Torino, alle Molinette primo intervento di cardiochirurgia con l’uso di Google Glass per sostituzione valvola aortica

I Google Glass sono stati utilizzati per la prima volta in un intervento di cardiochirurgia. Li ha impiegati il professor Mauro Rinaldi alle Molinette di Torino in un intervento di sostituzione della valvola aortica, con approccio mini-invasivo, su un paziente di 70 anni. L’intervento è tecnicamente riuscito.

Il paziente, affetto da stenosi aortica con degenerazione calcifica, è stato sottoposto alla sostituzione della valvola con una protesi di nuova generazione non con la classica tecnica di sutura (sutereless), ma mediante un approccio minitoracotomico – un incisione di 5-6 cm – senza aprire lo sterno.

I Google glass, ovvero gli occhiali a realtà aumentata, sono dotati di un display montato su una lente dove i contenuti vengono visualizzati come se ci si trovasse di fronte a uno schermo da 25 pollici a una distanza di due metri. Secondo gli sviluppatori che li hanno testati, non se ne potrà più fare a meno.

In ambito medico le applicazioni attuali sono prevalentemente didattiche: il chirurgo può gestire il dispositivo con i semplici comandi vocali, al fine di divulgare e condividere le nuove tecniche in tempo reale, non solo con i collaboratori presenti nella propria sala operatoria, ma anche con addetti ai lavori tramite ‘hangout’, rispettando la privacy del paziente.

È inoltre possibile consultare i dati clinici-strumentali del paziente nel contesto della procedura che si sta eseguendo. Sarà, per esempio, estremamente semplice consultare la coronarografia nello stesso momento in cui si sta eseguendo un intervento di rivascolarizzazione miocardica. Nel futuro diverse applicazioni potranno essere ampliate e perfezionate al fine di rendere più agevole il gesto del cardiochirurgo.

Il primo intervento con il dispositivo è stato fatto negli Stati Uniti nel giugno 2013, per chirurgia allo stomaco. Ma gli occhiali a realtà aumentata sono già sbarcati nelle sale operatorie italiane: ad aprile 2014 l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) li ha usati nel reparto di cardiologia, a novembre 2014 a Firenze il dispositivo è stato usato per fare un prelievo di fegato.

 

 

 

Da Ansa.it

Loading