è stata presentata proprio nell’ambito della mostra: <b>la campagna “Autografi d’amore”, </b>in collaborazione con Agire (Agenzia Italiana Risposta Emergenze). A firmare i famosi cartigli di <b>un’edizione limitata per San Valentino</b>, sono artisti italiani, tra cui Alessandro Siani, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Claudio Amendola, Ficarra&amp;Picone, Benedetta Parodi. Tale campagna sostiene il progetto “Data4Life” che ha l’intento a ottimizzare le ricorse in casi di emergenza.</p>
<p>Non si può non concludere con l’aforisma di Xavier Brèbion: <i>“La vita è come il cioccolato, è l’amaro che fa apprezzare il dolce”.</i></p>
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<p>Giovanna Di Troia</p>
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		<title>Calimero celebra i suoi 50 anni con una mostra a Milano</title>
		<link>https://www.giornaledellirpinia.it/calimero-celebra-i-suoi-50-anni-con-una-mostra-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Di Troia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 12:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Calimero]]></category>
		<category><![CDATA[Carosello]]></category>
		<category><![CDATA[è un'ingiustizia però]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo della Permanente]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Il pulcino più famoso della storia, con il suo sguardo triste e perso, il...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il pulcino più famoso della storia, con il suo sguardo triste e perso, il mezzo guscio d’uovo per cappello e con la vocina alquanto piagnucolosa ma inconfondibile, resa magistralmente da <b>Ignazio Colnaghi</b>, protesta con le celebri esclamazioni:<i>“Eh che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché sono piccolo e nero… è un’ingiustizia, però!”</i>. Quel pulcino che ormai ha raggiunto il traguardo del <b>mezzo secolo</b>, è il quinto della covata della gallina Cesira con gli indimenticabili mutandoni a <i>pois</i> e il <i>foulard</i> che le ricopriva la testa. Dopo che il suo uovo si è schiuso, tardi rispetto agli altri, inizia le sue peripezie alla ricerca della mamma e immediatamente finisce in una pozzanghera, trasformandosi da bianco in nero.</p>
<p><b>Calimero</b> entra nelle case degli italiani per la prima volta, il <b>14 luglio 1963</b>, esordendo nella pubblicità per la Mira Lanza, all’interno di <b>Carosello</b>, baluardo della modernità italiana costituito da vari <i>sketch</i> seguiti da messaggi pubblicitari, riuniva la famiglia davanti al televisore e ne scandiva i suoi ritmi. Ma Calimero non è entrato solo nelle case degli italiani, ma soprattutto nel cuore e nell’<b>immaginario</b> <b>collettivo</b> degli Italiani e del mondo, ed è particolarmente acclamato in <b>Francia</b> e <b>Giappone</b>.</p>
<p>Tuttavia col senno di poi ha creato un partito contrario, scatenato anche delle accuse <b>razziste</b>, in particolare due le battute incriminanti. Calimero, disconosciuto dalla madre Cesira perché i suoi pargoli sono bianchi, le chiede <i>“Ma se io fossi bianco, mi vorresti?”</i> e la battuta dell’Olandesina <i>“Tu non sei nero, sei solo sporco”</i>, pretesto per lanciare il famoso <i>slogan</i> <i>“Ava come lava”.</i></p>
<p>Ma Calimero resta sempre un’icona senza tempo e come scrisse <b>Umberto Eco</b>: <i>“Quando un personaggio genera un nome comune ha infranto la barriera dell’immortalità ed è entrato nel mito: si è un calimero come si è un dongiovanni, un casanova, un donchisciotte, una cenerentola, un giuda.”</i></p>
<p>E per festeggiare i suoi 50 anni, a <b>Milano</b>, <b>nel Palazzo della Permanente</b> è allestita una mostra, visitabile a partire dal <b>13 dicembre 2013 </b>e che<b> </b>si protrarrà fino al <b>9 marzo 2014.</b></p>
<p>Calimero e i suoi ideatori, i fratelli <b>Nino</b> e <b>Toni Pagot</b>, sono celebrati con la mostra <b>“Calimero. È un’ingiustizia però!- 1963-2013”</b>, che attraverso disegni, tavole originali, <i>storyboard</i>, cartoni animati, video e oggetti presi in prestito dall’archivio Pagot, ripercorre l’esordio, le diverse avventure del pulcino <b>“piccolo e nero”</b> e si potrà anche scoprire come nasce e si crea un cartone animato.</p>
<p>Sono disponibili oltre 6 ore di cartoni animati, anche dai primissimi in bianco e nero, a cui si va aggiungere l’esposizione di <b>grandi gusci in resina</b>, creati per l’occasione, e al termine della mostra verranno messi all’asta ed il ricavato devoluto per finanziare il progetto <b>“Diritti in campo”</b> promosso dall’Organizzazione Save the Children in collaborazione con Ava e Reckitt Benckiser, gruppo proprietario del marchio Ava.</p>
<p>Calimero resta al passo coi tempi, tant’è non va in pensione neanche lui, anzi diventa sempre più <b>simbolo dell’ingiustizia nel mondo</b> su scala globale.</p>
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<p>Giovanna Di Troia</p>
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