Avellino – Brindisi 2 – 0, per i Lupi una vittoria scontata che entusiasma solo gli ingenui e i superficiali

Avellino – Brindisi 2 – 0

Avellino: Ghidotti, Cancellotti, Rigione, Frascatore; Ricciardi (dal 72′ Russo), De Cristofaro, Armellino, Rocca (dall’84’ Palmiero), D’Ausilio (dal 63′ Liotti), Patierno (dall’84’ Marconi), Gori (dal 63′ Sgarbi). A disposizione: Pane, Pizzella, Tito, Mulè, Dall’Oglio, Cionek, Pezzella, Tozaj, Llano. All.: Pazienza.

Brindisi: Antonino, Bonnin, Gorzelewski (dall’86’ Galazzini), Monti, Valenti (dal 62′ Opoola), Labriola, Bagatti, Speranza (dal 62′ Vantaggiato), Falbo, Bunino, Guida (dal 69′ Vona). A disposizione: Auro, Saio, Fiorentino, Spingola, Merletti, Martorelli, Pagliuca, Zerbo. All.: Losacco.

Arbitro: Pezzopane de L’Aquila.

Marcatori: al 5′ e al 51′ Patierno.

Dopo lo sconfortante pareggio della scorsa settimana, a reti inviolate in quel di Francavilla, in casa di un’avversaria assai modesta, i Lupi sono tornati puntuali all’appuntamento con la vittoria casalinga, ai danni del derelitto Brindisi, ampiamente fanalino di coda.
Ma, diciamolo francamente, senza tanti giri di parole: questa è una vittoria dal sapore beffardo, che arriva dopo almeno due mesi di amarezze, sia sul piano prestazionale, sia soprattutto su quello della classifica, che vede ormai l’Avellino relegata ai margini delle prime due posizioni. Hai voglia di dire, da parte di coloro che si ostinano a vedere il bicchiere mezzo pieno, che si riempiono la bocca asserendo che i Lupi sono arrivati, con quest’ultimo successo, addirittura al settimo risultato utile consecutivo. Come se, ai fini della classifica che conta davvero,i quattro pareggi ottenuti fuori casa a Potenza, a Teramo con il Monterosi, a Cerignola e a Francavilla, vale dire contro squadre dalla modesta levatura tecnica, siano d ritenersi a tutti gli effetti risultati utili!
Queste superficiali considerazioni suonano davvero grottesche e beffarde, ove si pensi che una compagine come quella biancoverde, costata l’incredibile somma di circa 12 milioni di euro (grazie al “grandissimo” lavoro dell’ineffabile Perinetti), certamente non può essere ritenuta in linea con quelle che erano le premesse e le promesse della vigilia del campionato. Un campionato che, quando mancavano ancora due mesi alla fine della regular seson, per l’Avellino era già da ritenersi fallimentare, atteso che la prima posizione era già lontana dai radar biancoverdi.
E allora, come gioire di una insulsa e amorfa vittoria contro il povero Brindisi, già quasi condannato ad un’amara retrocessione, se sono state fallite dai Lupi le gare vere, quelle che non potevano essere “bucate”.
Tralasciando, per carità di patria, la cronaca di una gara addirittura melensa, la circostanza forse più significativa di questa serata si è palesata al triplice fischio dell’arbitro, allorquando i tifosi hanno declinato con fermezza l’invito dei calciatori nel riconciliante saluto sotto la Sud.

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