Volturara Irpina celebra la memoria di Padre Alessandro Di Meo a trecento anni dalla sua nascita
Dal 1° al 3 novembre messa, convegno, concerto del Conservatorio Cimarosa e una mostra per lo storico del Regno di Napoli
Il 3 novembre 1726 nasceva a Volturara Irpina Alessandro Di Meo. Trecento anni dopo, nello stesso giorno, il suo paese si ritrova per ricordarlo. L’Amministrazione comunale ha preparato tre giornate di celebrazioni che uniscono la preghiera, lo studio e la musica, con una mostra dedicata alla sua vita aperta dal 1° al 3 novembre nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù.
Di Meo entrò giovanissimo nella Congregazione del Santissimo Redentore. Fu Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che ne aveva capito presto il talento, a mandarlo a Napoli a studiare greco ed ebraico. Da quel momento passò la vita tra archivi, pergamene e diplomi medievali dell’Italia meridionale. Ne nacquero gli Annali critico-diplomatici del Regno di Napoli della mezzana età: dodici volumi, oltre cinquemila pagine, che il loro autore non vide mai stampati. Uscirono dopo la sua morte, tra il 1795 e il 1819, grazie al lavoro dei nipoti Giuseppe e Pasquale. Su quelle pagine si sono formate generazioni di storici del Mezzogiorno, e alcuni degli archivi che padre Alessandro consultò sono andati perduti nei secoli tra incendi e guerre. Morì a Nola il 20 marzo 1786, sul pulpito, mentre predicava.
Il programma si apre domenica 1° novembre alle 11.00 con la Benedizione della Targa della Casa Natale di Padre Alessandro, ubicata nell’omonima strada; ore 11:30 Santa Messa in suo ricordo, celebrata da Mons. Pasquale Cascio. Martedì 3 novembre, giorno esatto del tricentenario, alle 10:30 la Sala Consiliare ospiterà il convegno “Alessandro Di Meo storico del Regno di Napoli nel tricentenario della nascita”. Alle 18:30 la Chiesa Madre accoglierà il concerto del Conservatorio di Avellino “L’incanto di Partenope”, dedicato alle musiche di Domenico Cimarosa.
“Padre Alessandro è nato qui, tra queste strade, e da un paese di montagna è arrivato a scrivere la storia di un intero Regno“, dice il sindaco Marino Sarno. “Per troppo tempo il suo nome lo hanno conosciuto più gli studiosi che i suoi compaesani. Queste giornate servono a riportarlo a casa, tra la sua gente, e soprattutto davanti ai nostri ragazzi: devono sapere che un figlio di Volturara, con la sola forza dello studio e della fede, ha lasciato un’opera che a Napoli e in Europa si leggeva con rispetto. Il 3 novembre, a trecento anni esatti dalla sua nascita, saremo insieme in Sala Consiliare e poi in Chiesa Madre. Credo che a un uomo come lui sarebbe piaciuto essere ricordato così, con una preghiera, con le parole di chi ne studia l’opera e con la musica della sua Napoli. Invito tutti i cittadini, e chi vive lontano ma porta Volturara nel cuore, a esserci.”